Libia: l’ONU condanna gli scontri tra le milizie di Tripoli

Pubblicato il 26 settembre 2020 alle 18:31 in Africa Libia

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La Missione di supporto dell’Onu in Libia(UNSMIL) ha condannato, nella sera del 25 settembre, gli scontri avvenuti durante la giornata in un’area residenziale della capitale Tripoli tra due milizie interne al Governo di Accordo Nazionale (GNA), con a capo il premier Fayez Al-Sarraj, che hanno visto l’impiego di armi pesanti.

In particolare, la UNSMIL si è detta “estremamente preoccupata” per i combattimenti avvenuti nel sobborgo orientale di Tajoura, ad Est della capitale, in quanto i combattenti avrebbero utilizzato armi pesanti in un quartiere abitato da civili, causando danni alle loro proprietà private e mettendone la vita a repentaglio. Per tali ragioni, la UNSMIL ha ricordato alle parti gli obblighi derivanti dalla legge internazionale umanitaria e ha chiesto al GNA l’elaborazione di urgenti riforme in materia di sicurezza.

Gli scontri a cui ha fatto riferimento la UNSMIL sono iniziati nella notte tra il 24 e il 25 settembre, per cause ancora da chiarire, tra le milizie Al-Dhaman e Usood Tajura, entrambe leali al GNA, e si sarebbero protratti fino al mezzogiorno del 25 settembre. Negli scontri in questione avrebbero perso la vita 3 persone e sarebbero stati riportati più feriti da entrambe le parti. Secondo alcune indiscrezioni, ancora da confermare, ad innescare il combattimento sarebbe stata la milizia Usood Tajura, la quale avrebbe ucciso un membro della Al-Dhaman che, in risposta, avrebbe deciso di togliere la vita al suo comandante.

Nel corso della giornata, il ministro della Difesa del governo di Tripoli, Salah Eddine al-Namrouch, ha minacciato di intervenire per placare gli scontri se non si fossero interrotti immediatamente e ha ordinato che le due milizie coinvolte vengano smantellate e che i rispettivi capi siano portati di fronte ad un procuratore militare. Nel corso della giornata, poi, la Joint Security Force, la milizia interna al GNA maggiormente fedele ad Al-Sarraj, è stata inviata sul luogo dello scontro per imporre il cessate il fuoco.

L’area di Tajoura è stata una delle zone maggiormente colpite della capitale durante l’offensiva lanciata contro Tripoli dalle forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), con a capo il generale Khalifa Haftar, lo scorso 4 aprile 2019 e respinta dal GNA il 4 giugno dell’anno successivo, anche grazie al sostegnomilitare della Turchia.

Oltre a questo, la capitale libica in generale è stata anche teatro di recenti proteste della popolazione che aveva lamentato la scarsità e la precarietà delle proprie condizioni di vita. Parlando in occasione della 75esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 24 settembre, Al-Sarraj ha dichiarato che il GNA avrebbe garantito il rispetto dei diritti dei cittadini libici, tra cui quello di esprimersi pacificamente, e aveva affermato che il suo esecutivo stesse lavorando per migliorare le condizioni di vita della popolazione, ottenendo risultati concreti, anche grazie alla collaborazione con la UNSMIL.

La Libia è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica e, al momento, vede il fronteggiarsi delle milizie del GNA e di quelle del LNA.

Il GNA di al-Sarraj è il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia, è nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017 ed è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze del LNA, vicine al governo di Tobruk con a capo Aguila Saleh,  a livello internazionale sono,invece, sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

Al momento, tuttavia, sono in corso negoziati sia tra le parti interne alla Libia, anche sotto l’egida dell’Onu, in Marocco e in Svizzera per trovare una soluzione pacifica al conflitto ed è prevista la loro ripresa proprio tra le giornate del 26 e del 27 settembre. Dal 21 agosto scorso, il premier GNA e il presidente della Camera dei Rappresentanti del governo di Tobruk, Aguila Saleh, avevano annunciato un cessate il fuoco interno alla Libia che consenta al Paese di istituire un governo rappresentativo di tutta la Nazione. A tal proposito, lo scorso 16 settembre, lo stesso Al-Sarraj si era detto disposto a dimettersi entro la fine del mese di ottobre, periodo previsto per la nomina di un nuovo premier e per la formazione un nuovo organo esecutivo.

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Camilla Canestri

di Redazione

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