Afghanistan e Pakistan sembrano più vicini

Pubblicato il 29 settembre 2020 alle 18:17 in Afghanistan Pakistan

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Islamabad e Kabul hanno ribadito il loro impegno a supporto del processo di pace afghano, mentre il presidente dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale dell’Afghanistan, Abdullah Abdullah, continua il suo viaggio nel Paese. 

Intervenendo durante un evento a Islamabad, il 29 settembre, Abdullah ha sottolineato l’apprezzamento del suo Paese per l’aiuto del Pakistan nel processo di pace e ha evidenziato la necessità di una nuova era di relazioni bilaterali. “Dopo molti anni difficili, ora dobbiamo andare oltre la solita retorica stantia e le solite teorie del complotto”, ha dichiarato Abdullah. “Non possiamo permetterci di portare avanti le cose come al solito. Abbiamo bisogno di nuovi approcci, è la nostra gente a chiedercelo”, ha aggiunto. Si tratta di una svolta importante nei rapporti bilaterali, considerato che Abdullah, che ha servito fino a marzo come capo dell’esecutivo nel governo di unità nazionale guidato dal presidente Ashraf Ghani, aveva spesso accusato il Pakistan di sostenere i talebani e di interferire negativamente nella delicata situazione in Afghanistan. 

Il 29 settembre, tuttavia, quelle accuse non sono state ripetute. “Non vogliamo una presenza terroristica nel nostro Paese e non vogliamo consentire a qualsiasi entità di rappresentare una minaccia per le altre nazioni”, ha affermato Abdullah. Il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mahmood Qureshi, presente allo stesso evento, ha mantenuto una posizione simile a quella del suo collega afghano. “Dobbiamo riconoscere gli errori del passato”, ha dichiarato Qureshi. “Se non lo facciamo, come possiamo andare avanti? Non dobbiamo evitare la realtà. La dobbiamo accettare e aggiungere un nuovo capitolo alle nostre relazioni bilaterali, costruendo un futuro comune per tutti”, ha affermato il ministro. Il Pakistan è stato un attore chiave nell’avvio di negoziati diretti, prima tra gli Stati Uniti e i talebani e poi nel lancio del dialogo intra-afghano, iniziato a Doha, in Qatar, con una serie di incontri preliminari a partire dal 12 settembre. Il 29 settembre, Abdullah ha affermato che il processo sta continuando ad andare avanti, dopo aver affrontato diversi ostacoli iniziali.

Tuttavia, i dati forniti dalla Commissione Afgana Indipendente per i Diritti Umani (AIHRC) indicano che nella prima settimana dall’inizio dei colloqui di Doha, tra il 12 e il 19 settembre, almeno 19 civili sono stati uccisi e 45 sono rimasti feriti in una serie di scontri. La Commissione ha sottolineato che tali vittime civili sono inaccettabili, in un momento che dovrebbe essere caratterizzato dagli sforzi per la pace. “Tra il 12 e il 19 settembre, 64 civili sono stati uccisi e feriti in varie regioni del Paese”, ha dichiarato Zabiullah Farhang, portavoce dell’AIHRC. Fonti interne alla sicurezza afghana hanno affermato che le violenze hanno interessato 24 province del Paese. “L’aumento della violenza non ha alcuna giustificazione ”, ha commentato Rasoul Talib, un membro del team governativo ai negoziati di pace. Secondo le agenzie di sicurezza afghane, una media di 30 membri delle forze di sicurezza vengono uccisi ogni giorno nel Paese. “L’aumento della violenza ha creato grandi preoccupazioni per la gente, siamo preoccupati, speriamo che i colloqui a Doha portino l’Afghanistan a un cessate il fuoco”, ha detto Faraidon Khawzon, portavoce dell’Alto Consiglio per la riconciliazione nazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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