Libia: nuove dichiarazioni sul sostegno di Abu Dhabi ad Haftar

Pubblicato il 30 settembre 2020 alle 11:46 in Emirati Arabi Uniti Libia

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In un rapporto, definito “confidenziale”, delle Nazioni Unite è stato riferito che gli Emirati Arabi Uniti (UAE), nel periodo gennaio- aprile 2020, hanno aumentato le spedizioni di rifornimenti militari per l’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar. Nel frattempo, il portavoce delle forze di Tripoli, Mohamed Qanunu, ha confermato la notizia sulla mobilitazione dei combattenti russi.

Come riportato da al-Jazeera, sulla base delle rivelazioni del Wall Street Journal, un diplomatico con accesso al rapporto inedito dell’Onu, ha riferito che le spedizioni di armi e rifornimenti militari per il generale Haftar hanno registrato un aumento tra gennaio e aprile scorsi. In particolare, in tale lasso di tempo sono stati condotti circa 150 voli, con a bordo munizioni e sistemi di difesa. Inoltre, a detta degli esperti delle Nazioni Unite, nel corso dell’estate un aereo da trasporto militare di fabbricazione statunitense, denominato C-17, ha condotto decine di voli, anche dopo il fallimento dell’offensiva dell’LNA contro la capitale Tripoli. Parallelamente, gli UAE sono stati accusati di aver impiegato imbarcazioni per trasportare carburante per aerei, anch’esse dirette verso l’esercito di Haftar. Obiettivo di Abu Dhabi era sostenere il generale a contenere l’influenza della Turchia nel Paese Nord-africano, ma il sostegno emiratino, hanno evidenziato gli esperti, rappresenta una violazione dell’embargo sulle armi imposto nel 2011.

Già nel mese di maggio scorso, le Nazioni Unite avevano rivelato che una compagnia degli Emirati Arabi Uniti aveva acquistato 6 elicotteri e 2 imbarcazioni volti a sostenere le operazioni dell’Esercito Nazionale Libico. In particolare, un gruppo di esperti facente capo al Comitato per le Sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in una relazione riservata, aveva dichiarato che la commessa di tale equipaggiamento militare, dal valore di circa 18 milioni di dollari, era avvenuta grazie ad una compagnia con sede in Giordania, fondata dalla Fulcrum Holding emiratina. Parallelamente, la Commissione dell’Onu ha rivelato che gli Emirati Arabi Uniti erano altresì responsabili per la gestione di un “ponte aereo nascosto”, volto a fornire armi al generale libico Haftar. Nello specifico, sono stati 37 i voli al centro delle indagini degli esperti delle Nazioni Unite, condotte dall’inizio del mese di gennaio 2020. Secondo quanto rivelato da alcuni diplomatici a conoscenza del rapporto, i voli in questione sono stati gestiti da una rete di compagnie registrate negli Emirati Arabi Uniti, in Kazakistan e nelle Isole Vergini britanniche.

Un altro sostenitore di Haftar è rappresentato dalla Russia e, in particolare, dalla cosiddetta compagnia Wagner, un gruppo militare i cui membri hanno affiancato, e affiancherebbero tuttora, le truppe dell’Esercito Nazionale Libico. A tal proposito, il 29 settembre, il portavoce dell’esercito del governo di Tripoli, Mohammed Qanunu, ha riferito che, nel corso delle ultime settimane, i combattenti di Mosca hanno fortificato le proprie postazioni in più di 31 siti posti nelle vicinanze della base di al-Jufra, per un raggio pari a circa 25 km di distanza da tale luogo. Tali informazioni sono state rivelate dall’unità di analisi e intelligence del comando operativo.

La fortificazione della base di al-Jufra, ha riferito Qanunu, è avvenuta dopo precedenti movimenti e “sospetti raggruppamenti militari” nell’Ovest di Sirte e a Sud della base aerea di Brach. Di fronte a una simile mobilitazione, le forze tripoline si sono dette pronte a rispondere a qualsiasi offensiva. A tal proposito, l’esercito sarebbe in attesa delle istruzioni del comandante supremo dell’esercito, il primo ministro Fayez al-Sarraj, per rispondere eventualmente nel modo e nel momento più opportuno.

Fonti del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), avevano precedentemente parlato dell’istituzione di “postazioni difensive” da parte dei combattenti della Compagnia Wagner, a circa 30 km da al-Jufra. Inoltre, questi avrebbero condotto esercitazioni militari in collaborazione con gli uomini di Haftar, impiegando “munizioni vere” depositate nei magazzini locali. Parallelamente, a detta delle fonti, sono stati condotti “intensi lavori” presso la base, volti a migliorare e sviluppare le strutture aeroportuali, così come quelle militari ed amministrative.

Le fonti hanno poi sottolineato che i combattenti della compagnia Wagner hanno sequestrato un gran numero di sedi amministrative e statali delle città della regione di al-Jufra, trasformandole in magazzini per i propri armamenti e veicoli militari. Altri edifici, invece, sono stati adibiti ad alloggi e quartieri generali. In tali luoghi, hanno riferito le medesime fonti, aerei cargo provenienti dalle basi russe in Siria, hanno trasportato, nelle ultime settimane, carichi di armi pesanti e munizioni di vario tipo.

Le dichiarazioni circa il coinvolgimento di Abu Dhabi e Mosca nella crisi libica sono giunte in un momento caratterizzato da un’intensa mobilitazione diplomatica, volta a giungere ad una soluzione politica del conflitto, dopo che, il 21 agosto, il premier del GNA, Fayez al-Sarraj, ed il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, hanno annunciato un cessate il fuoco presso i fronti di combattimento. L’annuncio ha scongiurato una “battaglia imminente” presso la città costiera di Sirte e la base di al-Jufra, nella Libia centrale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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