Indagini sulla morte di una dipendente dell’ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina

Pubblicato il 30 settembre 2020 alle 20:42 in USA e Canada Ucraina

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Le autorità ucraine stanno indagando sulla morte di una dipendente dell’ambasciata statunitense a Kiev, il cui corpo è stato trovato il 30 settembre nei pressi di binari ferroviari. Ricercato un uomo, sospettato di averla aggredita.

La notizia è stata resa nota il 30 settembre stesso dall’agenzia di stampa Reuters. Al momento, la polizia ha riferito che la donna è stata trovata da un passante, priva di sensi e con un trauma cranico, fuori dal centro della città. La donna era in tenuta da corsa e indossava delle cuffie. È stata portata in ospedale, dove è morta per le ferite. Le autorità stanno cercando un uomo dai capelli scuri, tra i 30 e i 40 anni, vestito con pantaloncini scuri e una maglietta. Hanno aperto un’indagine su un presunto omicidio, ma non escludono che la morte sia stata un incidente.

“La donna priva di sensi è stata ricoverata in un ospedale dove successivamente è morta. Durante l’esame degli effetti personali della vittima, è stata trovata una carta d’identità di una dipendente dell’Ambasciata degli Stati Uniti a suo nome “, ha riferito la polizia. L’ambasciata non è stata immediatamente disponibile per un commento e neanche il ministero degli Esteri ucraino. “Può trattarsi di un crimine”, ha scritto in un post su Twitter, in inglese, il portavoce del ministero dell’Interno ucraino, Artem Shevchenko. “Ma potrebbe essere anche un incidente. Il corpo è stato trovato sulla ferrovia con gli auricolari, come se stesse facendo jogging”, ha aggiunto. Non è chiaro su quale base sia stato creato l’identikit di un possibile aggressore. 

Il possibile omicidio arriva in un momento abbastanza teso delle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Ucraina. L’attuale presidente Donald Trump è stato accusato di aver utilizzato gli aiuti militari al Paese come leva per fare pressioni sul presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyj, affinchè questo avviasse un’indagine per corruzione nei confronti di Biden e di suo figlio Hunter. Inoltre, il 10 settembre, gli USA hanno imposto sanzioni ai danni di un parlamentare ucraino filo-russo, Andriy Derkach, accusato di aver tentato di interferire nelle elezioni statunitensi e collegato alle ricerche sul figlio di Biden.

In una dichiarazione del 10 settembre, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha affermato di aver inserito nella lista nera delle sanzioni il parlamentare ucraino Andriy Derkach, accusato di essere “un agente russo attivo per oltre un decennio”, che usando “manipolazione e inganno” ha tentato di influenzare le elezioni negli Stati Uniti e in altri Paesi del mondo. Il nome di Derkach è emerso ripetutamente in relazione alle accuse del presidente degli USA, Donald Trump, del suo avvocato personale, Rudy Giuliani, e di alcuni rappresentati repubblicani secondo cui Hunter Biden, il figlio del candidato democratico alla presidenza, avrebbe abusato dell’influenza del padre per trarre benefici per se stesso in uno scandalo che ha riguardato l’azienda ucraina per cui ha lavorato per alcuni anni. 

Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, Hunter Biden è stato per 5 anni nel consiglio di amministrazione di Burisma, un’azienda ucraina che opera nel settore del gas naturale. Il proprietario di Burisma era stato posto sotto processo dai magistrati ucraini con le accuse di abuso di potere e arricchimento illecito. Nel corso delle indagini, non era emersa alcuna prova contro Hunter Biden, ma le ricerche contro il proprietario della Burisma procedevano lentamente. Per tale ragione, Joe Biden aveva cercato di rimuovere dall’incarico il procuratore capo ucraino, accusato dai funzionari occidentali di non indagare a sufficienza sui casi di corruzione. Trump ha ammesso di aver citato Biden durante la telefonata, ma nega di aver effettuato pressioni su Zelenskiy per indagare sul figlio del suo rivale politico. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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