Il sostegno degli USA al Sudan passa per Israele

Pubblicato il 24 settembre 2020 alle 6:01 in Sudan USA e Canada

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Il Segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha affermato che esiste una “finestra unica e stretta” che garantirebbe il sostegno statunitense al Sudan. Questa passa per la “normalizzazione” delle relazioni diplomatiche con Israele. 

Il nuovo governo a guida civile del Sudan, da parte sua, sta cercando di essere rimosso dalla lista nera degli Stati Uniti degli “Stati sponsor del terrorismo”. Washington, da parte sua, vorrebbe che il Paese diventasse l’ultimo stato arabo a riconoscere Israele, una causa significativa per la base elettorale del presidente Donald Trump. “Gli Stati Uniti hanno un’opportunità irripetibile per garantire che venga finalmente fornito un risarcimento alle vittime degli attacchi terroristici organizzati da al-Qaeda del 1998 contro le ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania”, ha scritto Pompeo in una lettera ai senatori, . “Abbiamo anche una finestra unica e ristretta per sostenere il governo di transizione a guida civile in Sudan che si è finalmente sbarazzato della dittatura islamista che in precedenza guidava quel Paese”, ha scritto il segretario di Stato. 

Gli Stati Uniti hanno ripristinato le relazioni con il Sudan dopo la deposizione dell’ex leader Omar al-Bashir l’11 aprile 2019. Le manifestazioni che hanno portato alla sua caduta erano iniziate il 19 dicembre 2018 e avevano duramente attaccato i 30 anni di regime autoritario di al-Bashir, caratterizzato da conflitti interni, isolamento internazionale e profondi problemi economici. Il paese è a un anno dall’inizio di una transizione politica di 39 mesi in cui militari e civili condividono il potere. Colpita da decenni di sanzioni statunitensi e dalla cattiva gestione delle finanze pubblica sotto il governo di al-Bashir, l’economia sudanese è a rischio di caduta libera. Il tasso di inflazione annuale è superiore al 100% e la carenza di elettricità, pane, carburante e medicine è cronica. La valuta ha recentemente raggiunto un minimo record di 150 sterline sudanesi rispetto al dollaro, con un tasso ufficiale intorno a 55. Il debito estero ammonta a oltre il 190% del PIL, attualmente vicino ai 60 miliardi di dollari.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che si aspetta di vedere altri Stati arabi seguire le orme dei governi degli Emirati Arabi Uniti e del Bahrein. Questi ultimi hanno firmato i famosi accordi di normalizzazione con Tel Aviv il 15 settembre, durante una cerimonia svoltasi alla Casa Bianca. I patti hanno reso, rispettivamente, EAU e Bahrein il terzo e il quarto Paese arabo a riconoscere la sovranità dello Stato d’Israele. Il primo era stato l’Egitto, nel 1979, e poi la Giordania, nel 1994. A seguito della nuova intesa e della “normalizzazione” dei rapporti tra i Paesi del Golfo e Tel Aviv, migliaia di palestinesi si sono detti indignati e preoccupati dalla nuova posizione del mondo arabo, che li aveva da sempre supportati contro l’occupazione israeliana. La mossa è stata definita dai palestinesi un vero e proprio “tradimento” che indebolisce ulteriormente la posizione panaraba basata sul principio della normalizzazione dei rapporti con Israele in cambio del ritiro israeliano dal territorio occupato e dal riconoscimento della Palestina come uno Stato indipendente.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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