Aliyev: Armenia ci attacca, respingeremo il nemico. Mosca: “Fermatevi”

Pubblicato il 28 settembre 2020 alle 12:38 in Armenia Azerbaigian Russia

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Nella serata di domenica 27 settembre il presidente russo Putin ha chiamato il premier armeno Pashinyan. Il Cremlino riferisce che è stata discussa l’escalation militare nel Nagorno-Karabakh. La parte russa ha espresso grave preoccupazione per la ripresa di scontri armati su larga scala. È stato osservato che ora è importante compiere tutti gli sforzi necessari per prevenire un’ulteriore escalation del confronto e, cosa più importante, è necessario interrompere le operazioni militari.

Il ministero degli esteri di Mosca, riferisce che Sergej Lavrov ha tenuto una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri azero Dmitry Bayramov. Lavrov ha espresso seria preoccupazione per i continui bombardamenti lungo la linea di contatto, che hanno comportato vittime, anche tra la popolazione civile. La parte russa ha sottolineato la necessità di un cessate il fuoco anticipato. È stato rilevato che la Russia, insieme agli altri copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE, Francia e USA, continuerà a intraprendere sforzi di mediazione volti a stabilizzare la situazione.

Il governo armeno denuncia da domenica 27 settembre l’aggressione da parte dell’Azerbaigian lungo la linea del cessate il fuoco nel Nagorno-Karabach. Truppe azere hanno attaccato postazioni militari e insediamenti civili armeni, bombardando anche Stepanakert, capitale della repubblica autoproclamata. Secondo le prime informazioni sono morti 16 militari armeni.

Il governo dell’Azerbaigian contesta la versione armena e afferma che le azioni militari che sta compiendo in Nagorno-Karabach siano la risposta a un presunto attacco armeno. Baku ha affermato di aver conquistato sei villaggi controllati dagli armeni in pesanti combattimenti lungo la linea del fronte della regione del Karabakh.

“Abbiamo liberato sei villaggi, cinque nel distretto di Fizuli e uno nel distretto di Jebrail” – ha detto un portavoce del ministero della Difesa di Baku. “Inoltre, le posizioni del nemico in direzione di Aghdara e Murovdagh sono state distrutte e le altezze strategiche furono prese sotto il controllo” – ha aggiunto.

Il governo armeno nega che gli azeri abbiano conquistato alcun villaggio in Nagorno-Karabach.

Nel suo discorso alla nazione, il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha detto che le forze armate armene hanno sparato su insediamenti civili e posizioni militari da diverse direzioni, usando vari tipi di armi, inclusa l’artiglieria pesante.

“Come risultato del fuoco nemico, ci sono vittime tra la popolazione civile e i nostri militari. Alcune persone sono state ferite. Che Allah accolga in pace i nostri martiri”, ha detto, senza menzionare alcun numero specifico di vittime. L’Azerbaigian al momento riferisce solo della morte di 5 civili, senza indicare le perdite militari. Aliyev ha promesso di vendicare il “sangue dei martiri”, dicendo che l’esercito azero continua la rappresaglia contro le posizioni militari armene e che molte unità del suo equipaggiamento militare sono state distrutte.

Il leader azero ha detto che l’Armenia continua i suoi insediamenti illegali nei territori azeri e che “l’Azerbaigian difende le sue terre, l’Alto Karabakh appartiene all’Azerbaigian”. Aliyev ha anche affermato che l’Armenia è “fascista”.

Al termine di un conflitto durato oltre tre anni, nel 1994 l’Armenia ha conquistato il Nagorno-Karabach, regione autonoma dell’Azerbaigian a maggioranza armena, e sette distretti limitrofi, popolati invece in maggioranza da azeri. Da allora vige un precario cessate il fuoco sponsorizzato dal gruppo di Minsk dell’OSCE copresieduto da Francia, Russia e Stati Uniti. Baku chiede indietro i territori occupati (circa un quinto dell’intero Azerbaigian), mentre la regione si è proclamata indipendente con il nome di Repubblica di Artzakh.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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