Giappone-India:convergenza militare per limitare Pechino

Pubblicato il 29 settembre 2020 alle 11:44 in Cina Giappone India

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Nuova Delhi e Tokyo hanno organizzato un’esercitazione congiunta tra le rispettive forze navali della durata di tre giorni nel Mar Arabico settentrionale che si è conclusa il 28 settembre. Si è trattato della quarta edizione delle esercitazioni congiunte tra India e Giappone organizzate a cadenza biennale, dal 2012, e note come JIMEX, che rappresentano una delle tante dimostrazioni della robusta collaborazione indo-giapponese in materia di difesa.

All’edizione di quest’anno, detta JIMEX2020, il Giappone ha schierato la JS Kaga, una delle due portaelicotteri giapponesi di tipo Izumo, e un cacciatorpediniere lanciamissili, mentre l’India ha utilizzato un cacciatorpediniere e una fregata stealth e una petroliera per flotta, entrambe hanno poi impiegato elicotteri, jet e mezzi aerei di pattuglia marittima.

In precedenza, il 27 giugno, le Marine dei due Paesi avevano partecipato ad un’esercitazione di passaggio (PASSEX), condotta sullo stretto di Malacca e, dal punto di vista temporale, in un momento di crescenti tensioni tra India e Cina. Pochi giorni prima, il 15 giugno, 20 soldati indiani avevano perso la vita a causa di uno scontro tra l’esercito cinese e quello indiano, avvenuto nel confine himalayano de facto tra i due Paesi.

Oltre a questo, l’India e il Giappone, lo scorso 9 settembre, hanno siglato un accordo in materia di logistica militare noto come Acquisition and Cross-Servicing Agreement (ACSA), il quale ha formalizzato il sostegno congiunto per quanto riguarda forniture e servizi tra le rispettive forze armante in occasione di esercitazioni come la JIMEX e per operazioni di assistenza umanitaria dell’Onu, oltre a prevedere visite ai porti l’uno dell’altro. Il Giappone, dopo Stati Uniti, Francia, Singapore, Corea del Sud e Australia, è stato il sesto Paese con cui l’India ha siglato un simile accordo. Nel 2019, poi, Nuova Delhi e Tokyo hanno avviato il cosiddetto dialogo 2+2 tra i ministri della Difesa e degli Esteri.

Dal 2015, il Giappone è poi entrato a far parte come membro permanente anche dell’esercitazione navale Malabar, condotta da Stati Uniti e India, a testimonianza di una crescente cooperazione trilaterale. Separatamente, l’India ha condotto con gli USA un’esercitazione PASSEX nell’Oceano Indiano orientale a luglio.

Secondo più osservatori, in passato, la moltitudine di partener con i quali l’India ha condotto esercitazioni militari avrebbe minimizzato il valore politico delle stesse ma, le ultime attività condotte dal mese di giugno con il Giappone e con gli Stati Uniti sembrerebbero essere un chiaro segnale politico rivolto alla Cina. Le esercitazioni indo-giapponesi sono state la testimonianza di una progressiva convergenza politica tra i due Paesi di fronte alla crescente potenza della Cina nella regione, con particolare riferimento, dal punto di vista militare, al Mar Cinese Meridionale. Durante un discorso rivolto al Parlamento indiano nel 2007, lo stesso ex-primo ministro giapponese, Shinzo Abe, dimessosi lo scorso 28 agosto, nel presentare la propria visione delle relazioni con l’India parlava di “una convergenza dei due mari”, facendo riferimento agli Oceani Indiano e Pacifico. Allo stesso modo, nel 2014, quando l’allora neo-primo ministro indiano, Narendra Modi, si era recato in Giappone per la sua prima visita estera in qualità di primo ministro, aveva rimarcato “l’attitudine espansionistica” di “certi Paesi”, alludendo alla Cina senza però nominarla. Sia Nuova Delhi, sia Tokyo hanno dispute territoriali aperte con Pechino, la prima nella regione himalayana e la seconda nel Mar Cinese Orientale.

Dal primo settembre scorso, poi, il Giappone, l’India e l’Australia hanno poi lanciato la cosiddetta Iniziativa di Resilienza della Catena d’Approvvigionamento che dovrebbe contribuire a fornire una possibilità di sostegno alle economie di quei Paesi della regione asiatica che vogliano “disassociarsi” dalla Cina andando a creare anche una possibile rete economica oltre che militare di contrapposizione a Pechino.

Al momento, vi sarebbero comunque alcuni punti deboli della cooperazione tra India e Giappone, soprattutto in materia scambi commerciali legati alla, primo fra tutti il tentativo di acquisto da parte indiana dell’aereo anfibio ShinMaywa US-2 per il quale sono in corso trattative da 9 anni, ancora non concluse. Oltre a questo il Giappone si è ritirato dal Progetto 751 della Marina indiana che prevedeva la costruzione di sei nuovi sottomarini convenzionali con un sistema avanzato di prolusione, grazie alla cooperazione inso-giapponese e allo scambio di tecnologie anche con altri attori internazionali.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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