Francia: confermata l’estradizione del “finanziere” del genocidio ruandese

Pubblicato il 30 settembre 2020 alle 19:09 in Francia Ruanda

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La Corte di Cassazione francese ha stabilito che Felicien Kabuga, il cosiddetto “finanziere” del genocidio ruandese del 1994, verrà estradato per affrontare un processo in Tanzania, presso il tribunale delle Nazioni Unite di Arusha. L’uomo, 87 anni, dovrebbe essere trasferito a breve per essere processato con l’accusa di genocidio e crimini contro l’umanità, secondo quanto riferito da France 24.

In base al rapporto, la Corte ha affermato che “la camera investigativa è stata in grado di confermare che non vi è alcun ostacolo legale o medico all’esecuzione dell’ordine di trasferimento del mandato d’arresto presso il centro di detenzione delle Nazioni Unite di Arusha, in Tanzania”. Gli avvocati di Kabuga sostengono, al contrario, che la salute dell’uomo sia troppo precaria per consentire il suo trasferimento in Africa, specialmente durante la pandemia di COVID-19. In più, ritengono che la Corte abbia violato la costituzione francese non assicurando un esame approfondito dei mandati di arresto internazionali, ha aggiunto il rapporto.

Felicien Kabuga è comparso per prima volta davanti a un tribunale francese il 20 maggio, quattro giorni dopo il suo arresto ad Asnieres-Sur-Seine, nei pressi di Parigi. L’uomo era ricercato da più di 20 anni e sulla sua cattura gli USA avevano posto una taglia da 5 milioni di dollari. Il mandato di arresto internazionale nei suoi confronti era stato emesso nell’agosto 1999. Un tempo magnate del tè e del caffè, l’uomo avrebbe contribuito allo sterminio attraverso il finanziamento delle milizie Hutu che hanno effettuato i massacri e l’importazione di un gran numero di armi e machete. Kabuga è stato anche comproprietario di Radio Television Milles Collines, la stazione radiofonica che trasmetteva messaggi anti-Tutsi per alimentare l’odio etnico.

Arrestato all’alba di sabato 16 maggio, Felicien Kabuga viveva nel piccolo comune francese della regione dell’Île-de-France sotto falsa identità. Il Ministero della Giustizia francese ha affermato che dal 1994 in poi l’uomo ha abitato impunemente in Paesi quali la Germania, il Belgio, la Repubblica Democratica del Congo, il Kenya e la Svizzera.

Il procuratore genrale del IRMCT, Serge Brammertz, ha dichiarato che l’arresto di Kabuga dimostra come tutti i responsabili di genocidi possono essere chiamati a rispondere dei propri crimini, anche 26 anni dopo averli commessi. Brammertz ha poi specificato che l’arresto è stato possibile grazie alla cooperazione tra le forze dell’ordine francesi e quelle di altri Paesi come gli USA, il Ruanda, il Belgio, il Regno Unito, la Germania e i Paesi Bassi. Dopo l’arresto del ricercato, sono ancora a piede libero altri due sospetti responsabili del genocidio, Augustin Bizimana e Protais Mpiranya.

Kabuga appartiene all’etnia Hutu che insieme ai Tutsi rappresenta il principale gruppo etnico del Ruanda. Le relazioni tra le due parti sono state sempre tese fino allo scoppio, nel 1990, di una guerra civile che si protrasse fino al 1993. Tra il 7 aprile e il 15 luglio del 1994, alcune milizie armate uccisero circa 800.000 persone tra i Tutsi e gli Hutu moderati. In Ruanda sono stati innumerevoli i conflitti tra la tribù degli Hutu e quella dei Tutsi. Nel 1959, quando il Belgio cedette il controllo del Paese ai primi si verificò un grave scontro etnico, a seguito del quale iniziò un lungo periodo di segregazione e massacri nei confronti dei Tutsi e degli Hutu moderati. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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