Il Sudafrica apre le frontiere dopo 6 mesi

Pubblicato il 1 ottobre 2020 alle 20:25 in Africa Sudafrica

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I voli internazionali sono atterrati in Sud Africa per la prima volta in più di 6 mesi, il primo ottombre, accolti dalle celebrazioni per la fine delle restrizioni ai viaggi per limitare la diffusione del coronavirus.

Un volo della Emirates da Dubai è atterrato nella città costiera di Cape Town, il primo ottobre, in mezzo ad una serie di festeggiamenti. Nelle aree degli arrivi, gli artisti hanno ballato e suonato musica allegra mentre gli assistenti di volo uscivano in mezzo alle bandiere sudafricane. Un volo della Ethiopian Airlines è atterrato poco dopo, da Addis Abeba. “Sono così felice di essere tornato, la mia vita è qui”, ha dichiarato uno ricercatore nigeriano che era rimasto bloccato all’estero dopo una visita di famiglia ad aprile. Per il giovane, non era stato possibile riprendere la sua ricerca presso l’Università di Cape Town. “Pensavo di restare a casa per due settimane, ma alla fine sono rimasto otto mesi”, ha dichiarato. 

Il Paese dall’economia più industrializzata dell’Africa ha sigillato i propri confini all’inizio di un rigoroso blocco, alla fine di marzo, per limitare la diffusione del nuovo coronavirus. Le restrizioni alla circolazione interna sono state gradualmente allentate da maggio, ma i confini internazionali sono rimasti chiusi fino al primo ottobre per evitare l’ingresso di infezioni dall’estero. La compagnia aerea tedesca Lufthansa è stata la prima compagnia aerea europea a riprendere i viaggi in Sud Africa, con un volo da Francoforte che è atterrato all’aeroporto internazionale OR Tambo di Johannesburg alle 8:30, ora locale. Sono arrivati anche aerei dal Kenya, dallo Zambia e dal vicino Zimbabwe. 

Il Sudafrica aveva poi annunciato una nuova chiusura, a partire dal 27 luglio. La decisione, comunicata dal presidente Cyril Ramaphosa il 23 luglio, è stata presa in seguito alla scoperta di nuovi focolai di coronavirus e alla crescita del numero di infezioni. Il Paese registra attualmente 662.000 casi ufficiali, con un incremento di 725 nelle ultime 24 ore e oltre 6.000 persone sono morte a causa del virus, di cui 39 nelle ultime 24 ore. Ramaphosa aveva anche annunciato il lancio di uno “storico” pacchetto di sostegno sociale ed economico, dal valore di circa 30 miliardi di dollari, per finanziare la risposta del sistema sanitario e assistere “i più bisognosi”. Secondo la Banca di Sviluppo africana, l’economia del Sudafrica, che è la più industrializzata del continente, dovrebbe contrarsi tra il 6,3% e il 7,5% a causa della pandemia.

Ciò che spaventa di più in Africa è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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