Pyongyang ha capacità militari “deterrenti”, da ora focus sull’economia

Pubblicato il 30 settembre 2020 alle 13:15 in Asia Corea del Nord

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L’ambasciatore della Corea del Nord alle Nazioni Unite, Kim Song, ha affermato che il proprio Paese è ora concentrato sullo sviluppo economico, visto che ha raggiunto una forza militare in grado di agire come “deterrente di conflitti affidabile ed efficace”.

Parlando all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Kim ha affermato che la Corea del Nord è ancora oggi sottoposta a minacce dato l’utilizzo nella penisola coreana di strumenti militari come velivoli stealth e la presenza di mezzi per l’attacco nucleare di ogni tipo. Per tali ragioni, Kim ha affermato che:” La vera pace può essere salvaguardata solamente qualora si possieda la forza assoluta di prevenire la guerra stessa” e ha aggiunto che la pace e la stabilità nella penisola sono ora stati difesi saldamente, dato che la Corea del Nord ha raggiunto i mezzi di auto-difesa e deterrenza del conflitto “tirando la cinghia”.

Essendo riuscita a garantire la propria sicurezza, Kim ha informato l’Onu che la Repubblica Popolare Democratica di Corea indirizzerà i propri sforzi nella costruzione economica e ha affermato che è evidente, in tal senso, il bisogno che ha il Paese di un ambiente esterno favorevole. Tuttavia, Kim ha anche affermato che la Corea del Nord non può “svendere la propria dignità” nella speranza di un cambiamento dell’attitudine internazionale nei suoi confronti.

Al momento, Pyongyang e la sua economia stanno affrontando più problematiche. Prima fra tutte, le sanzioni imposte a livello internazionale per costringere il Paese a ridurre il proprio programma nucleare. In secondo luogo, la pandemia di coronavirus ha imposto la chiusura di tutte le frontiere del Paese isolandolo ulteriormente, soprattutto dal suo primo partener commerciale, la Cina. Infine, una recente ondata di alluvioni e tifoni ha gravemente danneggiato più aree del Paese.

Il 28 settembre scorso, una relazione delle Nazioni Unite ha rivelato che la Corea del Nord starebbe violando le sanzioni imposte dall’Onu importando più petrolio del consentito, ovvero un massimo di 500.000 barili, e inviando i propri lavoratori all’estero. In precedenza, il 3 agosto scorso, n gruppo di esperti indipendenti che controllano le sanzioni Onu aveva già denunciato altre violazioni, sostenendo che Pyongyang stesse portando avanti il suo programma nucleare, sviluppando dispositivi nucleari in miniatura da inserire all’interno delle testate dei propri missili balistici.

Pyongyang è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Con le sanzioni il Consiglio di Sicurezza ha cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, il 17 aprile, un altro gruppo di esperti dell’Onu, aveva già rivelato che nei mesi da gennaio a Marzo 2020 il Paese avrebbe esportato illegalmente carbone via mare, presumibilmente ad aziende cinesi.

Nel 2018, gli USA avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord alla presenza dei capi di stato statunitense, Donald Trump, e Nord-coreano. Trump e Kim si erano incontrati per la prima volta il 12 giugno 2018 a Singapore, quando avevano concordato una reciproca collaborazione per smantellare il programma nucleare nordcoreano in cambio della rimozione delle sanzioni internazionali che pesano su di esso. Successivamente, il 28 febbraio 2019 si era tenuto il loro secondo incontro a Hanoi, in Vietnam, ma in quell’occasione i colloqui tra le parti si erano interrotti inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni che aveva portato alla brusca conclusione dell’evento. Dopo qualche mese di stallo, Kim e Trump si erano nuovamente visti nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree il 30 giugno 2019, quando il presidente americano è simbolicamente entrato in Corea del Nord.

Da allora, tentativi di dialogo bilaterale erano ripresi il 5 ottobre dello stesso anno ma, in seguito, si erano nuovamente interrotti e da allora sono stati incerti fino allo scorso 21 gennaio. In tale data il consigliere della missione nordcoreana presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ju Yong Chol, ha dichiarato che negli ultimi due anni il proprio Paese ha interrotto test nucleari e lanci di missili per andare in contro alle richieste degli USA, i quali, di risposta, hanno tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e hanno insistito con il mantenimento delle sanzioni per bloccare lo sviluppo del Paese, ostacolando anche il suo sistema politico. Di conseguenza, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020. Lo scorso 7 luglio, un inviato degli Stati Uniti si era recato in Corea del Sud nel tentativo di avviare nuovi colloqui con la Corea del Nord ma poche ore prima, Pyongyang aveva affermato di non aver intenzione di dialogare con i rappresentanti degli USA.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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