Coronavirus: la Russia fornirà 25 milioni di dosi del vaccino al Nepal

Pubblicato il 30 settembre 2020 alle 6:11 in Nepal Russia

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Il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) e uno dei maggiori distributori farmaceutici in Nepal, la Trinity Pharmaceuticals, hanno concordato la fornitura di 25 milioni di dosi del primo vaccino contro il coronavirus registrato al mondo, lo Sputnik V, al Nepal. A riferirlo è l’ufficio stampa del RDIF.

“Grazie all’accordo, le istituzioni mediche in Nepal riceveranno un vaccino contro il coronavirus di comprovata sicurezza ed efficacia in una quantità sufficiente per il 90% della popolazione del Paese”, ha ufficializzato l’RDIF.

L’accordo sottolinea che molti paesi comprendono l’importanza di avere un vaccino basato sulla piattaforma dell’adenovirus umano nel portafoglio di vaccini contro il coronavirus. Questa piattaforma è stata ben studiata per decenni, la sua sicurezza è stata dimostrata in più di 75 pubblicazioni scientifiche internazionali e in più di 250 studi clinici, ha ricordato la fondazione.

“A differenza dei vaccini sperimentali basati su adenovirus di scimmia o mRNA, il vaccino Sputnik V è stato creato sulla base di una piattaforma di vettori di adenovirus umano, studiata già da decenni e testata contro gli effetti negativi sulla salute a lungo termine. Vediamo un forte interesse per il nostro vaccino da parte di un buon numero di paesi asiatici. A tale proposito, il RDIF esprime la sua disponibilità a fornire vaccini ad altri paesi della regione, poiché la nuova infezione da coronavirus è nostro nemico comune, che può essere sconfitto solo con sforzi congiunti”, ha dichiarato Kirill Dmitriev, direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti.

Lo scorso 11 agosto, il Ministero della Salute russo ha infatti registrato il primo vaccino al mondo per la prevenzione del COVID-19 con il sostegno del Fondo russo per gli investimenti diretti. Si chiamerà Sputnik, in omaggio alle prime missioni spaziali sovietiche degli anni ’50 e ’60. Gli esperti hanno sottolineato che durante gli studi clinici, tutti i volontari hanno sviluppato livelli di anticorpi elevati e nessuno ha presentato gravi complicazioni.

Il vaccino, registrato come Gam-COVID-Vac, è stato sviluppato congiuntamente dall’Istituto di ricerca Gamaleya e dal Ministero della Difesa russo e prodotto insieme al Fondo russo per gli investimenti diretti. In uno studio che ha coinvolto 38 volontari, è stata confermata la sua sicurezza e tutti coloro a cui è stato somministrato il vaccino hanno sviluppato un’immunità all’infezione.

Anche il presidente Vladimir Putin, durante l’annuncio ufficiale, ha espresso la propria gratitudine nei confronti di tutti coloro che hanno permesso lo sviluppo del vaccino, definito “un grande passo per tutta l’umanità”.

Secondo i medici, il farmaco a due componenti fornisce almeno due anni di protezione dalla malattia causata dal nuovo coronavirus. La produzione su larga scala del farmaco dovrebbe raggiungere i 500 milioni di dosi nei primi 12 mesi, mentre il governo russo ha già annunciato di avere ricevuto ordini per oltre due miliardi di dosi da oltre 30 paesi.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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