Cinque esercitazioni militari cinesi sfidano le accuse degli USA

Pubblicato il 29 settembre 2020 alle 13:30 in Cina USA e Canada

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La Cina ha condotto cinque esercitazioni militari separate e simultanee nel Mar Cinese Meridionale, nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Giallo, il 28 settembre.

L’Amministrazione per la Sicurezza marittima di Sansha, la città sotto la cui giurisdizione ricadono più isole del Mar Cinese Meridionale contese tra la Cina e altri Paesi dell’area, ha annunciato due esercitazioni simultanee che si sono svolte entrambe nelle acque circostanti le isole Paracelso nella sola giornata del 28 settembre, comunicando l’esclusione dall’accesso e dal transito in tale area. Dal 25 settembre al 2 ottobre, sono, invece previste, esercitazioni l’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) ha condotto esercitazioni militari nel golfo di Bohai, nel Mar Giallo, che si andranno a sovrapporre a quelle previste dal 21 settembre al primo ottobre, sempre in tali acque. Infine, dal 28 al 30 settembre, saranno condotte esercitazioni militari anche nel Mar Cinese Orientale.

La Cina organizza spesso esercitazioni militari in tutti e tre gli specchi d’acqua ma più raramente tali operazioni vengono svolte simultaneamente. Ciò nonostante, già tra gli scorso 21 e 23 agosto, la Cina aveva condotto quattro esercitazioni congiunte nei tre Mari in questione e, in risposta, gli USA avevano inviato un aereo da ricognizione U-2 a sorvolare sopra una delle zona di esclusione aerea all’interno della quale l’EPL stava conducendo esercitazioni militari, scatenando le accuse d’interferenza, e non solo, da parte cinese.

Il 27 settembre il Dipartimento di Stato degli USA è nuovamente tornato sulla questione del Mar Cinese Meridionale, uno dei molteplici punti di frizione nelle relazioni sino-statunitensi. La portavoce del Dipartimento di Stato, Morgan Ortagus, ha criticato la militarizzazione degli avamposti sulle isole Spratly, sottolineando che, il 25 settembre 2015, lo stesso presidente cinese, Xi Jinping, durante la sua visita negli USA aveva assicurato ce la Cina non intendesse militarizzare le Spratly. Ortagus ha affermato che il Partito Comunista Cinese (PCC) sta utilizzando tali avamposti per garantirsi il controllo su acque che legalmente non gli appartengono danneggiando gli altri Paesi nell’area ai quali ha ribadito il sostegno di Washington.  Di tutta risposta, il Ministero Affari Esteri cinese ha commentato tali accuse il giorno successivo sostenendo, al contrario, che siano proprio le azioni militari condotte dagli Stati Uniti a rappresentare la maggior minaccia per la pace e la stabilità del Mar Cinese Meridionale e che le attività di Pechino sulle Spratly sono state assolutamente legittime perché rientrano in territorio cinese

Washington ha ripetutamente accusato Pechino di aver militarizzato le acque del Mar Cinese Meridionale e di aver adottato un atteggiamento aggressivo nei confronti degli altri Paesi che vi si affacciano. Secondo gli USA, la Cina avrebbe approfittato dell’emergenza legata al dilagare del coronavirus per avanzare nel proprio tentativo di trasformare il Mar Cinese Meridionale nel proprio “impero marittimo”. Per tali ragioni, gli USA conducono esercitazioni e pattugliano tali acque nell’ambito di quelle che sono state definite “Esercitazioni di libera navigazione”, volte a garantire “la libertà e l’apertura dell’Indo-Pacifico”. Lo scorso 13 luglio, il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, aveva rivolto un appello ufficiale ai Paesi partner e alleati degli USA nel Mar Cinese Meridionale affermando che Washington sarà dalla loro parte nella protezione dei loro diritti di sovranità sulle risorse off-shore respingendo la “legge del più forte” portata avanti da Pechino.

Anche in merito alla disputa del Mar Cinese Meridionale, l’unica attualmente in corso tra Washington e Pechino che ha destato preoccupazioni di un possibile scontro militare, gli Stati Uniti sono ricorsi a sanzioni. Lo scorso 26 agosto, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha colpito 24 aziende cinesi colpevoli, a suo giudizio, di aver avuto un ruolo attivo nell’aiutare l’Esercito cinese a costruire e a militarizzare alcune isole artificiali nel Mar Cinese Meridionale, per le quali Pechino aveva ricevuto critiche internazionali. Oltre a questo, gli USA hanno anche imposto restrizioni sui visti di individui cinesi ritenuti responsabili o complici dell’operato delle 24 aziende, nonché legati ai tentativi di coercizione perpetrati dalla Cina contro gli altri Paesi del Sud-Est Asia ai quali, secondo Washington, Pechino avrebbe impedito l’accesso a risorse off-shore.

 Da parte sua, la Cina ha sempre ritenuto che la costruzione delle isole artificiali rientrasse a pieno nei propri diritti di sovranità e ha sempre respinto le affermazioni statunitensi. La Cina rivendica la propria sovranità sulla quasi totalità del Mar Cinese Meridionale, secondo presupposti storici e, in particolare, in base ad una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque, includendole quasi per intero. Oltre alla Cina, anche Taiwan rivendica in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale che è, tuttavia, conteso anche da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, sebbene solo parzialmente. In tali acque passano ricche rotte commerciali e nel loro sottosuolo sono presenti ricche risorse energetiche.

In particolare, l’arcipelago delle isole Paracelso, le cui acque circostanti sono ricche di risorse energetiche, è conteso tra Cina, Taiwan e Vietnam. Dal 1974, parte delle sue isole sono controllate da Pechino, che vi ha istituito anche un aeroporto. Le isole dell’arcipelago delle Spartly, invece, sono rivendicate da Vietnam, Cina, Malesia, Filippine, Taiwan e Brunei e sono parzialmente occupate da Vietnam, Cina, Malesia, Filippine e Taiwan. In tal caso, la Cina occupa militarmente 9 scogliere dell’arcipelago.

In tale quadro, lo scorso 18 aprile, la Cina ha istituito unità amministrative in due isole facenti parte, rispettivamente, degli arcipelaghi delle Paracelso e delle Spratly rendendole due distretti della città di Sansha, nella provincia di Heinan

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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