La Qatar Airways perde circa 2 miliardi di dollari, Doha interviene

Pubblicato il 28 settembre 2020 alle 13:15 in Medio Oriente Qatar

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La pandemia di coronavirus e il perdurante blocco contro il Qatar hanno provocato perdite da 1.9 miliardi di dollari per la compagnia aerea statale del Paese, la Qatar Airways. Il governo di Doha, dal canto suo, ha stanziato 2 miliardi a sostegno della società mediorientale.

Il 27 settembre, la compagnia aerea di bandiera del Qatar ha rivelato di aver vissuto uno degli anni peggiori della sua storia degli ultimi tre decenni. Il dato è emerso dal rapporto annuale rilasciato in tale data, inerente all’anno fiscale che va dal primo aprile 2019 al 31 marzo 2020. In particolare, la perdita netta ammonta a 7 miliardi di riyal, pari a circa 1.92 miliardi di dollari, ovvero più del 50% del capitale sociale. Di fronte a tale scenario, Doha ha stanziato 7,3 miliardi di riyal per sostenere la compagnia e assicurarne la ripresa. Tale somma, ha riferito la società, è stata già convertita in azioni da 730 riyal, a partire dal mese di marzo. Nel rapporto annuale sono stati poi evidenziati alcuni punti positivi. Nello specifico, nel corso dei 12 mesi i ricavi sono aumentati del 6,5%, raggiungendo quota 51,1 miliardi di riyal, pari a 14 miliardi di dollari, la capacità dei posti è aumentata del 3,2% e le merci trasferite hanno registrato un aumento del 2,8%.

La Qatar Airways è la seconda maggiore compagnia aerea in Medio Oriente dopo la Emirates con sede a Dubai. La società dispone di una flotta moderna di 250 velivoli, ma, dall’inizio dell’embargo del 2017, sono state registrate perdite per centinaia di milioni di dollari. Allo scoppio della pandemia, la compagnia aerea qatariota era tra le poche ancora attive e ad operare voli di linea passeggeri. Successivamente, la crescente riduzione del traffico aereo, pari a circa il 50%, ha spinto la società a prevedere una riduzione del personale. Come spiegato dal CEO, Akbar Al Baker, anche la Qatar Airways si è ritrovata ad affrontare una nuova realtà, caratterizzata dalla chiusura di numerosi confini e, di conseguenza, dall’inaccessibilità di molte destinazioni precedentemente incluse nel network.

Tale motivo l’ha spinta a considerare nuove misure volte a garantire la propria sopravvivenza, tra cui il taglio del 20% personale. Non da ultimo, il 17 giugno, il CEO Al-Baker ha annunciato che la Qatar Airways ha bloccato l’acquisto di nuovi Airbus e Boeing per il 2020 e il 2021. Sulla stessa scia, la consegna degli aeromobili ordinati prevista per i prossimi due o tre anni è stata posticipata per i prossimi otto-dieci anni, mentre i cinque 737 MAX già ricevuti saranno rivenduti. Parallelamente, 10 aeromobili Airbus A380 non verranno impiegati nel periodo compreso tra la metà e la fine del 2021.

Ad aver gravato sulle casse della compagnia vi è stato altresì un investimento, rivelatosi fallimentare, in Air Italy, che rappresenta un quinto delle perdite complessive. In particolare, la svalutazione della sua quota e degli investimenti in Air Italy ammonta a 143,2 milioni di euro, con perdite pari a circa 400 milioni di dollari. Risale al 28 settembre 2017 l’accordo con cui la Qatar Airways ha acquistato il 49% di AQA Holding, con un investimento iniziale di 39 milioni di euro. Tuttavia, l’11 febbraio scorso la Air Italy è andata in liquidazione, “a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà”.

Se, da un lato, al momento non è stato ancora definito il reale impatto della pandemia di coronavirus sulla Qatar Airways, ciò che è noto da tempo è l’effetto della cosiddetta “crisi del Goflo”, scoppiata il 5 giugno 2017. In tale data, è stato imposto sul Qatar un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandolo di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. I Paesi fautori del blocco sono Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Da parte sua, Doha ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, e l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi promotori dell’embargo.

A tal proposito, il 22 luglio, la compagnia aerea di bandiera del Qatar ha riferito di aver intrapreso un’offensiva legale contro Abu Dhabi, Manama, Riad e Il Cairo, avviando quattro arbitrati internazionali di investimento, con l’obiettivo di ottenere una compensazione per le azioni subite, pari ad almeno 5 miliardi di dollari a titolo di risarcimento. In particolare, per la compagnia qatariota, i quattro Stati hanno imposto un blocco “illegale” contro Doha, con l’obiettivo di “rimuovere la Qatar Airways dai loro mercati”, comprometterne gli investimenti e danneggiarne la rete globale di operazioni. Tutto ciò, confiscando gli investimenti, vietando alla compagnia aerea di sorvolare il loro spazio aereo, chiudendo gli aeroporti e revocando le licenze, nonostante per anni la Qatar Airways abbia effettuato ingenti investimenti nei quattro Paesi e trasportato centinaia di migliaia di passeggeri e merci da e verso ciascuno di essi.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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