Trump vs Biden: il primo dibattito presidenziale

Pubblicato il 30 settembre 2020 alle 17:25 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e il candidato democratico, Joe Biden, hanno partecipato al primo di quattro dibattiti previsti prima delle elezioni del 3 novembre. Tutti i temi affrontati in un confronto caotico e pieno di interruzioni. 

Durante circa 90 minuti, i candidati si sono confrontati su 6 macro-temi differenti, moderati dal giornalista di Fox News, Chris Wallace. Le regole e il format del dibattito erano stati precedentemente concordati dalle due parti. Sei diverse sezioni da circa 15 minuti l’una, per affrontare alcune delle questioni più calde dell’attualità statunitense. Ogni sezione ha previsto una domanda e 2 minuti a testa per rispondere, seguiti da una discussione aperta. Gli argomenti, ha assicurato il moderatore, sono stati decisi dal giornalista stesso e le domande non sono state rese note prima del dibattito.

La prima sezione ha riguardato la Corte Suprema e la nuova nomina proposta da Trump, a poche settimane dalle elezioni, a seguito della morte della giudice liberale Ruth Bader Ginsburg, il 18 settembre. Questa parte del dibattito è stata la meno caotica e i due candidati si sono confrontati sul tema nei primi 4 minuti, senza eccessivi scontri e sovrapposizioni. Secondo Trump è un diritto dell’attuale amministrazione nominare la conservatrice Amy Vivian Coney Barret alla Corte Suprema, poiché la Casa Bianca ha il modo (cioè la maggioranza in Senato) e il tempo di farlo (servono alcune settimane per valutare la candidatura, ma il presidente ha specificato di poter andare oltre il 3 novembre, poiché rimane in carica fino alla fine dell’anno, anche in caso di sconfitta). Da parte sua, Biden ha sottolineato la necessità che sia il popolo americano a decidere quale indirizzo dare alla Corte Costituzionale, evidenziando il fatto che l’attuale amministrazione sta attendendo la valutazione di questo stesso organo su questioni estremamente rilevanti, come la Sanità. Quindi, la nuova nomina potrebbe avere conseguenze politiche molto pesanti, in un momento molto delicato per gli Stati Uniti. Il dibattito aperto si è quindi concentrato sul tema della riforma della Sanità proposta da Trump, basata sul superamento dell’Obama Care, che Biden difende strenuamente e dichiara di voler ampliare. Già in questa sezione il confronto ha preso una svolta caotica: i candidati hanno cambiato completamente argomento e hanno cominciato a sovrapporsi. Il continuo intervento da parte di Trump è stato richiamato più volte dal moderatore, senza successo. La prima sezione si è conclusa quindi nel caos, con una battuta sarcastica di Biden: “Veramente produttivo, una sezione davvero produttiva”. 

La seconda domanda ha riguardato la crisi relativa al coronavirus negli Stati Uniti: sulla base di cosa i due candidati hanno detto e fatto, perché gli elettori dovrebbero fidarsi di uno di loro e non dell’altro. Secondo Biden, che ha risposto per primo, l’attuale presidente “non ha nessun piano” per affrontare la pandemia. Il candidato democratico ha sottolineato che Trump era a conoscenza della gravità del virus, già da febbraio, ma ha deciso di non agire, per non far andare “nel panico” i cittadini. “Voi non andate nel panico, lui è andato nel panico”, ha affermato Biden, citando la confusione con cui il presidente ha gestito l’emergenza, preferendo giocare a golf rispetto ad occuparsene. Trump ha risposto che se il candidato democratico fosse stato in carica, sarebbero morte milioni di persone e non solo 200.000. Ha poi dichiarato che i numeri negli Stati Uniti sembrano alti perché il Paese comunica i dati reali, mentre nessuno sa quante persone sono morte in Cina o in Russia, perché le loro informazioni non sono trasparenti. L’attuale presidente ha quindi ribadito la responsabilità di Pechino in questa catastrofe globale e ha difeso il proprio operato, affermando che i democratici si sono opposti quando lui ha proibito i voli dalla Cina, per esempio, accusandolo di xenofobia e razzismo. La discussione libera è stata caratterizzata un sovrapporsi dei due candidati, con uno scontro sulle tempistiche in cui sarà disponibile, se lo sarà, il vaccino. “Dovete pregare Dio che lo trovino”, ha sottolineato Biden. “Avranno il vaccino molto presto”, ha affermato Trump. La discussione si è poi persa in un attacco personale contro “l’intelligenza” del candidato democratico da parte dell’attuale presidente, tramite una serie di affermazioni di nessun rilievo per un dibattito presidenziale. Successivamente, hanno discusso di mascherine e sul tipo di manifestazioni elettorali tenuti da entrambe le parti, in relazione al distanziamento sociale.

La terza domanda ha riguardato l’economia e il tipo di ripresa che il Paese sta affrontando a seguito del lockdown. Il moderatore ha sottolineato che gli indicatori economici sono positivi, ma mentre Trump ha parlato di un andamento “a forma di V”, Biden pensa invece che ci sarà una successiva ricaduta. Wallace ha quindi chiesto ad entrambi di motivare le proprie affermazioni. L’attuale presidente ha difeso il proprio operato e evidenziato nuovamente le colpe della Cina. Secondo Trump, Biden rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti: “Richiuderà tutto. Distruggerà questo Paese”. Il presidente ha poi sottolineato il rischio che un lockdown crea in relazione alla crescita di alcolismo e depressione. Biden ha risposto evidenziando che i milionari, come Trump, non vivono le stesse problematiche della popolazione più povera, durante la pandemia. Successivamente, ha trattato il tema delle riaperture troppo veloci, in un momento in cui i contagi stanno crescendo, senza misure di protezione nei luoghi di lavoro e nelle scuole. Secondo l’attuale presidente, il popolo vuole un’economia aperta. “Quello che sta succedendo a New York è così triste, è una città fantasma”, ha dichiarato, aggiungendo: “Io sono quello che ha fatto ricominciare il football”. In questa sezione, il moderatore ha interrogato Trump anche sullo scandalo relativo alle imposte pagate dal presidente come persona fisica. Secondo il New York Times, la cifra non ha superato i 750 dollari nel 2016 e nel 2017. Da parte sua, il presidente ha dichiarato di pagare “milioni di dollari di tasse”, probabilmente in riferimento a quelle delle sue aziende, eludendo la domanda. Successivamente, i due candidati hanno continuato a discutere delle imposte e delle rispettive visioni relative alla creazione di posti di lavoro, in un dibattito confusionario fatto di sovrapposizioni e accuse reciproche.

Nella parte finale di questa sezione, Trump ha lanciato un’accusa diretta, non supportata da alcuna prova, che riguarda il figlio di Joe Biden, Hunter Biden, che avrebbe ricevuto 3,5 milioni di dollari da Mosca. “Niente di tutto questo è vero”, ha risposto seccamente il candidato democratico. “Lo lasci rispondere!”, ha incalzato il moderatore mentre il presidente continuava ad interrompere la risposta di Biden. “Si vuole parlare di familiari e etica, ma io non voglio parlare di questo. Della sua famiglia potremmo parlare tutta la notte”, ha dichiarato il candidato democratico prima di essere nuovamente interrotto. “Tutto questo non riguarda la mia famiglia o la sua famiglia, questo riguarda la famiglia di tutti: il popolo americano, lui non vuole parlare di cosa voi avete bisogno”, ha continuato Biden. La sezione è stata quindi conclusa dal moderatore a causa delle continue sovrapposizioni. 

La quarta domanda ha riguardato la questione delle divisioni razziali e delle violenze che hanno interessato tutto il Paese, a partire dal mese di maggio. Il moderatore ha sottolineato il fatto che il candidato democratico abbia più volte affermato di aver deciso di presentarsi alle elezioni del 2020 a seguito delle dichiarazioni di Trump sulle proteste a Charlottsville del 14 agosto del 2017. Il presidente, nello specifico, aveva affermato che entrambe le fazioni erano formate da “persone perbene”, nonostante una delle parti fosse un gruppo violento di suprematisti bianchi. Inoltre, il giornalista di Fox News ha evidenziato che Trump ha affermato più volte di essere il presidente che ha fatto di più per gli afroamericani, con la “possibile eccezione” di Abraham Lincoln. Biden, il primo a rispondere, ha confermato le parole del moderatore e ha criticato la risposta, a sua detta disastrosa e volta solo a creare divisioni, di Trump alle tensioni in atto negli Stati Uniti, affermando che questo ha fatto “praticamente niente” per gli afroamericani e collegando il discorso anche all’alta percentuale di decessi di afroamericani a causa del coronavirus. Da parte sua, l’attuale presidente ha risposto che il candidato democratico aveva in passato definito gli afroamericani “super-predatori”. Invece, Trump ha affermato di essere il candidato repubblicano con la maggior percentuale di consenso in questa comunità, proprio grazie a quello che ha fatto per loro. Successivamente, ha evidenziato l’appoggio a lui garantito dalle forze dell’ordine, in tutto il Paese. Secondo il presidente, Biden non può “nemmeno pronunciare le parole forze dell’ordine” o “Ordine e Legge”, perché perderebbe l’appoggio della sinistra radicale. Biden ha risposto che la maggior parte delle forze dell’ordine sono persone oneste, ma i criminali tra loro devono essere ritenuti responsabili delle loro azioni e dei loro soprusi ai danni della popolazione afroamericana. 

In questa sezione, la quarta del dibattito, il presidente ha pronunciato le parole che hanno generato grande scandalo, all’indomani del dibattito. I due candidati hanno affrontato il tema di diminuire i fondi della polizia, una proposta da cui Biden si è dissociato. Tuttavia, il rappresentante del Partito Democratico ha affermato che “rivolte, caos e violenza aiutano la sua causa”, citando un ex-portavoce di Trump. “Non vuole che la situazione si calmi”, ha aggiunto. Il mediatore ha quindi chiesto a Trump se era disposto a condannare il suprematismo bianco e le milizie armate dicendogli che devono farsi da parte, citando le violenze scaturite dalla presenza di questi gruppi nella città di Kenosha e Portland. “Io sono disposto a farlo”, ha risposto il presidente, “ma io direi che quasi tutto quello che ho visto viene dall’estremismo di sinistra e non di destra”, ha aggiunto. “Allora fallo”, lo ha incalzato Biden. Dopo qualche secondo di silenzio, Trump ha chiesto al mediatore e a Biden a chi dovesse rivolgersi, in particolare. “Datemi dei nomi”, ha chiesto. “I suprematisti bianchi, i Proud Boys”, ha risposto il giornalista, citando un gruppo di estrema destra statunitense. Quindi, il presidente ha pronunciato le parole che hanno suscitato grande scandalo: “Proud Boys fatevi da parte e tenetevi pronti”. Non esattamente una richiesta di placare gli animi. Appena dopo aver detto questa frase, Trump è tornato sull’estremismo di sinistra: “Ma vi dirò, qualcuno deve fare qualcosa contro gli Antifa e la sinistra”. Qui i candidati sono tornati a sovrapporsi, con Biden che ha dichiarato: “Antifa è un’idea non è un’organizzazione”, affermando che tale definizione era stata data dallo stesso direttore dell’FBI nominato da Trump. 

La quinta domanda è stata la più generica e ha riguardato le ragioni per cui gli elettori dovrebbero preferire un candidato rispetto all’altro. “Perché non c’è mai stata un’amministrazione e un presidente che hanno fatto più di quello che ho fatto io in tre anni e mezzo”, ha risposto, per primo, Trump. “Con questo presidente siamo diventati più deboli, più malati, più poveri, più divisi e più violenti”, ha invece risposto Biden, alla stessa domanda. In questa sezione i due candidati hanno affrontato altri e diversi temi, tra cui l’importanza delle nomine alla Corte Suprema o la questione delle presunte affermazioni di Trump sui militari. Si tratta di uno scandalo lanciato dalla rivista statunitense Atlantic, che ha pubblicato un articolo in cui 4 fonti anonime raccontano il disprezzo dell’attuale presidente per i soldati statunitensi deceduti in battaglia, che sarebbero stati definiti dei “perdenti”. Anche in questo caso la discussione è stata caotica e Trump ha attaccato nuovamente il figlio di Biden e la conversazione si è nuovamente spostata su questioni personali per qualche momento. Il mediatore ha poi portato l’attenzione su temi come il cambiamento climatico, che il presidente ha affermato di non contestare. La discussione è continuata sul tema con diverse posizioni da entrambe le parti sul bilanciamento della diminuzione dell’inquinamento e la crescita economica del Paese. Trump ha sottolineato le responsabilità di altri Paesi che inquinano enormemente e senza prendersi responsabilità. Biden, da parte sua, ha affermato di non supportare il Green New Deal, ma di aver presentato una sua proposta sul tema dell’ambiente. 

Infine, l’ultima domanda ha riguardato la validità delle elezioni, che il capo della Casa Bianca sta già da tempo mettendo in dubbio. Il mediatore ha sottolineato la questione del voto per posta, che causerà con buona probabilità ritardi importanti nel conteggio dei voti. Biden ha chiesto quindi agli elettori di votare il prima possibile e ha sottolineato l’importanza della partecipazione. Il rappresentante democratico è sembrato preoccupato della sensazione diffusa negli Stati Uniti che Trump non accetterà il risultato delle elezioni, se dovesse perdere. Molti temono che l’attuale presidente proverà a rimanere in carica, ad ogni costo. “Se prendiamo questi voti, sarà finita, se ne andrà, non rimarrà al potere. Non succederà. Quindi votate”, ha affermato Biden. Da parte sua, Trump ha sottolineato che le frodi elettorali sono già in corso, raccontando senza fornire prove di voti cestinati che andavano a suo favore. La discussione si è poi concentrata sulla possibilità che sia la Corte Suprema a decidere il risultato di queste elezioni, come accadde per quelle del 2000. In conclusione, il moderatore ha chiesto se i candidati hanno intenzione di spingere i propri sostenitori a restare calmi durante il periodo necessario a scoprire il risultato delle elezioni e se potevano assicurare che non avrebbero dichiarato la propria vittoria unilateralmente, prima della conferma indipendente delle autorità competenti.

Trump ha risposto che incoraggia i propri sostenitori ad andare a votare e “a guardare bene cosa succede”, evidenziando ancora il tema delle presunte e continue frodi elettorali a suo svantaggio in corso. “Spero che siano elezioni giuste, se lo saranno sono d’accordo”, ha affermato in relazione alla domanda del mediatore. “Ma se vedo decine di migliaia di schede elettorali manipolate, non posso essere d’accordo”, ha aggiunto. Da parte sua, Biden ha sottolineato che il voto per posta non è un processo più scorretto o a rischio di manipolazione degli altri, ricordando che i militari votano da sempre in questo modo. “Se non sarò io a vincere, accetterò il risultato, se vincerò io non sarò il presidente solo dei democratici, ma lo sarò per i democratici e i repubblicani”, ha dichiarato Biden. Alla nascita di un’ennesima sovrapposizione caotica tra i due candidati, terminato il tempo a disposizione, Chris Wallace ha dichiarato la fine del primo dibattito tra i candidati alle elezioni presidenziali del 2020. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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