Regno Unito, coronavirus: annunciate nuove restrizioni

Pubblicato il 22 settembre 2020 alle 19:38 in Europa UK

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Il Regno Unito è a un “pericoloso punto di svolta” e “deve agire subito”, ha dichiarato il premier britannico, Boris Johnson, davanti alla Camera dei Comuni, martedì 22 settembre. Durante l’intervento, il primo ministro ha annunciato nuove restrizioni, tra cui la riduzione delle dimensioni delle celebrazioni nuziali e il divieto di sport di squadra al coperto, nonché il ritorno allo smart working. Le mascherine diventeranno obbligatorie per il personale della vendita al dettaglio e del settore alberghiero, oltre che per i passeggeri dei taxi, una richiesta chiave del sindaco di Londra, Sadiq Khan, che ha parlato con Johnson martedì mattina.

Il primo ministro ha specificato che le restrizioni potrebbero rimanere in vigore per un tempo di “6 mesi” e ha avvertito che non sarà tollerata la noncuranza. “Dopo sei mesi di restrizioni, speriamo che la minaccia sia svanita”, ha detto con fiducia Johnson. “Se non riusciamo ad agire insieme ora, non solo mettiamo a rischio gli altri, ma mettiamo a repentaglio il nostro futuro con l’azione più drastica che saremo inevitabilmente costretti a intraprendere”, ha aggiunto, alludendo all’eventualità di un secondo lockdown nazionale.

Oltre all’orario di chiusura delle 22:00 per pub, bar e ristoranti in Inghilterra, i luoghi dovranno far rispettare la “regola del sei” e l’allontanamento sociale. La nuova misura entrerà in vigore giovedì 24 settembre. “Questo non è affatto un ritorno al blocco totale di marzo, non stiamo impartendo istruzioni per rimanere a casa”, ha chiarito Johnson, sottolineando che scuole e imprese rimarranno aperte. “Ma stiamo chiedendo ancora una volta agli impiegati che possono lavorare da casa di farlo”, ha aggiunto, specificando comunque che lavoratori chiave stressati dovrebbero continuare a frequentare gli uffici.

Le nuove misure arrivano dopo un fine settimana di dibattito intenso tra ministri di governo e scienziati. Le indicazioni finali sono sembrate più morbide rispetto a quelle suggerite dai consiglieri scientifici del governo nelle ultime settimane, che avevano proposto un blocco completo della durata di circa 14 giorni da far funzionare come “interruttore” provvisorio. Il sindaco Khan ha accolto con favore le nuove misure, ma ha sottolineato che la capitale potrebbe aver bisogno di ulteriori restrizioni. “È chiaro che Londra ha esigenze uniche e devono essere esaminate misure aggiuntive appositamente elaborate per la città”, ha dichiarato un portavoce del sindaco.

Nel Regno Unito, i nuovi casi giornalieri stanno aumentando con una media di circa 6.000 persone positive e i ricoveri ospedalieri raddoppiano di settimana in settimana, mentre il sistema dei test sta cedendo. “La tendenza sta andando nella direzione sbagliata e siamo a un punto critico della pandemia”, ha dichiarato, lunedì 21 settembre, Chris Whitty, ufficiale medico del governo britannico. “Stiamo esaminando i dati per vedere come gestire la diffusione del virus in vista di un periodo invernale molto impegnativo”, ha aggiunto durante un briefing insieme a Patrick Vallance, il principale consulente scientifico dell’esecutivo di Londra.

Già qualche giorno fa, il 18 settembre, il premier Johnson ha avvisato il Paese di una possibile nuova fase di sacrifici e restrizioni. “Stiamo assistendo all’arrivo di una seconda ondata. È assolutamente, temo, inevitabile, in questo Paese”, ha dichiarato Johnson. L’aumento dei casi, a detta del premier, costringerà il governo a cercare di tenere sotto controllo la situazione in tutti i modi possibili, prendendo in considerazione anche l’introduzione di ulteriori misure restrittive. Il Regno Unito ha segnalato finora circa 400.000 casi di coronavirus con 41.877 decessi, secondo i dati raccolti dalla Johns Hopkins University.

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Chiara Gentili

di Redazione

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