Visita di Pompeo in Grecia: gli USA invieranno una nave della Marina nel Mediterraneo orientale

Pubblicato il 29 settembre 2020 alle 19:37 in Grecia USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha affermato che Washington sostiene “fortemente” il dialogo tra Grecia e Turchia per risolvere le tensioni nel Mediterraneo orientale. “Incoraggiamo gli alleati della NATO a riprendere la discussione il prima possibile”, ha dichiarato Pompeo durante una visita alla base navale statunitense di Souda Bay, sull’isola greca di Creta, martedì 29 settembre. Il giorno prima, il funzionario USA aveva incontrato il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, nella città portuale di Salonicco, e aveva affermato che il rapporto tra Stati Uniti e Grecia è “ai massimi storici”.

“Guardiamo alla Grecia come a un vero pilastro per la stabilità e la prosperità nel Mediterraneo orientale e siamo incredibilmente orgogliosi di sostenere la sua leadership”, ha detto Pompeo, sottolineando che “la cooperazione per la sicurezza è particolarmente importante dal momento che la Russia continua a destabilizzare la regione”.

Dal canto suo, il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, che ha accolto il Segretario di Stato USA a Creta, ha criticato le attività provocatorie della Turchia nel Mediterraneo orientale, specificando che “le azioni turche contraddicono i valori occidentali”. Mitsotakis ha ribadito che la Grecia è “contraria alle azioni unilaterali, aggiungendo di essere ottimista sul fatto che è arrivato il momento della diplomazia”.

In una mossa che potrebbe essere interpretata come una dimostrazione simbolica di sostegno alla Grecia, nel suo teso conflitto con la Turchia, il massimo diplomatico americano ha dichiarato, martedì 29 settembre, che gli Stati Uniti posizioneranno una gigantesca nave della Marina in una base militare condivisa con la Grecia, a sole 600 miglia dalla costa turca. La Hershel “Woody” Williams, l’ultima nata della flotta americana, sarà dispiegata a Souda Bay, una base congiunta greco-statunitense, situata nei pressi delle acque territoriali dove la Turchia ha inviato, contro le intenzioni di Atene, le sue navi da ricerca e perforazione energetica. La nave, secondo il New York Times, potrebbe servire da avvertimento simbolico e provocare la crescente irritazione di Ankara. “Il Mediterraneo orientale è un’area molto sensibile che è stata recentemente provata dall’aggressività della Turchia con azioni provocatorie”, ha detto ai giornalisti Mitsotakis dopo l’incontro privato con Pompeo.

L’ampliamento della frattura tra Atene e Ankara potrebbe porre gli Stati Uniti in una posizione poco invidiabile, da un lato, perché rischia di metterli nel mezzo della competizione tra due Stati membri della NATO, dall’altro, perché per Washington l’appoggio della Turchia continua ad essere fondamentale nella campagna di Trump contro le milizie sciite e i gruppi sostenuti dall’Iran in Siria, dove Teheran appoggia il governo del presidente Bashar al-Assad. Gli Stati Uniti, inoltre, hanno anche una massiccia base aerea a Incirlik, in Turchia, dove immagazzinano armi nucleari tattiche.

Tuttavia, nelle sue intrinseche contraddizioni, l’amministrazione Trump ha spesso cercato anche, con alterne fortune, di respingere alcune delle aggressioni turche. L’incursione di Ankara nel Nord-Est della Siria, con l’invio di forze armate nelle aree detenute da combattenti curdi, ha minacciato le relazioni tra i due Paesi. In più, il presidente Recep Tayyip Erdogan è stato spesso accusato da Washington di arrestare cittadini statunitensi, governare in modo sempre più autoritario e ospitare milizie palestinesi designate come organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti.

Nelle sue dichiarazioni pubbliche di martedì, Pompeo, sulla linea della politica estera perseguita da Trump, ha cercato di stare a cavallo tra Grecia e Turchia. Il diplomatico ha descritto i progressi negli sforzi di mediazione della NATO come positivi e ha affermato che lo sviluppo nel Mediterraneo orientale “dovrebbe promuovere la cooperazione e fornire una base per la sicurezza energetica e la prosperità economica dell’intera regione”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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