Kosovo: arrestato per crimini di guerra l’ex comandante dell’UCK

Pubblicato il 25 settembre 2020 alle 7:18 in Europa Kosovo

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La Camera Specialista del Kosovo, un tribunale con sede all’Aia che si occupa di crimini di guerra, ha dichiarato, giovedì 24 settembre, che un ex comandante dell’UCK, Salih Mustafa, è stato arrestato dai pubblici ministeri e trasferito nei Paesi Bassi. La sigla UCK corrisponde al noto Esercito di Liberazione del Kosovo, un’organizzazione paramilitare kosovaro-albanese, inserita nel 1998 nella lista ONU delle organizzazioni terroristiche. Il gruppo ha operato in Kosovo e nella vicina vallata di Preševo, nella parte meridionale della Serbia Centrale, prima dello scoppio della guerra, nel febbraio 1998.

Mustafa è stato comandante del UCK durante il conflitto. Nella dichiarazione di giovedì 24 settembre, il tribunale ha reso noto di aver confermato un atto di accusa e un mandato di arresto contro l’individuo. Non è noto, tuttavia, quali accuse specifiche dovrà affrontare e chi sarà nominato suo avvocato. Secondo il diritto internazionale, Mustafa è presunto innocente fino a prova contraria. L’uomo è stato condotto in un centro di detenzione all’Aia e comparirà davanti al giudice istruttore. Ai sensi della legge sulle Camere specialistiche e sull’Ufficio del procuratore specializzato, una persona contro la quale è stato confermato un atto d’accusa deve, in base a un ordine o un mandato d’arresto, essere presa in custodia. “Il signor Mustafa è stato trasferito nelle strutture di detenzione delle Camere specialistiche del Kosovo all’Aia e comparirà davanti al giudice istruttore senza indebito ritardo”, ha sottolineato il tribunale nella sua dichiarazione. Secondo quanto riportato dai media albanesi, Mustafa sarebbe attualmente un dipendente del ministero dell’Interno mentre in passato avrebbe assolto il ruolo di consigliere per l’intelligence dell’ex primo ministro kosovaro, Agim Ceku.

Il 24 giugno, il procuratore della Camera specialistica aveva rilasciato un atto d’accusa contro il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità, inclusi quasi 100 omicidi. Il 13 luglio, il capo di Stato si era recato al tribunale dell’Aia per essere interrogato per la prima volta davanti alla Corte. L’uomo, tuttavia, nega il proprio coinvolgimento nei crimini e afferma di essere stato ingiustamente accusato. In tale contesto, l’incriminazione del presidente kosovaro non è definitiva, e un giudice impiegherà diversi mesi per decidere se il caso costruito dalla procura speciale sia abbastanza solido per istituire un processo.

La Camera Specialistica è stata istituita all’Aia nel 2015 per gestire i casi di presunti crimini commessi dai militanti dell’UCK durante la guerra che ha portato all’indipendenza del Kosovo dalla Serbia. L’ufficio del procuratore specializzato ha sede nei Paesi Bassi, in parte per garantire la protezione dei testimoni. Il tribunale è disciplinato dalla legge del Kosovo ma è composto da giudici e pubblici ministeri internazionali.

Le accuse di crimini di guerra contro l’UCK sono emerse per la prima volta in un rapporto del 2011 dell’agenzia per i diritti del Consiglio d’Europa, il quale accusava i guerriglieri di aver ucciso civili serbi e oppositori politici di etnia albanese durante l’insurrezione.

Gli sforzi locali per indagare sui presunti crimini di guerra sono stati finora sventati dalle intimidazioni diffuse nel piccolo Stato balcanico, dove le lealtà dei clan sono molto profonde.

Il 17 febbraio 2008, il Kosovo ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza dalla Serbia, sostituendo l’amministrazione sponsorizzata dall’Onu che era stata creata dopo il bombardamento del Paese da parte della NATO nel 1999. L’azione dell’Alleanza, che ha fatto ritirare dal territorio kosovaro le forze serbe e jugoslave, aveva come obiettivo l’interruzione della dura repressione delle proteste interne da parte del governo serbo, tra cui l’uccisione e l’espulsione dei cittadini albanesi dal territorio kosovaro. La popolazione locale è composta al 90% da persone di origine albanese. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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