Colloqui in pausa e scontri tra talebani ed esercito afghano

Pubblicato il 28 settembre 2020 alle 16:03 in Afghanistan Asia

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Almeno 35 talebani sono stati uccisi e 17 sono rimasti feriti in una serie di scontri separati con le forze di sicurezza afghane, nelle ultime 48 ore. I colloqui per la pace a Doha, intanto, sono in pausa

Nella provincia centrale di Ghazni, almeno 6 talebani sono stati uccisi e 5 sono rimasti feriti dopo che i militanti hanno attaccato le forze di sicurezza nell’area di Landakhil, la sera del 26 settembre. Anche tre mezzi di trasporto del gruppo sono stati distrutti, secondo quanto ha affermato un funzionario informato sui fatti. Non sono stati forniti dettagli sulle possibili vittime tra le forze di sicurezza. Inoltre, nella provincia centro-orientale di Zabol, “almeno 15 talebani sono stati uccisi in un attacco aereo dalle forze afghane nel distretto di Shar-e-Safa”. Depositi di armi e veicoli dell’organizzazione militante sono stati distrutti durante l’assalto. Nelle stesse ore, nella provincia settentrionale di Samangan, almeno 14 talebani sono stati uccisi e 12 feriti dopo che il gruppo aveva attaccato i posti di blocco della polizia nel distretto di Dara-e-Sof. “La maggior parte dei talebani è rimasta uccisa durante un assalto aereo di supporto sul luogo”, hanno riferito alcuni funzionari governativi, che hanno aggiunto che “l’attacco talebani è stato respinto e i militanti sono fuggiti dopo aver subito pesanti perdite”.

L’organizzazione islamista afghana, al momento impegnata in una serie di colloqui con il governo di Kabul a Doha, in Qatar, non ha commentato gli assalti. Sono trascorse ormai due settimane da quando i negoziatori di entrambe le parti hanno avviato i primi incontri, il 12 settembre, per raggiungere un accordo sulle regole procedurali da seguire durante i colloqui di pace. Tuttavia, i progressi sono scarsi e il dialogo tra i “gruppi di contatto” delle due parti sono stati interrotti negli ultimi 5 giorni. Il 27 settembre, per la prima volta, due membri della squadra negoziale dei talebani hanno confermato i disaccordi. Il militanti islamisti afghani insistono sul fatto che senza riconoscere l’accordo USA-talebani come fondamento principale del processo di pace in Afghanistan, la continuazione degli attuali colloqui non avrà significato. L’intesa a cui si fa riferimento è stata firmata da Stati Uniti e talebani, in Qatar, il 29 febbraio. 

Sulla base di questo accordo, la Casa Bianca si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan e a concludere il ritiro totale entro 14 mesi dalla firma dell’accorso. Oltre a questo, nella stessa occasione, gli USA avevano negoziato con i talebani anche il rilascio di 5.000 prigionieri loro affiliati dalle carceri afgane, come condizione preliminare per la partecipazione del gruppo ai colloqui di pace con il governo di Kabul. Se questi ultimi si rivelassero efficaci, rappresenterebbero una determinante conquista diplomatica dell’amministrazione del presidente USA, Donald Trump, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali statunitensi del prossimo 3 novembre. Fino a tale momento, i talebani non avevano accettato di partecipare a colloqui diretti con l’esecutivo di Kabul, appoggiato da Paesi occidentali, in quanto non lo ritengono un governo legittimo. 

Nonostante l’accordo USA-talebani e l’avvio di un dialogo tra le due parti, in Afghanistan, le violenze continuano a sconvolgere il Paese. I dati forniti dalla Commissione Afgana Indipendente per i Diritti Umani (AIHRC) indicano che nella prima settimana dall’inizio dei colloqui di pace a Doha, tra il 12 e il 19 settembre, almeno 19 civili sono stati uccisi e 45 sono rimasti feriti in una serie di scontri. La Commissione ha affermato che le vittime civili sono inaccettabili in un momento che dovrebbe essere caratterizzato dagli sforzi per la pace, dati i colloqui che si stanno tenendo a Doha. “Tra il 12 e il 19 settembre, 64 civili sono stati uccisi e feriti in varie regioni del Paese”, ha dichiarato Zabiullah Farhang, portavoce dell’AIHRC. Fonti della sicurezza afghana hanno affermato che le violenze hanno interessato 24 province del Paese. “L’aumento della violenza non ha alcuna giustificazione ”, ha commentato Rasoul Talib, un membro del team governativo ai negoziati di pace. Secondo le agenzie di sicurezza afghane, una media di 30 membri delle forze di sicurezza vengono uccisi ogni giorno. “L’aumento della violenza ha creato grandi preoccupazioni per la gente, siamo preoccupati, speriamo che i colloqui a Doha portino l’Afghanistan a un cessate il fuoco”, ha detto Faraidon Khawzon, portavoce dell’Alto Consiglio per la riconciliazione nazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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