La Germania accoglie 139 migranti dalla Grecia

Pubblicato il 30 settembre 2020 alle 21:05 in Germania Grecia Immigrazione

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Il ministero dell’Interno tedesco ha annunciato che un totale di 139 migranti sono arrivati in Germania, ad Hannover, dalla Grecia. Sul volo erano presenti 51 minori non accompagnati provenienti dal campo greco di Moria.

Tra le altre 88 persone si trovavano 17 bambini con esigenze mediche urgenti e le loro famiglie. Il ministero dell’Interno tedesco ha annunciato la notizia ai giornalisti in una conferenza stampa presso l’aeroporto di Hannover, poco dopo le 11:00, ora tedesca, mercoledì 30 settembre. La promessa di accogliere questi migranti in Germania è stata presa “mesi fa dal governo di coalizione della cancelliera Angela Merkel”. Ora che i migranti sono arrivati in territorio tedesco, dovranno iniziare la loro procedura per la richiesta di asilo. Il volo rappresenta una parte di un contingente di individui in volo dalla Grecia alla Germania. In totale, le autorità tedesche hanno riferito che a 243 bambini bisognosi di cure, e alle loro famiglie, verrà offerto un posto in Germania. In tutto, Berlino si è “impegnata ad accettare 1.533 parenti dalle isole greche”. I migranti non accompagnati ammontano a circa 150. Finora, 609 richiedenti asilo sono stati trasportati in aereo dalla Grecia alla Germania, “inclusi 104 minori non accompagnati e 142 bambini malati”.

Non era ancora chiaro quando saranno effettuati i nuovi trasferimenti, ma una fonte del ministero degli Interni ha reso noto che sarebbero stati organizzati “presto”. Il trasferimento arriva dopo che più di 240 migranti e richiedenti asilo, ospitati in un campo temporaneo di Kara Tepe, sull’isola greca di Lesbo, hanno contratto il coronavirus. L’agenzia sanitaria greca Eody ha annunciato, il 22 settembre, che erano state registrate 243 nuove infezioni tra i circa 7.000 rifugiati e migranti che erano stati sottoposti a tampone al proprio arrivo nel campo temporaneo. Molti migranti fuggiti dall’incendio presso il campo profughi di Moria, avvenuto il 9 settembre, avevano espresso esitazioni sull’essere ricollocati presso Kara Tepe, che era un poligono di tiro utilizzato dall’esercito greco. La loro esperienza nel campo di Moria, notoriamente sovraffollato e privo di misure igieniche, li ha resi sospettosi circa la capacità del governo greco di prendersi adeguatamente cura di loro. 

Il ministro greco per la Migrazione, Notis Mitarachi, ha rassicurato i richiedenti asilo sul fatto che a Lesbo sarebbe stato costruito un nuovo campo “moderno e sicuro”. Tuttavia, gli abitanti del luogo continuano a opporsi alla struttura, chiedendo che i richiedenti asilo vengano spostati dalle isole alla Grecia continentale. Il trasferimento dei 7.000 migranti è stato effettuato il 17 settembre, dopo che più di 12.000 persone, comprese intere famiglie con anziani e neonati, sono rimaste senza un tetto quando il fuoco ha distrutto il campo di Moria. Il centro era stato costruito circa 5 anni fa, al culmine della crisi dei rifugiati in Europa. Migliaia di persone si sono ritrovate a dover dormire sotto tendoni allestiti ai bordi delle strade o nei parcheggi dei supermercati. Nella giornata del 16 settembre, circa 1.000 nuove tende sono state montate nel nuovo sito, ciascuna in grado di ospitare da otto a dieci persone.

L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha esortato la Grecia ad accelerare le procedure di asilo sull’isola di Lesbo. “L’idea non è che le persone rimangano per sempre a Lesbo, ma che vengano accelerati i processi per trasferire altrove i migranti, gradualmente e in modo ordinato, ad esempio verso la capitale, Atene, o in altre zone della terraferma”, ha dichiarato il capo dell’agenzia dell’ONU in Grecia, Philippe Leclerc. L’UNHCR ha spesso denunciato la situazione allarmante nei centri delle isole greche del Mar Egeo, in particolare Lesbo, Chios, Samos, Los e Leros. L’organizzazione ha invitato le autorità di Atene ad usare misure di emergenza per permettere il trasferimento dei migranti in apposite sistemazioni sulla terraferma. Più di 36.000 richiedenti asilo vivono nei centri di accoglienza allestiti sulle varie isole. A Samos, 6.782 persone alloggiano in un centro progettato per contenerne 660, mentre altre si trovano in rifugi improvvisati disposti sui pendii circostanti. Anche i centri di accoglienza di Chios, Kos e Leros sono sovraffollati. La maggior parte dei richiedenti asilo e dei migranti sono famiglie. Un terzo della popolazione è costituito da bambini, molti al di sotto dei 12 anni. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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