L’Egitto rafforza la sua potenza navale con l’aiuto della Germania

Pubblicato il 27 settembre 2020 alle 6:48 in Egitto Germania

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In Egitto, la compagnia navale, Alexandria Shipyard, ha annunciato ufficialmente l’inizio delle trattative per la produzione locale, con l’aiuto della Germania, della prima fregata egiziana di classe A-200EN Meko. La società ha dichiarato sul suo sito ufficiale che la fregata ha una capacità di spostamento di 3.400 tonnellate, con una lunghezza di 118 metri, un raggio di 14,8 metri, un pescaggio di 4,3 metri e una velocità massima di 32 nodi. L’imbarcazione sarà realizzata in collaborazione con il costruttore navale tedesco ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS), come stabilito dal contratto firmato tra le due parti.

Nell’aprile 2019, il parlamento tedesco aveva approvato la vendita di quattro fregate dello stesso tipo all’Egitto, inclusa una che doveva essere costruita localmente. Nel novembre 2018, Germania ed Egitto avevano firmato un accordo da 2,3 miliardi di euro per fornire inizialmente alla marina egiziana sei fregate Meko A-200EN, successivamente diventate quattro.

Gamil Afifi, esperto di affari militari e caporedattore del quotidiano egiziano Al-Ahram, ha affermato che la produzione locale di una fregata è un salto di qualità per la marina egiziana. Nel 2019, l’Egitto si è classificato come il più grande importatore di armi tedesche tra i Paesi arabi, con importazioni per un valore di 802 milioni di euro. “La fregata Meko-A200 è una fregata multi-tasking tedesca di media cilindrata e armamento pesante. Può ospitare 50 membri delle forze della marina. Può stare in acqua, prima di essere rifornita, per 28 giorni”, ha specificato Afifi, aggiungendo: “La nave da guerra è in grado di scoraggiare gli attacchi delle navi nemiche. Pertanto, l’iniziativa è utile all’Egitto perché il Paese sta affrontando una guerra terroristica irregolare, in cui le navi vengono utilizzate per trasportare i terroristi da un Paese all’altro e vengono messe al sicuro dall’intelligence dei principali Stati di mare”.

Negli ultimi cinque anni, la marina egiziana ha sviluppato in modo completo i suoi sistemi di difesa acquisendo armi dal 2015. L’ultimo dei suoi acquisti è stato il sottomarino d’attacco S-43, ottenuto dalla Germania a maggio. “La regione del Medio Oriente è sull’orlo dell’esplosione. Ci sono minacce da tutte le direzioni. L’Egitto ha una vasta zona marittima nel Mediterraneo e nel Mar Rosso. Svolge anche un ruolo importante nella protezione del Nordafrica data la guerra in corso nella parte occidentale della Libia. Non ci sono forze navali o guardie di frontiera in Libia in grado di controllare la situazione”, ha spiegato Afifi.

Secondo il Global Firepower Index, che redige una classifica della forza militare globale, l’Egitto si è classificato tra i 10 eserciti più potenti per l’anno 2020, passando dalla dodicesima posizione dello scorso anno alla nona. A livello regionale, il Paese è passato dal secondo al primo posto. Pertanto, l’esercito egiziano ha superato i grandi armamenti del mondo, incluso l’esercito turco, che è sceso dal nono all’undicesimo posto a livello globale e si è classificato al primo posto in Medio Oriente, secondo la classifica. L’esercito del Cairo ha anche superato l’esercito iraniano, che è arrivato al quattordicesimo posto e l’esercito israeliano, che si è classificato diciottesimo nel Global Firepower Index 2020.

L’indice viene stabilito in base a una valutazione su manodopera, potenza aerea, forze terrestri, forze navali, risorse naturali, logistica, dati finanziari e geografia. Secondo un esame dettagliato, la forza dell’esercito egiziano risiede principalmente nel gran numero di truppe di terra, composte da circa 920.000 soldati, 440.000 dei quali in servizio attivo. Il Cairo però possiede punteggi elevati anche in altre categorie come la forza dei carri armati, il numero di veicoli corazzati, il numero di armi ad autopropulsione e di basi missilistiche. A livello navale, l’esercito egiziano ha ricevuto un punteggio elevato per la potenza delle sue mine, che si è attestata seconda al mondo. Infine, l’Egitto si è classificato terzo a livello mondiale per la potenza delle sue portaerei.

Ahmed Mohamed al-Sadiq, ex capo dell’autorità portuale di Port Said, ha riferito al quotidiano Al-Monitor che l’attuale politica delle forze armate egiziane è quella di diversificare le sue fonti, come parte degli sforzi per contrastare qualsiasi caos in termini di sicurezza, sia all’interno che fuori dai suoi confini. “La prima sfida sta nei disordini in corso nella penisola del Sinai, dove l’esercito egiziano sta cercando di tenere le cose sotto controllo. La situazione in Sinai è un fattore importante per determinare le dimensioni e il tipo di armi di cui il governo ha bisogno”, ha detto Sadiq. “A livello regionale, la Libia è vista come il cortile dell’Egitto. I disordini e il caos della sicurezza nella vicina Libia sono fonti di preoccupazione militare e di sicurezza per Il Cairo. Finché non ci sono soluzioni pacifiche in vista, l’Egitto continuerà a temere che la violenza possa estendersi ai suoi confini occidentali”, ha aggiunto.

Sadiq ha infine spiegato che il Paese ha sviluppato un armamento di questo tipo anche per difendere i suoi interessi economici nel Mediterraneo, incluso il giacimento di gas di Zohr. A maggio, l’Egitto ha annunciato un piano per potenziare al massimo la produzione locale di armi e rafforzare le capacità del suo esercito con l’obiettivo finale di esportarle in Africa. Il 17 febbraio, Il Cairo ha inaugurato la Abu Zaabal Company for Specialized Industries, nota anche come “Military Factory 300”, che rappresenta un enorme passo avanti nelle capacità militari egiziane, con tecnologie all’avanguardia e linee di produzione che si basano completamente sul controllo elettronico per la modifica del progetto. La fabbrica produce anche armi singole e munizioni di alta qualità.

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Chiara Gentili

di Redazione

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