Congelati i beni di Navalny, mentre si trovava in ospedale

Pubblicato il 24 settembre 2020 alle 21:28 in Russia

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I conti bancari di Alexei Navalny sono stati congelati e il suo appartamento a Mosca è sotto sequestro. L’uomo, intanto, continua a riprendersi a seguito dell’avvelenamento, secondo quanto riferito dalla sua portavoce il 24 settembre

I beni di Navalny sono stati sequestrati il 27 agosto in relazione ad una causa intentata dalla società di catering di Mosca, la Moscow Schoolchild. L’attivista politico russo e alcuni sui alleati sono stati coinvolti in una disputa di lunga data con la società. “Questo significa che l’appartamento non può essere venduto, donato o ipotecato”, ha riferito la portavoce di Navalny, Kira Yarmysh, in un video pubblicato su Twitter, il 24 settembre. Nella controversia con la Moscow Schoolchild, un tribunale russo nell’ottobre 2019 aveva ordinato all’attivista russo, alla sua Fondazione anticorruzione, la FBK, e al suo alleato Lyubov Sobol di pagare 1.4 milioni di dollari di danni, per aver calunniato la società e averle causato un danno economico e morale. La Corte aveva quindi imposto la cancellazione di un video in cui era stata messa in dubbio la qualità del cibo fornito dalla società di catering. 

Yarmysh ha dichiarato che il tribunale aveva ordinato il recupero degli 88 milioni di rubli, 1.14 milioni di dollari, da Navalny, Sobol e dalla FBK esattamente 7 giorni dopo l’avvelenamento dell’uomo. “Questo è l’importo stimato in perdita di profitto per la Moscow Schoolchild a causa della mancata firma di un contratto per fornire cibo”, ha aggiunto la portavoce. La misura arriva a seguito di una forte attenzione mediatica riservata all’oppositore politico del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. I sostenitori affermano che le azioni legali e gli attacchi contro Navalny e la sua fondazione fanno parte di una campagna coordinata per paralizzare le loro attività. Le autorità russe, tuttavia, negano tali accuse.

Intanto, il 23 settembre, l’oppositore russo è stato dimesso dall’ospedale Charité di Berlino dopo essere stato ricoverato per 32 giorni, di cui 24 in terapia intensiva. I suoi medici hanno assicurato che, sebbene le condizioni dopo l’avvelenamento siano state gravi, il paziente potrà riprendersi completamente.La notizia è giunta in seguito a un comunicato della clinica: “La salute di Navalny è migliorata a sufficienza per poter essere dimesso dalle cure ospedaliere acute”. L’uomo ha lasciato l’ospedale nella serata di martedì, ha aggiunto la direzione della clinica tedesca. “Sulla base dei progressi del paziente e delle sue attuali condizioni, i medici curanti ritengono una ripresa completa sia possibile”, ha affermato la dichiarazione, specificando tuttavia che non è ancora chiaro quali saranno i potenziali effetti a lungo termine del veleno.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha dichiarato, il 3 settembre, che i test di laboratorio hanno confermato “inequivocabilmente” la presenza di un agente nervino di classe Novichok nel corpo di Navalny. Le autorità tedesche hanno assicurato che anche i laboratori francesi e svedesi sono giunti alle stesse conclusioni. I supporter del dissidente russo sostengono che una prova chiave sia la bottiglietta d’acqua recuperata dalla camera d’albergo di Navalny a Tomsk, dove ha soggiornato prima di ripartire per Mosca. L’uomo si era recato nella città siberiana per incontrare i propri alleati in vista delle elezioni regionali del prossimo settembre, nella capitale. Le autorità russe, dal canto loro, hanno respinto le accuse di coinvolgimento, negando che l’avvelenamento di Navalny sia da imputare a Mosca. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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