Camerun: leader dell’opposizione denuncia le intimidazioni del governo

Pubblicato il 29 settembre 2020 alle 16:10 in Africa Camerun

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Il leader del partito di opposizione, noto come Movimento per la Rinascita del Camerun (MRC), Maurice Kamto, ha denunciato gli atti d’intimidazione personale effettuati dal governo di Paul Biya contro di lui. 

In un’intervista resa nota il 29 settembre, Kamto ha chiesto una spiegazione al governo camerunese, per quello che ha descritto come “arresti domiciliari de facto”, alla luce del pattugliamento continuo delle forze dell’ordine dispiegato intorno alla sua residenza, giorno e notte. Tale presenza militare intorno alla casa del politico arriva a seguito dell’organizzazione di una serie di manifestazioni, previste per il 22 settembre, da parte del suo partito contro il governo di Paul Biya. “Secondo fonti attendibili, il governo camerunese ha deciso di lanciare un ‘assalto’ alla mia residenza dove sono tenuto in ostaggio dal 20 settembre 2020 dalle forze di sicurezza dotate di un arsenale degno di teatri di guerra”, ha scritto Kamto in post su Twitter. “Il nostro tempo è indubbiamente giunto per affrontare ancora una volta la violenza di Stato di un regime obsoleto. Arbitrarietà e barbarie non possono superare la determinazione del popolo camerunese a liberarsi dalla tirannia”, ha aggiunto il leader dell’opposizione.

Il Paese africano deve affrontare le tensioni interne, ma anche le pressioni create dalle organizzazioni terroristiche attive sul territorio. L’ultimo attentato nel Paese risale al 2 agosto, quando 16 persone sono morte e 7 sono rimaste ferite in un attacco contro un campo profughi nel Camerun settentrionale. Gli aggressori facevano parte dell’organizzazione jihadista nota come Boko Haram e hanno lanciato una granata in un gruppo di persone che dormivano all’interno del campo, che ospita circa 800 persone ed è situato nel villaggio di Nguetchewe, nei pressi del confine nigeriano. Il precedente assalto risaliva al 22 giugno, quando i terroristi dello stesso gruppo hanno attaccato un villaggio nella regione dell’estremo Nord del Camerun, sempre al confine con la Nigeria e hanno rapito almeno 16 abitanti. Il governatore locale aveva riferito che il gruppo terroristico aveva anche attaccato il villaggio di Sandawadjiri, vicino alla città di Kolofata, e aveva specificato che l’esercito ha avviato un’operazione di ricerca e salvataggio nell’area “per trovare gli ostaggi”. Il generale Bouba Dobekreo, comandante delle operazioni militari congiunte nella regione, aveva sottolineato che l’esercito camerunese aveva neutralizzato, lo stesso 22 giugno, 3 terroristi di Boko Haram e molti altri erano rimasti feriti.

L’organizzazione nota come Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF)Anche altri militanti jihadisti, come quelli appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale, sono soliti compiere offensive in Nigeria e nei Paesi circostanti. L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. Proprio a causa di queste organizzazioni, secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto tra i 163 Paesi di tutto il mondo maggiormente colpiti dalla minaccia terroristica. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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