Scontro armato in corso tra Armenia e Azerbaigian: presagi di guerra

Pubblicato il 27 settembre 2020 alle 11:59 in Armenia Azerbaigian

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze armate dell’Azerbaigian e quelle dell’Armenia si sono scontrate, il 27 settembre, nella regione contesa tra i due Paesi di Nagorno-Karabakh, in quello che Al-Jazeera ha definito lo scontro peggiore degli ultimi anni, sostenendo che l’evento potrebbe sfociare in un’altra guerra su larga scala.

Il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan, tramite il suo account Facebook ha annunciato che il governo armeno ha imposto la legge marziale e ha annunciato la mobilitazione generale del Paese, chiedendo a tutto il personale disponibile di recarsi presso gli uffici di reclutamento. Poco prima, anche il presidente dell’autoproclamata Repubblica di Nagorno-Karabakh, Arayik Harutyunyan, aveva dichiarato la legge marziale su tutto il territorio e aveva annunciato che inizierà la mobilitazione di tutti i cittadini di età superiore ai 18 anni.

Il Ministero della Difesa armeno ha dichiarato che l’Azerbaigian ha lanciato un attacco aereo e di artiglieria contro insediamenti civili nella regione di Nagorno-Karabakh, intorno alle 8:10, ora locale, del 27 settembre, costringendo molti residenti locali a cercare rifugi provvisori e causando, finora, due vittime, una donna e un bambino. Tra i siti colpiti ci sarebbe stata anche Stepanakert, il centro principale della regione.  Dopo aver dichiarato che l’intera responsabilità dei fatti è da addossare all’Azerbaigian e che l’Armenia risponderà in modo proporzionato, il Ministero della Difesa armeno ha aggiunto che le proprie forze armate hanno abbattuto due elicotteri e tre droni azeri e che hanno distrutto anche tre carri armati nemici.

Il Ministero degli Esteri dell’Armenia ha condannato “l’aggressione della leadership politico-militare dell’Azerbaigian” e ha garantito un’adeguata risposta sia politica, sia militare. Il primo ministro armeno aveva inizialmente scritto sul suo profilo Facebook: “Sosteniamo con fermezza il nostro Stato, il nostro Esercito e vinceremo. Lunga vita alla gloriosa armata armena”.

Il Ministero della Difesa azero, da parte sua, ha dichiarato di aver lanciato un’operazione militare lungo la cosiddetta “linea di contatto”, un’area fortemente militarizzata e che separa le forze armate azere e armene impiegate nella regione di Nagorno-Karabakh, in risposta a bombardamenti armeni lungo tale linea, i quali avrebbero colpito molti villaggi e causato la morte e il ferimento di civili, oltre a danneggiare gravemente le infrastrutture locali. Il Ministero azero ha affermato di aver perso, in totale,  12 sistemi di difesa aerea e un elicottero, ma nessun membro dell’equipaggio a bordo avrebbe perso la vita, negando, inoltre, le altre perdite dichiarate dall’Armenia.

Il portavoce della presidenza azera, Hikmet Hajiyev, ha, per ora, rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato che gli scontri avrebbero causato vittime e feriti tra i civili e i militari, senza però fornire numeri esatti. Il presidente azero, Ilham Aliyev, intanto ha parlato al Paese in un discorso televisivo e ha dichiarato che le perdite tra il personale militare azero  e la popolazione civile sono state il risultato del bombardamento armeno.

Il Ministero degli Esteri russo ha lanciato un appello per l’immediata cessazione delle ostilità e l’avvio di negoziati per stabilizzare la situazione. Il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin,  invece, ha pubblicato un post su Twitter con su scritto :”L’Armenia ha violato il cessate il fuoco attaccando insediamenti civili[…]la comunità internazionale deve intervenire immediatamente per interrompere tali provocazioni pericolose”.

Nel mese di luglio, almeno 16 persone avevano perso la vita in più scontri tra i due eserciti, in seguito ai quali la popolazione di Baku era scesa in strada per chiedere la completa mobilitazione dell’Azerbaigian e la riconquista del territorio conteso.

Il conflitto tra Azerbaigian e Armenia in merito al controllo sulla regione di Nagorno-Karabakh si protrae da molto tempo.  Il 20 febbraio 1988, l’etnia maggioritaria dell’area, ossia quella armena, aveva annunciato il ritiro della regione dalla Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian, e dal 1992 al 1994 era seguito un conflitto armato, durante il quale l’Azerbaigian perse il controllo su Nagorno-Karabakh e su altre regioni. Dal 1992 sono in corso negoziati su una soluzione pacifica del conflitto sotto l’egida del gruppo di Minsk dell’OSCE, co-presieduto da Russia, Stati Uniti e Francia e nel 1994 era stato dichiarato il cessate il fuoco.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.