Polonia: annunciato il rimpasto di governo che potrebbe preoccupare l’UE

Pubblicato il 30 settembre 2020 alle 18:23 in Europa Polonia

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Il governo nazionalista polacco sembra aver intrapreso una strada ancora più reazionaria dopo la nomina di un ministro dell’Istruzione ultraconservatore all’interno della nuova formazione di gabinetto, annunciata mercoledì 30 settembre. Il rimpasto di governo, avvertono i media, rischia di aumentare gli attriti tra la Polonia e l’Unione Europea.

Dopo settimane di discussioni interne, che hanno minacciato di rompere la coalizione tripartita guidata dal Partito Diritto e Giustizia (PiS), è stata presentata la nuova squadra di governo. Il capo del PiS, Jaroslaw Kaczynski, che nel neo-esecutivo svolgerà il ruolo di vicepremier, ha affermato che il rimpasto era necessario per snellire il processo decisionale in un momento in cui la pandemia di coronavirus ha spinto le economie di tutto il mondo in recessione. I critici, tuttavia, hanno definito la decisione il prodotto di un battibecco interno tra il ministro della Giustizia ultraconservatore, Zbigniew Ziobro, e il primo ministro, più pragmatico, Mateusz Morawiecki, entrambi in lizza per succedere a Kaczynski alla guida del partito.

“Sono convinto che il governo sarà ancora meglio attrezzato di prima ad affrontare tutte le sfide che ci attendono, sia nell’arena interna che in quella globale ed europea”, ha dichiarato Morawiecki in conferenza stampa.

Il Ministero dell’Istruzione, che è centrale per il PiS per via dei suoi sforzi finalizzati a instillare valori più conservatori nella vita pubblica polacca, andrà a Przemyslaw Czarnek, 43 anni, docente in un’università cattolica accusato di aver detto che “gli omosessuali non sono uguali alle persone normali”. In un discorso, rilasciato martedì 29 settembre, Czarnek ha affermato che le scuole dovrebbero proteggere i bambini da una “rivoluzione morale e sessuale guidata dall’ideologia LGBT”. “Non permetteremo che i bambini siano esposti ad un’ideologia che è contraria ai valori che sono alla base della società polacca da secoli”, ha detto Czarnek in un’intervista televisiva.

Un parlamentare dell’opposizione di sinistra, Barbara Nowacka, ha affermato che la nomina del nuovo ministro dell’Istruzione equivale a una “guerra della nuova cultura”. “Ci aspettiamo cambiamenti nel curriculum di base, cambiamenti nell’autonomia delle università”, ha riferito Nowacka all’agenzia di stampa Reuters. “È un uomo a cui piacerebbe davvero che la regione cattolica fosse dominante”, ha aggiunto. La donna ha sottolineato che l’entrata al governo di Kaczynski, noto per essere in grado di tirare le leve del potere dietro le quinte, suggerisce che tutto il governo sia d’accordo con la decisione.

Il governo polacco guidato dal Partito Diritto e Giustizia (PiS), insieme al suo alleato nazionalista, rappresentato dal governo ungherese del primo ministro, Viktor Orban, è da tempo ai ferri corti con l’Unione Europea per le critiche relative alle violazioni degli standard democratici. Entrambi gli Stati post-comunisti beneficiano di generose elargizioni da parte dell’UE e i loro governanti sono stati messi sotto pressione per aver posto tribunali, giudici, media, accademici e ONG sotto il diretto controllo del governo. Nonostante le osservazioni di Bruxelles, i governi di Ungheria e Polonia negano di minare la democrazia limitando le libertà civili e personali dei cittadini.

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Chiara Gentili

di Redazione

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