Svezia, coronavirus: aumento record di casi

Pubblicato il 1 ottobre 2020 alle 18:23 in Europa Svezia

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La Svezia ha registrato, giovedì primo ottobre, il più alto numero di nuovi casi di COVID-19 da giugno. Secondo le statistiche dell’Agenzia sanitaria, i nuovi positivi sono stati 752. Si tratta dell’ultimo aumento record dopo settimane di costante incremento delle infezioni. A differenza dell’ultimo mese, il periodo estivo era stato caratterizzato da un numero di contagi abbastanza contenuto. Tuttavia, la cifra di oggi segna il più alto picco dal 30 giugno, quando la Svezia aveva registrato poco più di 800 nuovi casi.

Il Paese, che è stato più volte definito un’anomalia europea per via della sua decisione di evitare i blocchi e la riluttanza a raccomandare mascherine per il viso, non ha ancora assistito al drammatico incremento registrato da Paesi come la Francia e la Spagna. Anche i ricoveri, oltre ai contagi, sono stati sempre piuttosto bassi.

L’epidemiologo Anders Tegnell, architetto di una strategia pandemica dal cosiddetto “soft-touch”, volta a limitare piuttosto che a sradicare la malattia, ha dichiarato che la ripresa dei casi è principalmente legata ai giovani e ai contagi sui luoghi di lavoro. “Il virus si è diffuso in modo molto irregolare in tutta la Svezia, colpendo diverse parti del Paese in misura diversa”, ha detto durante una conferenza stampa. “Stoccolma ancora una volta rappresenta una parte molto ampia dei nuovi casi nazionali”, ha aggiunto.

La strategia svedese per il coronavirus si è basata in gran parte sulla formulazione di raccomandazioni e sulla divulgazione di informazioni al pubblico, facendo leva sull’elevato livello di fiducia dei cittadini nei confronti delle autorità nazionali e locali. Secondo le indicazioni, le persone che vivono con qualcuno risultato positivo al COVID-19 dovrebbero mettersi in quarantena per una settimana, in modo da evitare di diffondere la malattia sui luoghi di lavoro. Tuttavia, i bambini, ha confermato Tegnell, possono continuare a frequentare la scuola.

La Svezia ha registrato 5.893 decessi per coronavirus, un tasso di mortalità pro capite che è molte volte superiore rispetto ai suoi vicini nordici ma inferiore a quello di Paesi come Spagna, Italia e Gran Bretagna, che hanno optato per i blocchi. Per questa ragione, la strategia svedese è stata più volte oggetto di critiche. Ciononostante, i funzionari dell’OMS hanno lodato l’iniziativa definendola un modello sostenibile.

“Lo scopo del nostro approccio è che le persone stesse comprendano la necessità di seguire le raccomandazioni e le linee guida esistenti”, ha dichiarato il direttore generale dell’Agenzia sanitaria svedese, Johan Carlson. Mentre molti Paesi hanno adottato regole mutevoli e forti restrizioni, Carlson ha affermato che le linee guida svedesi sono state progettate per essere facili da comprendere e conservate per un periodo prolungato. “Non ci sono altri rimedi prima che siano disponibili misure mediche, principalmente i vaccini. La popolazione svedese ha preso la situazione a cuore”, ha detto il direttore.

“La nostra strategia è stata coerente e sostenibile”, ha detto Jonas Ludvigsson, professore di epidemiologia presso il Karolinska Institutet, aggiungendo che la Svezia potrebbe avere adesso un livello di immunità più elevato nella popolazione rispetto alla maggior parte degli Stati europei e non solo.

L’approccio svedese, tuttavia, continua ad avere i suoi critici. Il quotidiano Dagens Nyheter ha di recente pubblicato un articolo in cui sottolinea che il numero crescente di elogi per la strategia messa in atto dal governo di Stoccolma ha dimenticato il grande numero di morti. “Sembra che alcuni numeri debbano essere ripetuti. La Svezia ne ha avuti circa 5.837 morti a causa del COVID-19. Una proporzione cinque volte superiore a quella della Danimarca”, si legge nell’articolo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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