Marocco: l’Europa a sostegno della Green Generation

Pubblicato il 24 settembre 2020 alle 16:51 in Europa Marocco

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L’Unione Europea ha stanziato circa 200 milioni di euro per sostenere il Regno marocchino nello sviluppo dell’industria alimentare e delle aziende agricole. La mossa è da inserirsi nel piano “Marocco Verde”, lanciato da Rabat nel 2008, e nella strategia “Green Generation 2020-2030”.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Arab, la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha offerto finanziamenti al Marocco finalizzati a sostenere le industrie agricole marocchine, le quali rappresentano una fonte di reddito rilevante per le casse del Regno, ma che devono far fronte alle ripercussioni derivanti dalla pandemia di coronavirus e dai periodi di siccità. In particolare, il prestito ammonta a 200 milioni di euro e consentirà al governo di Rabat di perseguire gli obiettivi delineati con le strategie di sviluppo “Marocco Verde” del 2008 e la più recente “Green Generation 2020-2030”.

Quest’ultima è stata lanciata nel mese di febbraio scorso e mira a creare circa 350.000 posti di lavoro nel settore agricolo, della pesca e degli altri ambiti correlati, destinati soprattutto per i più giovani, oltre ad aumentare le esportazioni agricole a 6,4 miliardi di dollari e il prodotto interno lordo (PIL) agricolo a 26,5 miliardi di dollari entro il 2030. A tal proposito, il direttore regionale per l’agricoltura nella regione Casablanca-Settat, Abdel-Rahman Al-Nayli, ha confermato ad Al-Arab che la strategia ha l’obiettivo di stimolare investimenti nel settore agricolo e si basa su due elementi cardine, “l’elemento umano e lo sviluppo agricolo”. I finanziamenti già attivati dal governo marocchino e integrati con i fondi europei sono stati indirizzati a diversi attori dell’industria agricola e alimentare, dalle cooperative alle piccole e medie imprese fino alle aziende maggiori.

Il tutto ha un obiettivo principale, ovvero aumentare il tasso di occupazione della popolazione, andando così a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie. Il presidente della Federazione nazionale delle aziende agroalimentari, Talib Abdel Moneim Al-Alij, ha poi dichiarato che la strategia è volta ad accrescere la competitività delle industrie alimentari locali, rendendole un settore strategico, e a sostenere e valorizzare la produzione locale. Circa i fondi stanziati dall’UE, Tariq Sijilmassi, Presidente del Consiglio per la gestione dei prestiti agricoli, ha affermato che l’accordo costituisce un primo passo verso la creazione di una partnership forte e sostenibile tra la sua istituzione e la Banca europea per gli investimenti, a beneficio del mondo rurale e agricolo.

Anche Emma Navarro, vicepresidente della BEI, ha confermato che il settore privato è una priorità per la propria istituzione, e che, questa, attraverso l’accordo raggiunto con Rabat, desidera sostenere le piccole e medie imprese che operano in un settore considerato vitale per l’economia marocchina. La BEI, inoltre, mobiliterà ulteriori risorse affinché il Marocco possa sviluppare il settore agricolo e attrarre investimenti. Ciò avverrà altresì attraverso un’assistenza tecnica mirata che consentirà, da un lato, di sostenere la digitalizzazione del settore e l’uso della tecnologia dei big data e, dall’altro lato, lo sviluppo di nuove procedure e misure a beneficio dell’ambiente.

Il settore agricolo contribuisce per il 19% al prodotto interno lordo marocchino, proveniente per il 15% dall’agricoltura e per il 4% dall’industria. Stando ai dati forniti dal Ministero dell’agricoltura, della pesca, dello sviluppo rurale, delle risorse idriche e delle foreste, già nel 2019 era stato registrato un aumento delle esportazioni dei prodotti agroalimentari dell’8%, rispetto all’anno precedente, il 2018. Per la stagione 2020-21 è poi previsto un ulteriore aumento, che potrebbe toccare anche il 10%.

Tali dati risultano essere rilevanti per un Paese in cui l’’agricoltura svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio macroeconomico, sostenendo costi sociali notevoli, dando lavoro a più di 4 milioni di persone nel mondo rurale e creando circa 100.000 posti di lavoro nel settore agroalimentare. Si tratta, pertanto, di un settore che potrebbe sostenere il Regno nell’affrontare le ripercussioni economiche della pandemia di Covid-19. Secondo le statistiche degli ultimi mesi, l’occupazione in Marocco ha segnato una perdita di oltre 726.000 posti di lavoro, che rappresentano il 20% della forza lavoro nelle imprese strutturate, e il deficit di bilancio del Paese, escludendo l’impatto delle privatizzazioni, dovrebbe peggiorare fino a raggiungere il 7,6% del Prodotto Interno Lordo (PIL) del 2020, dal 4,1% del 2019, per poi migliorare al 5% nel 2021. Riguardo al debito del Tesoro, questo dovrebbe salire al 75,3% del PIL nel 2020, dal 65% del 2019, e poi aumentare leggermente al 75,4% anche nel 2021.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo 

di Redazione

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