Francia: attacco vicino all’ex sede di Charlie Hebdo

Pubblicato il 25 settembre 2020 alle 14:03 in Europa Francia

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In Francia, intorno alle 12.00 di venerdì 25 settembre, 2 persone sono state accoltellate nell’undicesimo arrondissement di Parigi, vicino ai vecchi uffici della redazione di Charlie Hebdo, il settimanale satirico colpito da un attentato terroristico il 7 gennaio 2015. Due uomini sono stati fermati davanti all’Opera della Bastiglia in quanto sospettati di essere gli autori dell’attacco. I due sono in stato di fermo ed è stata aperta un’inchiesta per tentato omicidio a scopo terroristico. Sulla scena dell’incidente, la polizia ha rinvenuto anche un pacco sospetto, che tuttavia non conteneva esplosivi.

Dei feriti, uno versa in gravi condizioni. Le vittime sono state identificate. Si tratta di due giornalisti di “Premiere Ligne Television”, un’emittente televisiva che si trova nello stesso ufficio dell’ex sede di Charlie Hebdo. Una lama è stata trovata sul luogo, con alcune fonti che l’hanno definita un machete, altri una mannaia.

Le autorità locali hanno chiesto ai cittadini di evitare la zona e hanno dichiarato che un’operazione di polizia è in corso in un distretto nord-orientale della capitale. Il vicesindaco, Emmanuel Gregoire, ha scritto su Twitter che le forze dell’ordine continuano a dare la caccia a un individuo “potenzialmente pericoloso”. Il municipio dell’undicesimo arrondissement, dove è avvenuto l’attacco, ha deciso di chiudere scuole, asili e residenze per anziani in seguito a motivi di sicurezza.

Il primo ministro francese, Jean Castex, ha riferito che è prevista a breve una riunione di emergenza presso il Ministero dell’Interno. Il presidente Emmanuel Macron, secondo fonti locali, sta intanto seguendo la vicenda dall’Eliseo.

Il 2 settembre, si è aperto a Parigi il processo contro 14 presunti complici dei terroristi islamici che, il 7 gennaio 2015, hanno attaccato la sede della rivista satirica Charlie Hebdo. Il gruppo dovrà affrontare accuse che includono il finanziamento al terrorismo, l’appartenenza a un’organizzazione terroristica e la fornitura di armi agli aggressori. 

Nella strage seminata a Parigi e durata tre giorni, i due fratelli franco-algerini Said e Cherif Kouachi, 32 e 34 anni, fecero irruzione negli uffici della redazione armati di fucili d’assalto AK-47 e dichiarandosi membri di al-Qaeda nella penisola arabica (AQAP). Una volta entrati, i terroristi aprirono il fuoco contri i dipendenti urlando in arabo “Allahu Akbar” (“Dio è grande”) e uccidendo complessivamente 12 persone. Tra le vittime si contarono il direttore Stephane Charbonnier, che si firmava Charb, e i tre vignettisti Georges Wolinski, Cabu (Jean Cabut) e Tignous (Bernard Verlhac). Dopo essere fuggiti a bordo di una Citroen C3 nera, gli attentatori si imbatterono in un’auto della polizia, contro cui aprirono nuovamente il fuoco, uccidendo il brigadiere 42enne Ahmer Meraber, di religione musulmana e padre di due figli. Nel frattempo, l’8 gennaio, un terzo terrorista, Amedy Coulibaly, conoscente di Cherif Kouachi, uccise a colpi di arma da fuoco un agente di polizia presso Montrouge, nella periferia meridionale di Parigi, per poi fuggire. Lo stesso uomo, il 9 gennaio, uccise anche quattro uomini ebrei in un supermercato kosher. In un video, Coulibaly dichiarò di aver agito in nome dello Stato Islamico. Dopo giorni di inseguimento senza sosta, tutti e tre i terroristi furono rintracciati e uccisi dai colpi delle forze di sicurezza francesi.

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Chiara Gentili

di Redazione

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