Kuwait: morto l’emiro al-Sabah, chi è il suo successore

Pubblicato il 30 settembre 2020 alle 9:29 in Kuwait Medio Oriente

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L’emiro del Kuwait, Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah, è deceduto, il 29 settembre, all’età di 91 anni, dopo un periodo di degenza negli Stati Uniti. A succedergli vi è il principe ereditario Nawaf al-Ahmad al-Jaber al-Sabah.

La notizia della morte è stata riferita dal ministro degli Affari reali, Ali Jarrah al-Sabah, in un filmato registrato e trasmesso dalla tv di Stato. Sono stati numerosi i leader e gli alti funzionari a livello internazionale che hanno espresso il proprio rammarico per la morte dell’emiro. Tra questi, anche il capo della Casa Bianca, Donald Trump, il quale ha definito il sovrano kuwaitiano un “partner e un amico” degli Stati Uniti, con riferimento al ruolo di mediatore svolto dall’emiro in diverse questioni mediorientali. A detta del segretario di Stato USA, lo sceicco Sabah al-Sabah è stato promotore di una “leadership umanitaria e globale che ha trasformato il Kuwait in un Paese moderno e prospero”, oltre ad aver contribuito alla “costruzione della pace e della prosperità nella regione del Golfo arabo”. Simili commenti sono giunti anche dal Bahrein, dall’Oman e da altri Paesi mediorientali e Nord-africani, i cui leader hanno messo in rilievo la “saggezza” e la “moderazione” incarnate dal sovrano defunto.

Sin da quando è salito al trono nel 2006, l’emiro Sabah, quindicesimo emiro dello Stato del Kuwait e il quinto dopo l’indipendenza del 1961, ha promosso una politica di mediazione che ha reso il Kuwait uno dei Paesi del Golfo relativamente pacifico, caratterizzato da una politica estera indipendente e da una posizione neutrale. Prima di assumere la guida del Paese, Sabah era stato per 40 anni ministro degli Esteri, una carica che gli ha consentito di divenire “l’architetto” della politica estera adottata anche successivamente, oltre che una voce rispettata all’interno del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e nell’intera regione mediorientale. Il sovrano defunto ha poi favorito un’alleanza tra il Kuwait, gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, mantenendo però aperti canali negoziali con l’Iran, oltre ad aver provato a mediare anche in merito alla cosiddetta “crisi del Golfo” scoppiata il 5 giugno 2017. L’emiro al-Sabah, malato da tempo, era stato ricoverato nel mese di luglio scorso a causa di problemi di salute al momento non chiari, ed i poteri erano stati trasferiti già allora al principe ereditario, Nawaf Ahmad al-Sabah, suo fratellastro.

Quest’ultimo è stato nominato nuovo emiro del Kuwait il 29 settembre stesso, come annunciato dal Consiglio dei ministri e stabilito dalla Costituzione del Paese. Nawaf è nato nel 1937 a Kuwait City, ed è il sesto figlio del decimo sovrano del Kuwait, lo sceicco Ahmad Al-Jaber Al-Mubarak Al-Sabah, che ha governato il Paese tra il 1921 e il 1950. Anche l’emiro neoeletto ha assunto diverse posizioni e cariche ministeriali negli ultimi anni. Il suo ingresso sul palcoscenico politico kuwaitiano risale al febbraio 1962, quando Nawaf ha assunto la carica di governatore di Hawalli, riuscendo, nel corso di 16 anni, a trasformare il governatorato da semplice villaggio a città “civilizzata, residenziale e commerciale”, sede di numerose attività economiche. Nel marzo 1978, l’emiro ha poi assunto il portafoglio del Ministero degli Interni, e successivamente, nel gennaio 1988, la carica di ministro della Difesa, dove si è adoperato per garantire la difesa del Paese in ambito sia civile sia militare, attraverso armamenti e meccanismi moderni, così da poter proteggere il Kuwait dalle minacce esterne ed interne.

La morte di Sheikh Sabah è giunta mentre il Kuwait e l’intera regione del Golfo continuano a far fronte alla pandemia di coronavirus e soprattutto alle sue conseguenze per l’economia. Quest’ultima ha subito uno shock non solo per le misure di lockdown, ma anche per il forte calo dei prezzi del petrolio e delle entrate petrolifere, conseguenza della pandemia. Di fronte a uno scenario simile, il Paese è stato costretto ad approvare nuovi tagli alla spesa pubblica, pari a circa 3.1 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2020-2021. L’obiettivo è far fronte ad un deficit pari a circa 46 miliardi di dollari. A tal proposito, la Deutsche Bank stima che l’economia del Kuwait subirà una contrazione del 7,8% nel corso del 2020.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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