Anniversario della Repubblica Popolare Cinese: Hong Kong blocca le proteste

Pubblicato il 1 ottobre 2020 alle 11:06 in Cina Hong Kong

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La governatrice della regione autonoma speciale di Hong Kong, Carrie Lam, ha tenuto un discorso in occasione delle celebrazioni per il 71esimo anniversario dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese (RPC), il primo ottobre, durante il quale ha affermato che il governo centrale di Pechino sarà sempre un solido sostegno per l’isola e ha elogiato il ritorno di Hong Kong alla pace, dopo l’imposizione della nuova legge sulla sicurezza nazionale da parte del governo di Pechino, approvata lo scorso 30 giugno.

Dopo aver elogiato il sostegno ricevuto da Pechino per arginare la pandemia di coronavirus, Lam ha affermato che, oltre ad aver creato un luogo sicuro e ad avervi iniettato linfa vitale, il governo centrale ha promosso il ruolo di Hong Kong nello sviluppo dell’intero Paese promuovendo la cooperazione tra l’isola e la Cina continentale. Lam ha poi aggiunto che, negli ultimi tre mesi, grazie alla nuova legge sulla sicurezza nazionale, la società di Hong Kong è tornata alla pace e alla stabilità, e che la sicurezza nazionale dell’intero Paese è stata protetta sull’isola consentendo ai cittadini di esercitare nuovamente i propri diritti e libertà rispettando la legge. Per la governatrice, non importa quante siano le critiche o le sanzioni ricevute da governi stranieri che adottano un doppio standard nel criticare la legge sulla sicurezza nazionale, lei e la sua amministrazione continueranno a salvaguardarla.

Proprio in occasione del primo ottobre, il fronte pro-democrazia di Hong Kong aveva pianificato una protesta di massa ma il governo di Lam ha schierato migliaia di poliziotti ponti ad intervenire nel caso in cui si accendano proteste durante la giornata nazionale della Repubblica Popolare Cinese, festeggiata in tutto il Paese con numerose celebrazioni e con una settimana di vacanza, nota come “golden week”.  Alcun e fonti interne alla polizia hanno rivelato che sarebbero 6.000 gli ufficiali messi in campo dall’esecutivo di Lam, ovvero il doppio degli uomini solitamente dispiegati in vista di manifestazioni.

Il governo di Hong Kong, quest’anno, ha negato l’autorizzazione per organizzare una marcia di protesta avanzata dal Fronte per i Diritti umani e civili, adducendo motivazioni di pericolo per la sicurezza e per la salute, date le misure restrittive che proibiscono raduni di oltre quattro persone per arginare la pandemia di coronavirus. Su piattaforme online i manifestanti hanno allora proposto l’organizzazione di flash-mob ma non è ancora certo che riescano a dar vita a eventi di massa. Per ora, quattro membri della Lega dei social-democratici hanno manifestato di fronte al luogo in cui Lam ha tenuto il discorso celebrativo circondati da circo 40 poliziotti, declamando slogan quali: “Basta al partito unico”.  Al momento, una tra le richieste primarie del Fronte per i Diritti umani e civili è che il gruppo dei 12 fuggiaschi catturati dalla polizia cinese mente tentavano di raggiungere Taiwan via mare vengano rilasciati ma, proprio il primo ottobre, la polizia cinese ne ha confermato l’arresto.

Durante la settimana precedente il primo ottobre, la polizia ha arrestato cinque persone, sospettate di aver incitato altri a protestare e a commettere atti violenti. Negli ultimi 16 mesi sono state 16.000 le persone che sono state trattenute dalla polizia dopo aver partecipato alle proteste e anche i leader del movimento sono stati più volte arrestati. Lo scorso 24 settembre, era stato arrestato Joshua Wong, figura di primo piano nel movimento, per essere poi rilasciato su cauzione. Il 30 settembre Wong ha dichiarato: Anche se cercano di arrestarci, perseguitarci e chiuderci in prigione, non abbiamo alcun motivo di arrenderci”.

Lo scorso anno, per il 70esimo anniversario della festa nazionale, si erano verificati violenti scontri tra polizia e manifestanti che si protraevano da oltre sette mesi. Le proteste ad Hong Kong erano iniziate il 31 marzo 2019, quando gli abitanti dell’isola avevano iniziato a manifestare contro una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione verso la Cina continentale per i residenti di Hong-Kong. Nonostante tale proposta fosse stata ritirata, le proteste si erano evolute in una generale rivendicazione contro le ingerenze del governo centrale di Pechino nelle questioni interne dell’isola e in richieste democratiche, diventando sempre più violente. A seguito del ritiro della proposta di legge, l’esecutivo di Hong Kong ha respinto le altre richieste dei manifestanti, tra cui figuravano: l’amnistia per i manifestanti detenuti, l’avvio di un’indagine indipendente sui presunti eccessi di violenza della polizia e il rilancio del processo di riforma politica in senso democratico.

Anche in risposta a tale periodo di tumulti, il 30 giugno scorso il governo di Pechino ha approvato la “Legge della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese per la salvaguardia della sicurezza nazionale” con la quale sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e azioni di terrorismo sull’isola, rendendoli tutti atti criminali. Oltre a questo, è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale, che prevede l’impiego sull’isola di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino.

Per molti, la legge lederebbe l’autonomia e le libertà di Hong Kong, restando volutamente vaga e lasciando ampi margini per la casistica di applicazione. A livello internazionale, molti Paesi si sono opposti al provvedimento imposto da Pechino, primi fra tutti gli USA che hanno sanzionato anche la stessa Carrie Lam.

Dal primo luglio 1997 i Hong Kong è diventata una regione amministrativa speciale di Pechino, amministrata secondo il principio “un Paese, due sistemi” che le ha garantito un ampio margine di autonomia e libertà rispetto al governo centrale, alla luce di un diverso percorso di sviluppo tra Hong Kong, un’ex-colonia inglese, e la Cina continentale, sviluppatasi secondo il modello del socialismo dalle caratteristiche cinesi. Tale  modalità di gestione dovrebbe restare in vigore fino al 2047 ma per molti la legge sulla sicurezza nazionale lo avrebbe eroso. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.