Un accordo militare di 10 anni tra Stati Uniti e Tunisia

Pubblicato il 1 ottobre 2020 alle 21:22 in Tunisia USA e Canada

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Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha firmato un accordo di cooperazione militare di 10 anni con Tunisi, sottolineando l’importanza della collaborazione tra i due Paesi sul conflitto in corso nella vicina Libia.

Secondo quanto riferito da Africa News, l’accordo è stato sottoscritto da i rappresentati delle due parti, il 30 settembre, in occasione dell’inizio del tour di Esper in Nord Africa. L’intesa arriva a seguito di una crescente cooperazione tra il Pentagono e la Tunisia, in particolare sull’addestramento nel settore antiterrorismo e sulla protezione del lungo confine del Paese nordafricano con la Libia, dove operano gruppi jihadisti e dove si sta consumando un lungo conflitto, con numerose parti in causa. “Non vediamo l’ora di espandere questo rapporto per aiutare la Tunisia a proteggere i suoi porti marittimi e le frontiere terrestri, scoraggiare il terrorismo e mantenere gli sforzi corrosivi dei regimi autocratici fuori dal vostro Paese”, ha dichiarato Esper in un discorso dopo aver incontrato il presidente tunisino, Kais Saied. Esper ha anche accusato Cina e Russia di continuare a “intimidire i loro vicini mentre espandono la propria influenza autoritaria in tutto il mondo, compreso questo continente”. Secondo il capo del Pentagono, il comportamento “maligno, coercitivo e predatorio” di Mosca e Pechino mirava a “minare le istituzioni africane”. 

La notizia dell’intesa militare di 10 anni, tuttavia, non è stata resa nota dalle stesse autorità statunitensi o da quelle del Paese, ma solo riportata dalla stampa locale, che non ha fornito ulteriori dettagli a tale proposito. Tuttavia, l’accordo non risulta sorprendete considerati gli ottimi rapporti tra Stati Uniti e Tunisi. Esper ha anche tenuto un discorso al cimitero americano del Nord Africa a Cartagine, dove furono sepolti oltre 2.800 soldati stetunientesi, la maggior parte dei quali uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale. In tale contesto, è importante sottolineare che Washington ha una storia recente di buoni rapporti con Tunisi e nel 2015 ha inserito il Paese nella lista dei “maggiori alleati fuori dalla NATO”, uno status che offre alle nazioni straniere vantaggi in settori come il commercio, la difesa e la cooperazione per la sicurezza. Dal 2011, gli Stati Uniti hanno investito più di 1 miliardo di dollari nell’esercito tunisino, secondo l’AFRICOM.

La visita di Esper arriva a seguito di un incontro del 9 settembre tra il generale Townsend e il presidente tunisino, Kais Saied. Lo stesso giorno, il comandante dell’AFRICOM, in videoconferenza, ha discusso della crisi libica anche con il ministro della Difesa di Tripoli, Salah Eddine al-Namrush. Nel corso del bilaterale con il presidente tunisino, svoltosi nel palazzo di Cartagine, i due interlocutori, Kais Saied e Townsend, hanno preso in esame le modalità per rafforzare la cooperazione tra Tunisi e Washington in diversi campi, tra cui la lotta al terrorismo. Anche a detta del generale statunitense, il meeting del 9 settembre, che ha visto altresì la presenza del ministro della Difesa nazionale di Tunisi, Ibrahim al Bartaji, è stato un incontro positivo, il cui obiettivo dichiarato era già quello di rafforzare ulteriormente la partnership statunitense con il Paese Nord-africano, soprattutto in ambito militare.

Il conflitto in Libia arriva a seguito di anni di instabilità nel Paese, a seguito della deposizione del regime autoritario del colonnello libico, Muammar Gheddafi, ucciso il 20 ottobre del 2011, dopo una rivolta civile scoppiata il 15 febbraio 2011. A seguito delle proteste, la NATO lanciò un’operazione, il 19 marzo, sulla base della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Dopo anni instabili, il Paese non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e risulta oggi diviso in due schieramenti, contrapposti tra di loro. Da un lato vi è il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, e guidato dal premier Fayez al-Sarraj, il quale rappresenta l’unico esecutivo riconosciuto dalle Nazione Unite. I suoi principali sostenitori sono la Turchia, l’Italia e il Qatar. Dall’altro lato vi è il governo di Tobruk, situato nella regione orientale, nota come Cirenaica. Il cosiddetto “uomo forte” di questo schieramento è il generale Khalifa Haftar, che è appoggiato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Giordania. Nonostante la Francia riconosca il governo di Tripoli come legittimo, ha sostenuto segretamente l’esecutivo di Tobruk ed il generale Haftar in diverse occasioni.  

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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