Bielorussia: Germania non riconosce Lukashenko come presidente

Pubblicato il 1 ottobre 2020 alle 6:11 in Bielorussia Germania

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In precedenza la cancelliera tedesca aveva condannato le violenze perpetrate da parte delle forze dell’ordine bielorusse nei confronti dei manifestanti dell’opposizione.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato che la Germania non intende riconoscere la nomina di Aleksandr Lukashenko come presidente della Repubblica di Bielorussia e ha esortato quest’ultimo ad aprire un canale di dialogo con l’opposizione e a cessare le repressioni contro i manifestanti.

“Non riconosciamo la nomina del presidente Lukashenko. Lo esortiamo a dialogare con il suo popolo senza intromissioni da parte dell’Occidente e dell’Oriente. Condanniamo ciò che succede lì ogni giorno, ed in particolare la distruzione del processo democratico, e la violenza contro le opposizioni”, ha dichiarato.

Alla fine del proprio intervento, Angela Merkel ha ribadito la propria intenzione di incontrarsi con la leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya.

Nella giornata di martedì, la stessa Tikhanovskaya, in seguito ad un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron a Vilnius, aveva dichiarato che nel prossimo futuro interverrà di fronte al Parlamento francese.

Venerdì scorso il Cremlino ha espresso delle forti critiche alla politica europea e al categorico rifiuto di riconoscere la presidenza di Aleksandr Lukashenko.

Proprio la scorsa settimana quest’ultimo ha prestato giuramento come presidente della nazione. Washington e diversi paesi dell’Unione Europea ne hanno già condannato l’insediamento e non considerano Lukashenko il legittimo presidente.

Il 9 agosto si sono tenute le elezioni presidenziali in Bielorussia. Il presidente uscente, Aleskandr Lukashenko è stato eletto per un sesto mandato con oltre l’80% dei voti. La candidata dell’opposizione, Svetlana Tikhanovskaja, ha ottenuto 10,12%. Subito dopo l’annuncio dei risultati preliminari della votazione, nel Paese sono iniziate le proteste di massa dell’opposizione, che accusa il governo di brogli e frode elettorale. Le proteste sono state represse con forza dall’esercito e dalla polizia, in totale 3 persone sono morte e oltre 7.500 sono state arrestate. Su pressione popolare e internazionale il governo ha poi lasciato che le manifestazioni si svolgessero pacificamente. La UE non riconosce il risultato del voto ed ha annunciato sanzioni contro i responsabili dei brogli e delle violenze, mentre la Lituania è andata oltre varando sanzioni contro lo stesso Lukashenko. Mosca, dopo aver ignorato per settimane le richieste di aiuto di Lukashenko, invitando il paese vicino a fare da solo e condannando ogni ingerenza esterna, ha annunciato la formazione di una riserva delle forze di sicurezza che potrebbe intervenire in Bielorussia nel caso “la situazione degenerasse”. Putin, tuttavia, ha invitato Lukashenko ad “ascoltare” e a “prendere atto” delle proteste.


Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.