Iraq: il ministro degli Esteri a Teheran per discutere di economia e sicurezza

Pubblicato il 28 settembre 2020 alle 10:52 in Iran Iraq

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Il ministro degli Esteri iracheno, Fuad Hussein, ha svolto una visita di due giorni a Teheran, durante la quale ha incontrato alti funzionari iraniani per discutere delle relazioni politiche ed economiche tra l’Iran e l’Iraq, e del ruolo degli Stati Uniti nella regione.

In particolare, il 26 settembre, Hussein ha incontrato il presidente iraniano, Hassan Rouhani, il ministro degli Esteri di Teheran, Mohammad Javad Zarif, e il presidente del Parlamento, Mohammed Bagher Ghalibaf. Da un lato, il capo di Stato Rouhani ha ribadito il sostegno del proprio Paese alla coesione dell’Iraq e all’unità tra sunniti, sciiti e curdi, ma, a detta di fonti politiche irachene, è “l’unità degli sciiti” ad essere stata messa in primo piano, e la loro interazione con le altre componenti irachene è stata definita essenziale.

In un momento in cui gli Stati Uniti hanno minacciato di chiudere la propria ambasciata a Baghdad, se l’Iraq non si impegnerà a salvaguardarla dai perduranti attacchi perpetrati presumibilmente da milizie filoiraniane, Rouhani ha affermato che la presenza di truppe statunitensi nella regione, in Iraq così come in Afghanistan e in altri Paesi nel Sud del Golfo, mina la sicurezza e la stabilità regionale. Pertanto, secondo il presidente iraniano, tali Paesi dovrebbero espellere i soldati di Washington dai loro territori, così come proposto dal Parlamento di Baghdad il 5 gennaio scorso. L’Iran, dal canto suo, si è impegnato a non interferire negli affari interni iracheni e ha affermato di non avere alcun legame con i gruppi armati attivi nel Paese.

Da parte sua, Hussein ha dichiarato che i continui attacchi contro il compound dell’ambasciata degli Stati Uniti e di altre missioni occidentali, così come contro gli accampamenti che ospitano le forze della coalizione internazionale, potrebbero innescare un ampio confronto e che Washington e i suoi alleati potrebbero non rimanere in silenzio di fronte a tali attentati.

Parallelamente, Rouhani e il suo interlocutore Hussein hanno rivolto l’attenzione verso i legami politici, economici e culturali che uniscono i loro Paesi. Il ministro iracheno ha riferito di voler ulteriormente rafforzare tali relazioni e che l’obiettivo della propria visita era prendere in esame le modalità per rafforzarle ulteriormente, soprattutto per quanto riguarda il settore trasporti e commercio. A tal proposito, è stato dichiarato che il premier iracheno, Mustapha al-Kadhimi, ha approvato l’istituzione di un comitato speciale che si recherà nelle prossime settimane in Iran per negoziare e finalizzare accordi bilaterali.

In particolare, tra i dossier al centro delle discussioni vi sarà il fiume Shatt al-Arab, noto in Iran con il nome di Arvand Rud. Si tratta di un canale lungo circa 200 km, la cui estremità meridionale costituisce il confine tra Iran e Iraq e che sfocia nel Golfo Persico. I due Paesi mirano ad espandere i legami commerciali attraverso tale fiume. Altro punto da definire è la linea ferroviaria che collegherà Bassora, in Iraq, a Khorramshahr, in Iran.

Circa l’incontro con l’omologo Zarif, quest’ultimo ha evidenziato il sostegno di Teheran alla sovranità irachena, e ha denunciato gli attacchi perpetrati contro obiettivi della diplomazia iraniana. Non da ultimo, è stato rivolto lo sguardo verso l’uccisione del comandante della Quds Force iraniana, Qassem Soleimani, e del vicecapo delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene, Abu Mahdi al-Muhandis, avvenuta il 3 gennaio a seguito di un attacco contro l’aeroporto di Baghdad, ordinato dal presidente degli USA, Donald Trump. A tal proposito, il ministro iraniano ha messo in luce la necessità di preservare sedi e cariche diplomatiche presenti nei territori iracheni.

Già il 21 luglio scorso, il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, si era recato a Teheran in visita ufficiale, dove aveva incontrato il capo di Stato iraniano, Rouhani, .affermando che non avrebbe consentito attacchi contro l’Iran dai territori iracheni. La visita del 21 luglio è stata la prima all’estero di al-Kadhimi dalla sua nomina, avvenuta il 6 maggio scorso con il voto di fiducia in Parlamento. Parallelamente, il premier è impegnato nel cosiddetto “dialogo strategico” con Washington, volto a definire il ruolo degli USA nei territori iracheni. In tale quadro, il 9 settembre, l’esercito statunitense ha annunciato che proprie truppe in Iraq subiranno una riduzione, passando da 5.200 a 3.000 soldati.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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