Sudafrica: apertura limitata dei confini dal primo ottobre

Pubblicato il 22 settembre 2020 alle 16:46 in Africa Sudafrica

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Il ministro dei Trasporti del Sudafrica, Fikile Mbalula, ha dichiarato che il Paese aprirà i confini il primo ottobre, ma adotterà un sistema basato sul rischio specifico per selezionare i viaggiatori che potranno accedere al proprio territorio nazionale. 

A partire dal primo ottobre riprenderanno tutti i viaggi internazionali, continentali ed extra continentali, ma solo dai Paesi con un basso tasso di infezione e trasmissione di Covid-19. Mbalula ha dichiarato che il governo adotterà lo stesso approccio utilizzato prima che il Sudafrica chiudesse i propri confini. “Ad esempio, se consideriamo gli Stati Uniti, probabilmente ci sarà un rischio elevato e quindi lo affronteremo come tale. Invece, gli Emirati Arabi Uniti saranno probabilmente considerati un Paese a basso rischio”, ha affermato il ministro. Questo ha poi sottolineato che il governo fornirà un elenco degli Stati i cui cittadini subiranno restrizioni all’ingresso. 

Utilizzando l’esempio degli Stati Uniti, Mbalula ha affermato che era possibile per i passeggeri imbarcarsi e volare ovunque da New York, a Miami o Los Angeles. Questo significa che tutto il Paese è nel suo complesso ad alto rischio. Stati come l’Italia e il Brasile potrebbero rientrare nell’elenco a basso rischio, nonostante in precedenza abbiano riportato un numero elevato di casi. Inoltre, ha specificato il ministro, l’Europa non sarà considerata come un’unica regione. Mbalula ha comunicato che la lista di Paesi sarà pubblicato entro il 25 settembre. “Ci stiamo aprendo perché vogliamo che le persone vengano con calma e inizino a viaggiare per svago e turismo. Ma il presidente ha ordinato di agire con cautela. Alla fine ci apriremo del tutto ma non può succedere tutto in una volta”, ha affermato. 

Il Sudafrica aveva annunciato una nuova chiusura, a partire dal 27 luglio. La decisione, comunicata dal presidente Cyril Ramaphosa il 23 luglio, è stata presa in seguito alla scoperta di nuovi focolai di coronavirus e alla crescita del numero di infezioni. Il Paese registra attualmente 662.000 casi ufficiali, con un incremento di 725 nelle ultime 24 ore e oltre 6.000 persone sono morte a causa del virus, di cui 39 nelle ultime 24 ore. Ramaphosa aveva anche annunciato il lancio di uno “storico” pacchetto di sostegno sociale ed economico, dal valore di circa 30 miliardi di dollari, per finanziare la risposta del sistema sanitario e assistere “i più bisognosi”. Secondo la Banca di Sviluppo africana, l’economia del Sudafrica, che è la più industrializzata del continente, dovrebbe contrarsi tra il 6,3% e il 7,5% a causa della pandemia.

Ciò che spaventa di più in Africa è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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