Il Belgio fuori dalla crisi politica, ha un nuovo primo ministro

Pubblicato il 1 ottobre 2020 alle 13:10 in Belgio Europa

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Il Belgio ha nominato Alexander De Croo, liberale fiammingo, nuovo primo ministro del governo di coalizione formatosi circa 16 mesi dopo le ultime elezioni. L’uomo, ex vicepremier e ministro delle Finanze, è stato indicato dalla cosiddetta alleanza “Vivaldi” alla testa di un esecutivo composto da liberali, socialisti e verdi, di lingua olandese e francese, nonché da cristiano-democratici di lingua olandese. I nazionalisti, di maggioranza nelle Fiandre, saranno all’opposizione.

Il Paese è diviso politicamente, linguisticamente e culturalmente tra la comunità fiamminga e quella vallona. Le Fiandre, a Nord, sono principalmente di lingua olandese, mentre la Vallonia, a Sud, è prevalentemente francofona. Fin dalle elezioni federali del 26 maggio 2019, il Belgio è stato guidato da un governo provvisorio. Da marzo di quest’anno, per far fronte alla pandemia di coronavirus, una coalizione di minoranza, presieduta dalla liberale francofona Sophie Wilmes, ha governato con il supporto diffuso dell’opposizione.

Mercoledì 30 settembre, al termine di una sessione finale di negoziazione, durata quasi 24 ore e guidata da De Croo e dal socialista francofono Paul Magnette, la coalizione ha concordato la formazione della nuova squadra di governo. La situazione si è sbloccata quando è stato comunicato l’annuncio dell’accordo tra i sette partiti che formano l’alleanza “Vivaldi”. La decisione ha messo fine a una crisi politica durata 493 giorni e iniziata dalle ultime elezioni legislative dello scorso anno. De Croo, 44 anni, sostituirà la Wilmes e sarà il primo premier fiammingo dal 2011.

Il partito nazionalista della Nuova Alleanza fiamminga, che aveva ottenuto un successo significativo nel 2019 con il 16% dei voti, non verrà rappresentato nella nuova coalizione. Anche l’estrema destra di Vlaams Belang, che aveva guadagnato il 12% alle ultime elezioni, non sarà rappresentata.

La divisione linguistica del Belgio è sempre stata una questione spinosa nella formazione di un governo. In tal senso, il Paese europeo detiene il record mondiale di 541 giorni per formare un governo, raggiunto in seguito alle elezioni del 13 giugno 2010.

In particolare, la federazione è composta da tre regioni territoriali e tre comunità linguistiche. Le prime comprendono le Fiandre a Nord, la Vallonia a Sud e la regione della capitale Bruxelles, ognuna delle quali ha un proprio governo con un proprio Parlamento. Le tre comunità del Belgio, invece, prendono il nome dalla lingua parlata, rispettivamente il fiammingo, il francese e il tedesco.

Le maggioranze sono diverse sia a livello regionale sia a livello nazionale, e ciò rende il processo decisionale in Belgio molto controverso, in quanto i leader delle Comunità possono approvare decreti e ordinanze aventi lo stesso valore giuridico delle leggi federali. Ad esempio, le Fiandre si sono rifiutate di ratificare il trattato CETA che eliminerebbe le tariffe tra l’UE e il Canada, il 24 ottobre 2016

Il capo dello Stato è invece il re, il quale svolge un ruolo in gran parte cerimoniale e simbolico. La propria funzione politica primaria è quella di designare un leader politico per formare un nuovo governo. Dopo le elezioni legislative, il capo del partito o della coalizione di maggioranza è di solito nominato primo ministro dal re, e poi approvato dal Parlamento per un mandato di quattro anni. Il re, su raccomandazione del primo ministro, nomina formalmente altresì il Consiglio dei ministri.

A livello federale, il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio dei ministri, presieduto al premier, con ogni ministro a capo di un dipartimento governativo, che possono essere al massimo di 14.  

Il Parlamento belga è bicamerale ed è composto dal Senato e dalla Camera dei Rappresentanti. La Camera ha 150 membri eletti direttamente con voto proporzionale. Il Senato, invece, elegge 60 membri, di cui 50 in modo indiretto tramite la nomina della comunità e dei parlamenti regionali in base ai loro risultati elettorali, e 10 dagli altri 50 senatori. Tutti i membri del Parlamento hanno un mandato di cinque anni.

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Chiara Gentili

di Redazione

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