Gli Stati Uniti contro Al-Shabab in Kenya

Pubblicato il 27 settembre 2020 alle 7:15 in Kenya USA e Canada

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Il Commando Africano dell’Esercito degli Stati Uniti (AFRICOM) ha chiesto il riconoscimento dell’autorità per effettuare attacchi con droni contro i combattenti di Al-Shabab nel Kenya orientale, espandendo potenzialmente la zona di guerra oltre il confine con la Somalia.

Se venisse approvato dal segretario alla Difesa Mark T. Esper e poi dal presidente, Donald Trump, il conferimento di tale autorità non significa necessariamente che gli Stati Uniti inizieranno a effettuare attacchi con droni in Kenya. Tuttavia, in determinate circostanze, il Commando Africano avrebbe il permesso di espandere la guerra antiterrorismo oltre la Somalia. La particolare attenzione del Pentagono al Kenya arriva a seguito dell’attentato del 5 gennaio contro “Camp Simba”. Nel campo, che si trova vicino a Manda Bay, in Kenya, si addestravano truppe keniote e statunitensi. Il 5 gennaio, meno di 20 militanti di al-Shabaab sono entrati nel campo, che ospitava circa 100 membri del personale statunitense insieme a un numero imprecisato di truppe keniote. Si è trattato del primo assalto del gruppo militante contro il personale militare statunitense in Kenya ed è arrivato esattamente 2 giorni dopo l’uccisione del generale iraniano, Qasem Soleimani, ordinata dalla Casa Bianca presso l’aeroporto internazionale di Baghdad. Tuttavia, l’organizzazione islamista africana non ha mai evidenziato alcun legame tra la propria decisione di attaccare e le minacce iraniane a seguito dell’eliminazione di Soleimani. Secondo i media occidentali, 3 cittadini statunitensi sono deceduti nell’assalto del 5 gennaio. L’organizzazione militante islamista africana, invece, aveva riferito di aver ucciso ben 40 soldati americani. 

I comandanti statunitensi si sono affrettati subito dopo l’attacco a rintracciare e uccidere la squadra di assalitori che si era infiltrata nella base dalla Somalia, ottenendo il permesso al volo per effettuare un attacco con drone su di loro in territorio keniota. Tuttavia, i militanti hanno evitato l’assalto, ritirandosi in territorio somalo. I funzionari hanno quindi sottolineato il problema di dover richiedere l’autorizzazione ad attaccare a seconda del territorio e hanno realizzato di non avere l’autorità di farlo in Kenya, se al-Shabab dovesse attaccare di nuovo. Il Pentagono ha guidato uno sforzo per scrivere regole per eventuali attacchi futuri in Kenya con limiti meno stringenti riguardo gli attacchi con i droni. Il colonnello Christopher P. Karns, capo portavoce del Commando, ha rifiutato di commentare le nuove regole e il conferimento di tale nuova autorità. “L’AFRICOM riconosce certamente la necessità di applicare una pressione internazionale costante su al-Shabab e di monitorare la loro attività, la loro presenza e di confrontarsi attivamente con loro al fine di prevenirne ka diffusione”, ha scritto Karns. 

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo della Somalia, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria interpretazione della legge islamica. I militanti di al-Shabaab sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe statunitensi sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Gli Stati Uniti effettuano attacchi aerei antiterrorismo in Somalia da più di 10 anni, ma la frequenza dei raid è aumentata considerevolmente sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump. L’AFRICOM ha condotto 63 attacchi nel 2019, rispetto al precedente record di 47, registrato nel 2018. Quest’anno, gli USA sono in procinto di stabilire un nuovo risultato, avendo già compiuto oltre 32 raid dall’inizio del 2020. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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