Stati Uniti: pronti ad agire in Iraq

Pubblicato il 1 ottobre 2020 alle 19:56 in Iraq USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Stati Uniti non esiteranno ad agire per proteggere il proprio personale in Iraq, dove le milizie sostenute dall’Iran sono state definite il “problema più grande” del Paese da un alto funzionario del Dipartimento di Stato degli USA.

David Schenker, Segretario di Stato aggiunto per gli affari del Vicino Oriente, ha comunicato l’avvertimento durante un briefing, tenutosi il primo ottobre, in cui si discuteva la possibilità che gli Stati Uniti di chiudano la propria ambasciata a Baghdad. Schenker ha rifiutato di commentare quelle che ha definito le “conversazioni diplomatiche private” del Segretario di Stato, Mike Pompeo, ma ha aggiunto: “Non possiamo tollerare le minacce al nostro popolo, ai nostri uomini e donne che prestano servizio all’estero”. L’avviso arriva dopo che gli USA si sono definiti “indignati” dall’attacco missilistico effettuato a Baghdad, il 28 settembre. L’assalto doveva essere diretto contro le truppe statunitensi ma ha colpito un’abitazione civile, causando la morte di 5 persone.  

Il Dipartimento di Stato degli USA ha reso pubblica tale reazione il 29 settembre, aggiungendo un’esortazione per le autorità irachene ad agire immediatamente per trovare e assicurare alla giustizia gli autori responsabili di tale attacco missilistico. “Abbiamo già sottolineato che le azioni delle milizie illegali sostenute dall’Iran rimangono il principale e il più grande deterrente alla stabilità in Iraq”, ha riferito in una dichiarazione il portavoce del Dipartimento, Morgan Ortagus. Queste dichiarazioni arrivano il giorno dopo che l’esercito iracheno aveva reso noto che una milizia sciita aveva lanciato due razzi Katyusha contro un’abitazione civile a Baghdad, il 28 settembre, uccidendo due donne e tre bambini. L’attacco avrebbe dovuto colpire le truppe statunitensi stanziate presso il vicino aeroporto. 

I tre bambini deceduti e le due donne facevano parte della stessa famiglia e sono morti a causa del razzo, che doveva invece colpire l’aeroporto di Baghdad, dove sono di stanza le truppe statunitensi. L’offensiva ha colpito l’abitazione della famiglia ed è stata lanciata dal quartiere al-Jihad di Baghdad. I militari hanno accusato “gruppi criminali codardi e bande di fuorilegge” di cercare di “creare caos e terrorizzare le persone”. In tale contesto, il primo ministro Mustafa al-Kadhimi ha ordinato l’arresto degli autori di tale violenza e ha aggiunto che “a questi gruppi non sarà permesso di andare in giro e minare la sicurezza” del Paese impunemente. Si tratta del più alto bilancio di decessi civili in Iraq, negli ultimi mesi e l’offensiva arriva lo stesso giorno in cui gli Stati Uniti hanno avvertito l’Iraq che l’attuale amministrazione è intenzionata a chiudere la propria ambasciata a Baghdad, entro 3 mesi, a meno che il governo iracheno non fermi l’ondata di attacchi missilistici lanciati dalle milizie sciite. 

Due funzionari iracheni hanno specificato che gli Stati Uniti hanno informato le autorità irachene sui primi provvedimenti preliminari, in modo da poter chiudere l’ambasciata nei prossimi mesi mantenendo il consolato a Erbil, la capitale della regione curda dell’Iraq. “Quello che ci viene detto è che si tratta di una chiusura graduale dell’ambasciata nell’arco di due o tre mesi”, ha dichiarato un funzionario iracheno. Secondo la fonte, tale misura potrebbe arrivare insieme al ritiro delle truppe americane nel Paese. Una chiusura così graduale darebbe a Washington il tempo di invertire la mossa se le autorità irachene intraprendessero un’azione decisiva per proteggere le strutture statunitensi, ha aggiunto il funzionario iracheno, nonostante i rischi di aumentare le tensioni con l’Iran e le milizie irachene sostenute dalla Repubblica islamica. Da parte loro, i funzionari degli USA hanno avvertito che se l’ambasciata dovesse essere chiusa, l’esercito avrebbe comunque reagito colpendo le milizie sciite responsabili degli attacchi contro gli interessi statunitensi. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.