Immigrazione: arrestato un gruppo di trafficanti di esseri umani

Pubblicato il 1 ottobre 2020 alle 20:15 in Immigrazione UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Una task force ha arrestato 12 persone sospettate di gestire un traffico di migranti attraverso lo Stretto della Manica verso la Gran Bretagna, facendosi pagare migliaia di euro per ogni traversata, con grossi rischi per la vita dei migranti.

Una task force formata da forze di polizia di più Paesi, in collaborazione con le agenzie europee Europol ed Eurojust, ha arrestato i 12 sospetti trafficanti, che erano quasi tutti iraniani. La polizia ha anche sequestrato 12 veicoli, 10 gommoni e motori, 152 giubbotti di salvataggio, una roulotte, un rimorchio per barche, gioielli e circa 48.000 euro in contanti. Inoltre, alcuni documenti e dispositivi mobili sono stati ritrovati in possesso del gruppo. Gli arrestati sono sospettati di far parte di una banda di contrabbandieri principalmente iraniana con sede in Francia, Paesi Bassi e Gran Bretagna, che organizza le loro attività attraverso una serie di legami nei vari Paesi, costruiti sui social media. “Si ritiene che la rete abbia ricavato enormi profitti dal traffico di migranti in piccole imbarcazioni dalle coste settentrionali della Francia alla Gran Bretagna”, ha riferito Eurojust, che ha stimato una media di 3.000 euro per traversata.

“Il trasporto di migranti in barche sovraccariche, spesso in condizioni meteorologiche molto difficili su una delle rotte di navigazione commerciale più trafficate del mondo, ha messo in pericolo la vita sia dei migranti sia delle forze dell’ordine che conducono operazioni di soccorso in mare”, ha aggiunto l’organizzazione. Eurojust ha affermato che l’attività di traffico di migranti illegali è “aumentata in modo esponenziale” negli ultimi mesi. Oltre 4.600 migranti irregolari sono arrivati dal 2018 sulle coste britanniche. I migranti venivano precedentemente trasportati in camion o traghetti. A causa dell’epidemia di coronavirus, che limita gli spostamenti tra Gran Bretagna e Francia, le persone in fuga hanno cominciato ad utilizzare con maggiore frequenza le imbarcazioni, fornite da trafficanti, con gravi rischi per la propria sicurezza. 

Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di agosto 2020, sono giunti in Europa via mare e via terra 9.332 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri, finora, risulta essere l’Italia, con oltre 19.600 arrivi, seguita dalla Spagna, con quasi 15.000 arrivi, Grecia oltre 11.900 arrivi, Malta, con oltre 2.000 sbarchi, e Cipro, oltre 700 sbarchi. Il numero dei morti in mare nei primi otto mesi del 2020, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), ammonta a 495. Tali numeri segnano una diminuzione rispetto alle cifre del luglio 2019, quando arrivarono in territorio europeo via mare e via terra oltre 14.000 stranieri. La questione rimane estremamente urgente in Europa, mentre il blocco si appresta ad avviare una riforma nel settore dell’immigrazione. 

Un nuovo piano della Commissione Europea è stato presentato il 23 settembre. La proposta crea un “meccanismo di solidarietà obbligatoria” che dovrebbe obbligare legalmente tutti gli Stati membri ad ospitare la loro quota di rifugiati in cambio di finanziamenti provenienti dal bilancio del blocco. Un buon risultato è quello di superare il sistema di Dublino, che scarica tutto il peso dei flussi migratori sui Paesi di primo arrivo. Tuttavia, il piano presenta alcuni limiti. La Von der Leyen ha sottolineato che “solidarietà” non significa solo accogliere i migranti, ma anche, ad esempio, inviare forniture mediche o attrezzature ove è necessario. Inoltre, per ragioni sanitario o di sicurezza nazionale, è previsto uno screening all’ingresso. La proposta prevede anche una politica di rimpatri in caso di emergenza legata all’immigrazione difficile da sostenere per il blocco. 

La Commissione vuole però accelerare le procedure di richiesta di asilo, per determinare rapidamente se una persona è ammissibile ed evitare ai richiedenti i prolungati periodi di incertezza nei campi. Inoltre, i Paesi dell’UE con frontiere esterne sarebbero sottoposti a un monitoraggio più attento per garantire il rispetto delle norme, a seguito delle molteplici segnalazioni di respingimenti illegali da Ungheria, Croazia, Grecia o Malta. Le persone soccorse in mare dovrebbero essere ricollocate nel blocco e non rimandate indietro. Infine, la Commissione ha raccomandato agli Stati membri di non criminalizzare gli enti coinvolti in tali salvataggi. In tempi di immigrazione regolare, tutti gli Stati dell’UE sarebbero obbligati ad intervenire ricollocando e rimpatriando persone, o offrendo assistenza materiale sul campo nei Paesi di arrivo. Nel caso un Paese fosse sottoposto ad una forte pressione migratoria, potrebbe attivare un meccanismo di crisi in base al quale gli Stati dell’UE sarebbero obbligati ad accogliere gli individui o a rimandarle indietro. Per come è stato formulato, il piano presentato dalla Commissione potrebbe entrare in vigore entro il 2023, tuttavia, deve ancora essere approvato dal Parlamento Europeo. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.