Yemen: il complotto del Qatar per conquistare il Sud

Pubblicato il 26 settembre 2020 alle 6:02 in Qatar Yemen

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Fonti yemenite hanno rivelato che il Qatar, attraverso un gruppo ad esso affiliato, ha messo in atto un piano volto a diffondere caos nel governatorato meridionale di Hadramawt e smantellare le forze d’élite “Hadrami”, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti (UAE).

A riportarlo, il quotidiano al-Arab. In particolare, il gruppo coinvolto da Doha è guidato da Hassan Ba’oom, leader di un gruppo politico nello Yemen meridionale fedele all’Iran, il quale ha alimentato lo stato di rabbia della popolazione della regione di Hadramawt, scaturito dal perdurante deterioramento delle condizioni di vita. Ad essere accusate sono le autorità legate al governo legittimo yemenita e le forze d’élite Hadrami. Queste ultime ricevono il sostegno della coalizione internazionale a guida saudita, impegnata nel conflitto yemenita per contrastare i ribelli sciiti Houthi. In particolare, Riad fornisce loro finanziamenti, mentre gli Stati Uniti hanno offerto loro sostegno tecnico per liberare la città di al-Mukalla da al-Qaeda.

Sulla scia di quanto avvenuto nei mesi precedenti, il Qatar ed il suo alleato turco stanno provando a conquistare un ruolo sempre maggiore in Yemen, attraverso il sostegno a movimenti politici affiliati alla Fratellanza Musulmana, tra cui la cosiddetta Corrente di Doha. Ciò implica mettere in cattiva luce il ruolo di Riad e Abu Dhabi in Yemen, con il fine ultimo di formare un nuovo blocco “anti-legittimità”, caratterizzato da un avvicinamento tra ribelli Houthi e Fratelli Musulmani, a livello sia politico sia militare.

Hadramawt, a detta delle fonti di al-Arab, è da includersi tra i governatorati inclusi nel “complotto qatariota”. Qui, attivisti delle regioni meridionali yemenite si sono detti sorpresi per la retorica impiegata da Ba’oom nel criticare le milizie filo-emiratine, lasciando presagire un loro rovesciamento, a favore delle forze fedeli alla Fratellanza stanziate presso Wadi Hadramawt, un distretto ricco di risorse petrolifere. A tal proposito, Mansour Saleh, vicecapo del dipartimento per i media del Consiglio di Transizione meridionale, ha riferito che la popolazione locale ha il diritto di chiedere servizi migliori in una regione che contribuisce, grazie alle proprie risorse, alle ricchezze dello Stato. Tuttavia, è stato evidenziato, non bisogna sottovalutare un tale clima di ribellione e sofferenza, che potrebbe essere sfruttato da alcuni per realizzare i propri piani.

Il piano del blocco “anti-legittimità” riguarda soprattutto la costa occidentale yemenita e quattro governatorati, nello specifico Ma’rib, Shabwa, Taiz e al-Mahra. Questi sono caratterizzati da un clima ostile al ruolo saudita in Yemen, dove l’asse Doha-Ankara non avrebbe difficoltà a mettere in luce i difetti della coalizione guidata da Riad. Circa la situazione a Shabwa, al-Arab ha riferito che i movimenti politici filo qatarioti, posti a controllo di tale governatorato, hanno delineato un piano “politico e mediatico” che porterebbe all’allontanamento delle forze della coalizione, facendo leva sul fatto che queste impediscono la ripresa delle operazioni di esportazione di gas naturale liquefatto dal porto di Balhaf. In realtà, è stato riferito, l’obiettivo della Fratellanza è impadronirsi dei ricavi di tali attività, così da finanziare il proprio gruppo e consentirgli di condurre una lotta contro il Consiglio di Transizione meridionale.  

Secondo alcuni esperti, contrastare le forze legittime e del Consiglio di Transizione Meridionale a Shabwa è l’inizio di un piano in cui è l’ala dei Fratelli Musulmani all’interno del governo yemenita a svolgere un ruolo rilevante. Questa otterrebbe finanziamenti dal Qatar, volti poi a preparare un intervento turco in Yemen. La Turchia interverrebbe, quindi, secondo un tacito accordo, stipulato anche con i “delegati di Teheran”, gli Houthi, che le consentirebbe di controllare le province meridionali proprio grazie all’aiuto di esponenti della Fratellanza infiltrati nel governo yemenita, membri della “Corrente di Doha” e del partito “al-Islah”.

Come rivelato in precedenza dal medesimo quotidiano al-Arab, l’asse Qatar-Turchia -Iran sta cercando di formare una vasta coalizione che includa i Fratelli Musulmani, gli Houthi, un gruppo filoiraniano meridionale guidato da Hassan Ba’oom, e alcuni leader del partito del Congresso del Popolo Generale, fedeli ai ribelli Houthi. Tale alleanza includerebbe, poi, un certo numero di leader del governo yemenita che sono stati accusati di “opportunismo politico”, come il ministro degli interni, Ahmed al-Misri, l’ex ministro dei trasporti, Saleh al-Jabwani, e il vicepresidente del Parlamento, Abdul Aziz Jabbari, oltre ad alcuni consiglieri che hanno recentemente espresso opposizione nei confronti dell’alleanza araba e hanno chiesto un riavvicinamento con le milizie Houthi.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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