Di Maio interviene a margine dell’Assemblea Generale dell’ONU

Pubblicato il 24 settembre 2020 alle 17:37 in Europa Italia

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Il Ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha partecipato ad un evento sulla pena di morte organizzato dall’Italia a margine dell’Assemblea Generale dell’ONU, in collaborazione con l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR) e UN Women.

Secondo quanto riferito dal sito ufficiale della Farnesina, l’iniziativa è stata co-sponsorizzato da Gambia, Unione Europea e Amnesty International ed è intitolata: “Death Penalty and Gender Dimension: exploring disadvantage and systemic barriers influencing death sentences”, in italiano “Pena di Morte e Valenza del Genere: esplorando lo svantaggio e le barriere sistemiche che influenzano le sentenze capitali”. L’evento ha avuto luogo dalle ore 16.00 alle ore 18.00 ed è stato trasmesso in streaming sulla Web TV delle Nazioni UniteL’iniziativa si inquadra nel ciclo di eventi di sensibilizzazione contro la pena di morte promossi negli ultimi anni insieme all’OHCHR, in occasione della presentazione in Assemblea Generale della risoluzione biennale per una moratoria universale dell’uso della pena di morte. Quest’anno, in coincidenza con il 25° anniversario della Conferenza di Pechino, l’evento intende approfondire l’impatto della pena di morte sulle donne.

Le Nazioni Unite hanno organizzato quattro conferenze mondiali sulle donne. Queste hanno avuto luogo a Città del Messico nel 1975, a Copenaghen nel 1980, a Nairobi nel 1985 e a Pechino nel 1995. L’ultima è stata seguita da una serie di revisioni quinquennali. La quarta conferenza mondiale sulle donne tenutasi a Pechino nel 1995 ha segnato una svolta significativa per l’agenda globale per l’uguaglianza di genere. La dichiarazione di Pechino e la piattaforma d’azione, adottata all’unanimità da 189 Paesi, è un’agenda per l’emancipazione femminile e considerata il documento politico chiave globale sull’uguaglianza di genere. Questa ha fissato obiettivi strategici e azioni per il progresso delle donne e il raggiungimento dell’uguaglianza di genere in 12 aree critiche di interesse: Donne e povertà, Istruzione e formazione delle donne, Donne e salute, Violenza contro le donne, Donne e conflitti armati, Donne ed economia, Donne al potere e processo decisionale, Meccanismo istituzionale per la promozione delle donne, Diritti umani delle donne, Donne e media, Donne e ambiente, La bambina. La conferenza di Pechino si è basata sugli accordi politici raggiunti nelle tre precedenti conferenze globali sulle donne e ha consolidato cinque decenni di tentativi volti a migliorare la situazione di disuguaglianza delle donne nel diritto e nella pratica. 

Intanto, la 75° sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU, avviata il 22 settembre, arriva in un anno complesso per la comunità internazionale. I partecipanti hanno inviato i propri discorsi pre-registrati, senza possibilità di confronto, che sono stati poi proiettati all’Assemblea, dove i presenti erano in numero limitato, distanziati e indossavano le mascherine. La pandemia di coronavirus ha sconvolto anche le Nazioni Unite, in un momento segnato inoltre dalle grandi tensioni nell’arena internazionale, a seguito della crescente contrapposizione tra Stati Uniti e Cina. I leader delle due maggiori economie del mondo hanno tenuto discorsi diametralmente opposti, proprio mentre le relazioni bilaterali tra i due Paesi hanno raggiunto il livello peggiore degli ultimi decenni. Il presidente degli Stati Uniti si è concentrato, come previsto, sull’attacco alla Cina e sulle responsabilità di Pechino nella diffusione della pandemia di coronavirus. L’attacco di Trump segue un trend anti-cinese che si è imposto a partire dal 23 marzo del 2018, quando la Casa Bianca ha avviato la cosiddetta “guerra commerciale” contro Pechino. Oltre due anni dopo, alla vigilia delle elezioni presidenziali del 3 novembre negli Stati Uniti, l’amministrazione continua ad attaccare la Cina, contro la quale ha intensificato gli scontri in numerosi ambiti, dalle dispute regionali asiatiche alle questioni relative alle pratiche sleali di commercio.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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