UE e Gran Bretagna pronte per il round finale di colloqui sulla Brexit

Pubblicato il 29 settembre 2020 alle 18:48 in Europa UK

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Con la Brexit, la Gran Bretagna è diventata una fonte di instabilità per l’UE. Queste le parole rilasciate dal presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, il quale, lunedì 28 settembre, ha classificato la decisione europea di lasciare l’Unione come una delle minacce alla sicurezza del blocco, al pari di Turchia, Russia, Libia e Siria. “Un arco di instabilità si è sviluppato intorno a noi”, ha detto Michel durante un discorso in videoconferenza con il think-tank Bruegel. “La Gran Bretagna ha scosso l’Unione Europea con questa decisione, percepita da noi come un fallimento della costruzione europea”, ha aggiunto Michel, specificando: “La verità è che gli inglesi affrontano un dilemma. Quale modello di società vogliono?”.

Il Regno Unito ha lasciato l’UE il 31 gennaio di quest’anno, dopo circa 47 anni di partnership con il blocco. La decisione è stata accolta con grande rammarico dei leader dell’UE, i quali ora insistono sul fatto che Londra accetti le conseguenze economiche di legami più allentati. Il processo di negoziazione per la creazione di nuove relazioni commerciali e per la ricerca di un nuovo ruolo della Gran Bretagna in Europa e nel mondo si sta rivelando complicato e ha già fatto emergere importanti divisioni all’interno dei partiti politici, della società e del governo stesso.

L’UE e la Gran Bretagna hanno dichiarato, lunedì 28 settembre, che un accordo post-Brexit sembra essere ancora lontano e che continuano ad esserci profonde divergenze sull’applicazione del vecchio accordo di divorzio, i cui termini sono ora contestati dal governo del primo ministro, Boris Johnson. Questa settimana potrebbe essere decisiva, dal momento che sono ricominciati i colloqui tra le due parti a Bruxelles. I leader dei paesi membri dell’UE valuteranno lo stato dei lavori in un vertice previsto per il mese prossimo, con lo spettro di una Brexit senza accordo sullo sfondo.

I negoziati sui controversi temi della pesca, della concorrenza leale e della risoluzione delle controversie sono stati travolti da un nuovo caos quando Johnson ha deciso di rivedere l’accordo di divorzio firmato mesi fa con l’Unione. “Le posizioni del Regno Unito sono molto lontane da ciò che l’UE può accettare”, ha detto, lunedì 28 settembre, il vicecapo della Commissione esecutiva del blocco, Maros Sefcovic, al termine dei colloqui con Michael Gove, il ministro che gestisce l’accordo sulla Brexit. “Riteniamo che il disegno di legge proposto da Johnson, se adottato nella sua forma attuale, potrebbe costituire una violazione estremamente grave dell’accordo di recesso tra Londra e Bruxelles, nonchè del diritto internazionale”, ha dichiarato Sefcovic, sollecitando un rapido progresso nei negoziati prima del prossimo incontro con Gove, a metà ottobre.

I colloqui commerciali tra UE e Regno Unito sono ripresi martedì 29 settembre. Dureranno fino a venerdì 2 settembre e riguarderanno soprattutto la copertura dei collegamenti energetici e dei trasporti. Si tratta dell’ultimo round di negoziati in programma finora. I leader dell’UE in questa occasione valuteranno quindi se provare a spingere per un accordo o se prepararsi a una Brexit “dura” alla fine dell’anno.

Il capo della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha detto ai giornalisti, lunedì 28 settembre, durante una conferenza stampa a Lisbona, che un accordo post-Brexit è ancora possibile. “L’UE ci sta lavorando sodo”, ha dichiarato la presidente della Commissione. “Le nostre economie, su entrambe le sponde della Manica, sono state gravemente colpite dalla pandemia e dovremmo fare tutto il possibile per trovare un accordo che sia gestibile in modo da non aumentarne l’impatto negativo”, ha aggiunto.

I negoziatori dovrebbero siglare un accordo entro la fine di ottobre o l’inizio di novembre per lasciare il tempo al Parlamento europeo e ad alcuni parlamenti nazionali di ratificarlo, in modo che possa entrare in vigore dal 2021, quando finirà il periodo di transizione. In caso contrario, la stabilità dell’isola d’Irlanda e alcuni trilioni di euro di scambi commerciali annuali tra UE e Regno Unito potrebbero essere a rischio, in quanto le parti sarebbero tenute a ricorrere alle regole generali dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), che includono tariffe e quote.

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Chiara Gentili

di Redazione

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