Il fatto più importante della settimana, Europa e Immigrazione

Pubblicato il 25 settembre 2020 alle 7:01 in Immigrazione

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Il 23 settembre, la Commissione Europea ha proposto un nuovo piano per l’immigrazione, basato su un “Meccanismo di Solidarietà Obbligatoria”. Cosa prevede e quali sono i passaggi più discussi. 

Di fronte alla crescente crisi migratoria, l’Unione Europea deve concordare un sistema per gestire questi flussi a lungo termine, come ha sottolineato la presidentessa della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, presentando la nuova proposta, il 23 settembre. “La migrazione è un tema complesso, il vecchio sistema per affrontarlo in Europa non funziona più”, ha aggiunto. Il sistema migratorio dell’UE è stato sottoposto a crescenti pressioni negli ultimi anni e i Paesi situati agli estremi dell’Unione sono stati fortemente penalizzati e non sufficientemente supportati. Dall’altra parte, i Paesi non direttamente toccati dal fenomeno sono intervenuti solo su base volontaria, non garantendo una gestione adeguata di una crisi sempre più pressante. 

Il nuovo piano per l’immigrazione è stato elaborato a seguito del devastante incendio del 9 settembre nel campo profughi di Moria, il più vasto d’Europa, situato sull’isola greca di Lesbo. Tale evento ha lasciato circa 12.000 migranti e rifugiati senza un tetto, riportando i riflettori sulle politiche migratorie dell’UE. “Dobbiamo trovare soluzioni sostenibili sulla migrazione”, ha affermato la Von der Leyen, il 23 settembre. “Moria è un duro promemoria”, ha aggiunto. Prima dell’annuncio della nuova proposta per l’immigrazione, il 22 settembre, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) hanno esortato l’UE a rispettare il diritto fondamentale di chiedere asilo. Queste hanno affermato che l’attuale approccio del blocco è “impraticabile, insostenibile e spesso comporta conseguenze umane devastanti”. 

In una proposta di 450 pagine, la Commissione Europea, che rappresenta l’organo esecutivo dell’UE, ha presentato cinque regolamenti nuovi e modificati. L’elemento più controverso del piano è l’imposizione ad ogni Stato di un obbligo legale di ospitare un numero assegnato di rifugiati e di avviare politiche di supporto, sulla base di una “solidarietà obbligatoria”. La Commissione ha affermato in precedenza che la solidarietà non significa solo accogliere i migranti, ma anche, ad esempio, inviare forniture mediche o attrezzature dove è necessario. In cambio, ogni Paese riceverebbe 10.000 € per ogni adulto accolto, finanziato dal bilancio del blocco. Lo screening all’ingresso viene consentito per ragioni sanitarie o relative alla sicurezza nazionale. In caso un individuo rappresenti una minaccia per quest’ultima ragione, la Germania ha proposto una valutazione preliminare in cui si possano escludere coloro che non hanno basi per presentare una domanda d’asilo.

La Commissione vuole anche accelerare le procedure di richiesta di asilo, per determinare rapidamente se una persona è ammissibile ed evitare ai richiedenti i prolungati periodi di incertezza nei campi. Inoltre, i Paesi dell’UE con frontiere esterne sarebbero sottoposti a un monitoraggio più attento per garantire il rispetto delle norme, a seguito delle molteplici segnalazioni di respingimenti illegali dall’Ungheria, Croazia, Grecia o Malta. Le persone soccorse in mare dovrebbero essere ricollocate nel blocco e non rimandate indietro. Inoltre, la Commissione ha raccomandato agli Stati membri di non criminalizzare gli enti coinvolti in tali salvataggi. In tempi di immigrazione regolare, tutti gli Stati dell’UE sarebbero obbligati ad intervenire ricollocando e rimpatriando persone, o offrendo assistenza materiale sul campo nei Paesi di arrivo. Nel caso un Paese fosse sottoposto ad una forte pressione migratoria, potrebbe attivare un meccanismo di crisi in base al quale gli Stati dell’UE sarebbero obbligati ad accogliere gli individui o, nella peggiore delle ipotesi, a rimandarle indietro. Per come è stato formulato, il piano presentato dalla Commissione potrebbe entrare in vigore entro il 2023, tuttavia, deve ancora essere approvato dal Parlamento Europeo. 

Il fatto più importante della settimana è una rubrica a cura della Redazione di Sicurezza Internazionale.

Tutti i venerdì. 

 

di Redazione

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