Nagorno-Karabach: offensiva azera in direzione di Fizuli

Pubblicato il 29 settembre 2020 alle 9:02 in Armenia Azerbaigian

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L’esercito azero sta conducendo un’offensiva in direzione della città di Fizuli, situata sul territorio adiacente al Nagorno-Karabakh. Lo ha riferito, martedì 29 settembre, il servizio stampa del ministero della Difesa dell’Azerbaigian. “Il 29 settembre, in mattinata, prosegue l’offensiva dell’esercito azero per la liberazione della città di Fizuli”, si legge in un comunicato del ministero.

Secondo la difesa azera, in mattinata, quattro carri armati delle forze armate armene sono stati distrutti nella direzione Fizuli-Jabrayil dal fronte dalle forze armate azerbaigiane. “Attualmente, i combattimenti continuano”, ha aggiunto il ministero della Difesa.

Parte della regione di Fizuli, compresa la stessa città capoluogo, è passata sotto il controllo armeno nel 1993 ed è oggi parte del territorio dell’autoproclamata Repubblica di Artzakh, che l’Azerbaigian considera una provincia ribelle occupata dall’Armenia.

Nelle stesse ore, il ministero della Difesa dell’Armenia ha confermato la continuazione degli scontri militari nel Nagorno-Karabach, ma smentisce la versione azera e afferma che gli attacchi sono stati respinti. L’Esercito di Difesa della Repubblica di Artzakh (il nome ufficiale del Nagorno-Karabach) ha respinto diversi attacchi delle forze armate azerbaigiane, riferisce Erevan.

Come specificato nella dichiarazione del dipartimento militare armeno, “la mattina presto un gruppo di veicoli corazzati nemici è stato distrutto in direzione sud”.

Le autorità di Baku hanno denunciato inoltre un intenso bombardamento da parte armena nella regione di Dashkesan contro obiettivi civili. Secondo il Ministero degli Esteri di Erevan, tuttavia, “la dichiarazione dell’Azerbaigian sul bombardamento della regione di Dashkesan dal territorio dell’Armenia non corrisponde alla realtà”. Il presunto bombardamento secondo la diplomazia armena è una scusa che indica i piani di Baku per avviare operazioni militari contro Erevan.

“Rifiutiamo fermamente la dichiarazione del ministero della Difesa azero sul bombardamento della regione di Dashkesan dal territorio della regione armena di Vardenis. Questa informazione è una menzogna e manifesta i piani dell’Azerbaigian per espandere la geografia delle operazioni militari, compreso l’inizio dell’aggressione contro l’Armenia”, ha riferito il ministero degli Esteri armeno.

Da domenica 27 settembre sono in atto violenti scontri lungo la linea del cessate il fuoco in Nagorno-Karabach. Baku ha annunciato un bombardamento intensivo contro le posizioni dell’esercito azero da parte dell’Armenia. A sua volta, Erevan ha informato dell’offensiva delle forze armate azere in direzione del Nagorno-Karabach e del bombardamento degli insediamenti della repubblica autoproclamata, compresa la capitale Stepanakert. Entrambe le parti hanno riportato morti e feriti, compresi numerosi civili, donne e bambini. Le autorità armene hanno imposto la legge marziale e annunciato la mobilitazione dei riservisti. Il governo dell’Azerbaigian dopo aver limitato la legge marziale ad alcune province, la ha estesa a tutto il paese e ha annunciato una mobilitazione parziale.

Mosca è impegnata in una difficile mediazione che riporti i contendenti al tavolo dei negoziati, mentre la Turchia è apertamente schierata con l’Azerbaigian e minaccia ritorsioni contro l’Armenia.

La crisi del Nagorno-Karabach ha avuto inizio nel febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1992-1994, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabach e di sette dipartimenti adiacenti.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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