Gli USA nel Mediterraneo orientale: Pompeo arriva in Grecia

Pubblicato il 28 settembre 2020 alle 14:16 in Grecia USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha dichiarato, a margine del suo tour di 5 giorni nel Mediterraneo, che gli Stati Uniti useranno la loro influenza diplomatica e militare per cercare di alleviare la controversia tra Grecia e Turchia. Il viaggio del funzionario di Washington è iniziato, lunedì 28 settembre, nella città greca settentrionale di Salonicco. Qui, Pompeo ha incontrato il ministro degli Esteri di Atene, Nikos Dendias, con il quale ha concordato sulla necessità di disinnescare le tensioni per favorire un dialogo pacifico. “Gli Stati Uniti e la Grecia hanno condiviso le loro opinioni sul Mediterraneo orientale e hanno riaffermato la convinzione che i problemi sulla delimitazione marittima e sui diritti di sfruttamento energetico dovrebbero essere risolti pacificamente”, hanno sottolineato i due Paesi in una dichiarazione congiunta rilasciata dopo l’incontro.

La visita di Pompeo è giunta poco dopo che Atene e Ankara hanno deciso di riavviare un dialogo diplomatico sulle loro divergenze. Durante tutta l’estate, la controversia tra i due Paesi ha causato un pericoloso accumulo di risorse militari nella zona e aumentato il timore di un conflitto. “Grecia e Turchia”, ha affermato Pompeo, “hanno ribadito la loro dedizione a rafforzare la stretta cooperazione reciproca, come alleati della NATO, utilizzando tutti i mezzi appropriati a loro disposizione, per salvaguardare la stabilità e la sicurezza nella regione”.

I membri dell’Unione Europea, durante un vertice straordinario previsto tra l’1 e il 2 ottobre, discuteranno di imporre sanzioni alla Turchia per via delle sue azioni provocatorie nel Mediterraneo orientale. Nella tarda serata di domenica 27 settembre, prima di recarsi in Grecia, Pompeo ha incontrato anche il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg. L’Alleanza Atlantica svolge un ruolo fondamentale nella controversia, fungendo da mediatore imparziale tra i due membri dell’organizzazione.

Il tour regionale di Pompeo includerà, nei prossimi giorni, Italia, Vaticano e Croazia. Nella serata di lunedì 28 settembre, il segretario di Stato USA è atteso sull’isola greca di Creta, dove incontrerà il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, e visiterà una base navale statunitense a Souda Bay. Lo scorso ottobre, Pompeo ha visitato Atene e ha firmato un accordo di cooperazione in materia di difesa che ha previsto un aumento dell’attività militare congiunta USA-Grecia e della NATO in tre località, oltre al miglioramento delle infrastrutture a Souda Bay. In mezzo alle recenti tensioni con la Turchia, la Grecia ha annunciato nuovi acquisti di armi, soprattutto dalla Francia, tra cui aerei da combattimento, navi da guerra, elicotteri e sistemi di difesa.

Nel frattempo, dalla Turchia, il portavoce del presidente Recep Tayyip Erdogan, Ibrahim Kalin, ha dichiarato che Ankara considera il futuro vertice dell’Unione Europea un’importante opportunità per ripristinare le relazioni con il blocco e con la Grecia. La disputa con Atene ha portato al culmine le tensioni tra UE e Turchia anche su questioni come l’immigrazione, la guerra in Siria e la Libia. “Credo che il vertice UE abbia la possibilità di riavviare le relazioni Turchia-UE. È un’opportunità importante. Possiamo fare un reset e vedo questa disponibilità da parte di molti Paesi membri dell’Unione”, ha rivelato il portavoce presidenziale, precisando: “Devono anche capire che non possono aspettarsi che la Turchia faccia tutto. Deve essere un processo reciproco. Se ci si aspetta che la Turchia faccia X, Y, Z, anche i Paesi dell’UE devono adempiere alle proprie responsabilità”.

La Turchia è accusata di compiere “gesti provocatori” nei confronti di Grecia e Cipro a causa delle attività di esplorazione e perforazione energetica condotte nelle acque contese del Mediterraneo orientale. In particolare, Atene e Ankara, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali.

La disputa tra Ankara e Atene ha scatenato una crisi di così ampia portata da coinvolgere anche diversi Stati membri dell’Unione Europea. La Francia, in particolare, ha inviato, il 13 agosto, due jet da combattimento Rafale e la fregata navale “Lafayette” come parte dei suoi piani per aumentare la presenza francese nella regione. Il 26 agosto, inoltre, diversi aerei da guerra e navi della Marina di Francia, Italia, Grecia e Cipro hanno tenuto esercitazioni militari aeree e marittime nell’area del Mediterraneo orientale. Parigi e Atene hanno schierato sia aerei che navi da guerra, mentre Cipro ha attivato il suo sistema di difesa aerea per testare le proprie capacità.

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie. “La richiesta della Grecia di una zona di giurisdizione marittima di 40.000 chilometri quadrati a causa dei 10 chilometri quadrati di terra occupati dall’isola di Kastellorizo è assolutamente illogica”, ha dichiarato Erdogan. Le rivendicazioni della Grecia sulle acque intorno a Kastellorizo si basano su un trattato marittimo delle Nazioni Unite, la Convenzione di Montego Bay, firmata nel 1982, che tuttavia non è riconosciuto dalla Turchia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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