Il missile “Ninja Hellfire”: l’arma segreta degli USA contro i terroristi

Pubblicato il 27 settembre 2020 alle 6:03 in Siria USA e Canada

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Il 14 settembre, le forze armate speciali degli Stati Uniti hanno ucciso un leader di Al-Qaeda nel Nord-Ovest della Siria utilizzando un missile noto come “Ninja Hellfire”, dotato di lame al posto della testata esplosiva, per ridurre i rischi di vittime civili.  

Nel riportare la notizia, il New York Times ha sottolineato che l’operazione degli Stati Uniti in Siria non ha ricevuto particolare attenzione mediatica. Inoltre, il missile è stato definito “un’arma segreta” dell’esercito statunitense. Il “Ninja Hellfire” non è dotato di una testata esplosiva, che è stata sostituita da lunghe lame per schiacciare o tagliare la vittima, riducendo al minimo i rischi per i civili nelle vicinanze. 

Il Pentagono non ha fornito dettagli sull’ultima operazione antiterrorismo effettuata sul territorio siriano. Tuttavia, il maggiore Beth Riordan, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha confermato un attacco militare vicino a Idlib, effettuato il 14 settembre contro un gruppo affiliato ad Al-Qaeda in Siria. Alcuni funzionari militari e dell’antiterrorismo degli Stati Uniti, così come l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, hanno riferito che l’attacco missilistico Hellfire del 14 settembre ha causato la morte di Sayyaf al-Tunsi, un cittadino tunisino considerato la mente dietro numerosi attacchi terroristici contro l’Occidente, compresi gli Stati Uniti. Funzionari militari statunitensi hanno affermato che la morte di al-Tunsi interromperà le operazioni di un’organizzazione siriana affiliata ad Al-Qaeda, nota come Hurras al-Din. Il 24 settembre, il massimo funzionario dell’antiterrorismo del governo degli USA ha accennato ad una campagna segreta per eliminare la leadership del gruppo, senza fornire dettagli specifici, la maggior parte dei quali rimane riservata.

Si tratta della seconda volta, negli ultimi tre mesi, che le forze speciali statunitensi utilizzano i missili “Ninja Hellfire” in Siria. Già il 14 giugno, gli USA avevano eliminato Khaled al-Aruri, un altro leader di Hurras al-Din. Circa 45 chilogrammi di metallo sono stati lanciati contro il tetto dell’auto di al-Aruri. Se l’impatto non l’avesse ucciso lo avrebbero fatto le 6 lunghe lame nascoste all’interno della testata, che sono fuoriuscite pochi secondi prima dell’impatto, per tagliare qualsiasi cosa trovata sul percorso. Una variante dell’Hellfire, nota come R9X, era stata sviluppata quasi un decennio fa sotto la pressione dell’ex presidente, Barack Obama, per ridurre le vittime civili e i danni collaterali nelle guerre statunitensi contro il terrorismo in Paesi come Afghanistan, Pakistan, Iraq, Siria, Somalia e Yemen. Il missile “Ninja Hellfire”, descritto per la prima volta nel dettaglio dal Wall Street Journal, il 9 maggio del 2019, è stato usato meno di 10 volte, secondo quanto hanno riferito funzionari statunitensi. Tuttavia, risulta particolarmente adatto quando un leader di alto livello di un gruppo terroristico viene individuato, ma l’utilizzo di altre armi rischierebbe di uccidere i civili situati nelle vicinanze. I tradizionali missili Hellfire, con una testata esplosiva di circa 9 chilogrammi, sono stati spesso utilizzati contro gruppi di individui o un cosiddetto “obiettivo di alto valore” che si incontra con altri militanti. 

La Siria è un Paese ancora instabile e diviso, con una forte presenza di organizzazioni terroristiche. L’instabilità è aumentata a seguito di una lunga guerra civile iniziata il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente, Bashar al-Assad. Con l’intensificarsi degli scontri, tra i ribelli anti-governativi si sono inseriti alcuni gruppi di fondamentalisti islamici sunniti che hanno iniziato a lottare per il controllo su alcune aree del Paese. Dal 2011, 384.000 persone hanno perso la vita nel conflitto, di questi almeno 116.000 erano civili, inoltre, 11 milioni di persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni e sono state dislocate all’interno del Paese o all’estero dove hanno cercato rifugio. Ad oggi, il governo di Assad controlla il 70% del territorio nazionale. La regione di Idlib, nel Nord-Ovest del Paese, rimane l’ultima porzione di territorio sotto il controllo del gruppo  jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), affiliato ad Al-Qaeda.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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