Armenia: pronti a chiedere nuove armi alla Russia

Pubblicato il 29 settembre 2020 alle 6:27 in Armenia Russia

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In caso di necessità l’Armenia chiederà alla Russia di ricevere nuove forniture di armi, ma in questo momento la questione non è presa in considerazione, ha dichiarato a RIA Novosti l’ambasciatore armeno a Mosca Vardan Toghanyan.

Il diplomatico ricordato che domenica 27 settembre il premier armeno Nikol Pashinyan ha tenuto una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin, e il ministro degli esteri  Zohrab Mnatsakanyan ha parlato con il suo omologo russo Sergej Lavrov per informare sugli sviluppi dell’attacco azero contro l’Artsakh. Il capo della missione diplomatica armena a Mosca ha osservato che durante i colloqui di ieri i leader di Russia e Armenia hanno discusso sulla visione del governo armeno sulla situazione, nonché sui passi che sta prendendo Erevan, tra cui la mobilitazione generale.

L’Ambasciatore ha sottolineato che Armenia e Russia sono alleate, con obblighi rilevanti in caso di conflitto.

La cooperazione militare tra Armenia e Russia poggia sulla comune appartenenza all’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (CSTO) e al sistema congiunto di difesa aerea della Comunità degli Stati Indipendenti, nata dopo lo scioglimento dell’URSS. La Russia mantiene a Gyumri, a nord di Erevan, e nell’aeroporto di Erebuni, alle porte della capitale armna, una delle sue basi militari all’estero (la base militare n.102) come parte del gruppo di forze transcaucasico russo; il trattato sull’affitto della base è stato prorogato fino al 2044 nel 2010. In occasione del rinnovo Mosca si è anche impegnata a fornire all’Armenia più armi e materiale militare.

“La nostra cooperazione tecnico-militare si sta sviluppando, l’attuazione degli accordi sulle forniture di armi avviene normalmente. Ad oggi la situazione sta cambiando, in questo momento c’è una terza parte – la Turchia”, ha spiegato il diplomatico, aggiungendo che se necessario l’Armenia chiederà alla Russia di fornire più armi.

Toghanyan ha parlato della partecipazione della Turchia al conflitto, sottolineando che Ankara ha trasportato mercenari dalla Siria all’Azerbaigian. “Abbiamo informazioni che recentemente la Turchia ha trasportato quasi 4000 militanti dalla Siria all’Azerbaigian. Vengono addestrati in campi per milizie e trasportati poi sulla linea di contatto” – ha detto l’ambasciatore, aggiungendo che è difficile determinare la composizione etnica di questi gruppi.

In un’altra intervista Toghanyan ha espresso la speranza che la Russia possa fermare l’escalation in Nagorno-Karabach.

“La Russia ha sempre avuto una posizione equilibrata. Oggi anche la Russia è interessata, ieri si sono tenuti colloqui telefonici a livello di ministri degli esteri e anche di capi di Stato e di governo, e l’appello della Russia è di fermare le operazioni militari. Spero che la Russia riesca a fermare questa guerra e a portare le parti al tavolo dei negoziati sotto gli auspici dei copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE” – ha affermato Toghanyan.

Mosca chiede la fine immediata delle ostilità in Nagorno-Karabakh e il trasferimento del processo a un canale politico e diplomatico. Lo ha ribadito il portavoce della Presidenza della Federazione russa, Dmitrij Peskov.

L’addetto stampa del Cremlino assicura che la situazione sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabach è diventata “motivo di grave preoccupazione” per la Russia e per altri paesi. “Fin dalle prime ore dopo l’aggravarsi della situazione, il ministro degli Esteri Lavrov è stato in contatto con entrambi i colleghi di Erevan e Baku. Inoltre, su iniziativa della parte armena, Putin ha parlato ieri con il primo ministro armeno” – ha detto Peskov.

Alla domanda dei giornalisti se il Cremlino considera l’aggravarsi del conflitto nel Nagorno-Karabach deliberatamente provocato per esercitare una qualche influenza sulla Russia, ha risposto negativamente, ricordando che Mosca coopera con Parigi e Washington nel tentativo di fermare l’escalation militare nella regione.

La Russia, assieme a Francia e Stati Uniti, co-presiede il gruppo di Minsk dell’OSCE creato nel 1994 per cercare una soluzione pacifica al conflitto tra Armenia e Azerbaigian nel Nagorno-Karabach. La regione, a maggioranza armena, faceva parte della Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian. Proclamatasi indipendente allo scioglimento dell’URSS, la regione è stata contesa in una guerra terminata nel 1994 con la conquista armena del Nagorno-Karabach, divenuto ufficialmente Repubblica di Artzakh, e di sette distretti limitrofi.

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

 

di Redazione

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