Arabia Saudita: smantellata una cellula terroristica addestrata da Teheran

Pubblicato il 29 settembre 2020 alle 9:01 in Arabia Saudita Iran

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L’Arabia Saudita ha annunciato di aver smantellato una cellula terroristica i cui membri erano addestrati dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).

In particolare, in un comunicato rilasciato il 28 settembre da un portavoce della Sicurezza di Stato saudita, è stato affermato che 10 membri della cellula identificata sono stati arrestati e un certo numero di armi ed esplosivi è stato confiscato. Per motivi di sicurezza, l’identità dei terroristi non è stata rivelata, ma è stato precisato che tre di questi venivano addestrati, per operazioni militari, dalle guardie iraniane dell’IRGC, le cui postazioni venivano altresì impiegate per fabbricare armamenti.

Le autorità competenti, ha riferito il portavoce, hanno avviato indagini per avere maggiori informazioni sulle attività della cellula identificata e su altri eventuali individui ad essa connessi internamente ed esternamente, così da consegnarli alla giustizia. Dal canto suo, la presidenza della Sicurezza dello Stato si è detta determinata a contrastare tali gruppi criminali e tutti coloro che minano la sicurezza e la stabilità del Regno. “Lo smantellamento della cellula terroristica è un risultato per l’Arabia Saudita”, ha affermato il portavoce della Presidenza della Sicurezza di Stato, il maggiore generale Bassam Attia, il quale ha poi aggiunto: “Ogni successo saudita è un fallimento per l’Iran”.

Essendo il luogo di nascita dell’Islam, l’Arabia Saudita viene considerata un obiettivo attraente per i gruppi estremisti. Secondo quanto riportato da un documento sull’antiterrorismo pubblicato nell’aprile 2017 dall’ambasciata saudita a Londra, il governo di Riad e gli ulema, gli esperti religiosi, hanno sempre condannato gli attacchi terroristici, cercando di contrastare le ideologie estremiste. La lotta al terrorismo richiede politiche di sicurezza efficienti, sforzi mirati da parte del governo e una forte cooperazione internazionale, motivo per cui le autorità saudite sono molto impegnate nella lotta contro il finanziamento del terrorismo, collaborando a stretto contatto con i loro alleati.

Parallelamente, nel corso degli ultimi anni, l’Iran ha più volte accusato l’Arabia Saudita di sostenere vari gruppi jihadisti, nel tentativo di suscitare discordia a livello regionale e promuovere una visione conservatrice dell’Islam sunnita. Riad e Teheran hanno lottato per l’influenza regionale per decenni, ma le loro relazioni si sono interrotte all’inizio del 2016, dopo che, il 2 gennaio di quell’anno, manifestanti iraniani hanno dato fuoco all’ambasciata saudita, in risposta all’esecuzione di un importante religioso musulmano sciita, accusato di incitamento al disordine.

Tra gli ultimi episodi del 2019, il 14 settembre due impianti petroliferi della compagnia saudita Aramco, situati nelle province di Abqaiq e Khurais, nell’Est dell’Arabia Saudita, sono stati colpiti da raid aerei, rivendicati dal gruppo di ribelli sciiti Houthi. L’impianto di Abaiq tratta la materia prima dell’oleodotto più grande al mondo, il gigante Ghawar, e lo esporta a Juaymah e Ras Tanura, l’impianto di carico a largo della costa, anch’esso, a sua volta, il maggiore a livello internazionale. L’Iran è stato ritenuto il responsabile di tale accaduto sia dagli Stati Uniti sia da altri Paesi, tra cui Francia, Germania e Regno Unito, in quanto non vi sarebbero “altre spiegazioni”. Teheran, dal canto suo, ha rifiutato qualsiasi coinvolgimento, mentre Riad, nell’incontro di Davos del 23 gennaio 2020, ha affermato che le indagini sono ancora in corso.

In tale quadro, come evidenziato dal Country Report on Terrorism 2019, attraverso l’IRGC, l’Iran ha continuato a sostenere diversi gruppi classificati come terroristici dagli Stati Uniti, fornendo finanziamenti, addestramento, armi e attrezzature. Tra i gruppi che ricevono sostegno da Teheran vi sono Hezbollah, Hamas, il Jihad islamico palestinese, le Kata’ib Hezbollah in Iraq e le Brigate al-Ashtar in Bahrain. L’Iran ha inoltre fornito armi e sostegno ai ribelli sciiti Houthi in Yemen, contrastati anche da Riad, la quale guida una coalizione internazionale a sostegno del governo legittimo. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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