Qatar: dispiegato il primo squadrone della forza spaziale USA

Pubblicato il 22 settembre 2020 alle 11:15 in Qatar USA e Canada

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Venti membri delle forze spaziali USA sono stati dispiegati in Qatar, presso la base di al-Udeid. Si tratta della prima operazione simile all’estero, il che ha sollevato diversi interrogativi.

La cosiddetta United States Space Force (USSF) è una delle forze armate degli Stati Uniti, responsabile di tutte le operazioni spaziali e nel cyberspazio, dei sistemi di lancio e dei suoi satelliti. Si prevede che, oltre ai 20 piloti, anche altri membri presto giungeranno in Medio Oriente, con il fine di monitorare le manovre dei “nemici” nello spazio e far fronte ad eventuali minacce per gli interessi di Washington nella regione. Altro obiettivo cardine è evitare “conflitti nello spazio”.

Come specificato dal quotidiano al-Arab, tale primo dispiegamento oltreoceano ha, però, sollevato diversi interrogativi sul reale obiettivo della mossa statunitense. In particolare, ci si chiede se le forze spaziali mireranno semplicemente a salvaguardare gli interessi USA dalla minaccia iraniana, o creeranno le condizioni per avviare una corsa agli armamenti al di fuori dei confini terrestri.

In realtà, spiega al-Arab, il deserto arabo ha già assistito a quella che gli esperti militari hanno nominato la prima “guerra spaziale” nel mondo, con riferimento all’operazione “Desert storm” del 1991, che ha visto l’intervento delle truppe terrestri e aeree statunitensi per espellere le forze irachene dal Kuwait. In tale occasione, l’esercito USA, per la prima volta, fece affidamento sulle coordinate GPS per informare le truppe della loro ubicazione nel deserto. Oggi, Washington ha davanti a sé nuove sfide da affrontare, poste dal programma missilistico e sul nucleare iraniano e dalla presenza di satelliti pericolosi che devono essere bloccati. Questa è l’idea espressa dal direttore delle forze spaziali ad Udeid, il colonnello Todd Benson, secondo cui è necessario prepararsi per difendersi da Paesi che sembrano essere sempre più aggressivi nello spazio.

Questa mossa ha provocato il dissenso di alcuni legislatori statunitensi, che considerano le USSF un progetto del presidente statunitense, Donald Trump, per mostrare la propria arroganza in vista delle elezioni presidenziali di novembre. Per il 2021, è stato previsto il raggiungimento di 16.000 uomini per le forze spaziali, e lo stanziamento di un budget pari a 15,4 miliardi di dollari.

In tale quadro, il capitano Ryan Vickers, un membro delle Forze spaziali appena nominato ad Al Udeid, ha affermato che l’esercito fa molto affidamento su comunicazioni satellitari anche in ambito marittimo. In particolare, le forze statunitensi utilizzano le coordinate GPS per tracciare le navi che attraversano i corridoi strategici del Golfo, così da assicurarsi che queste non entrino in acque internazionali di altri Paesi. Ciò è particolarmente importante per il conteso Stretto di Hormuz, più volte testimone di episodi di tensione.

La base aerea di al-Udeid in Qatar rappresenta la più grande base statunitense in Medio Oriente, e ospita oltre 5.000 soldati e decine di cacciabombardieri. In tale sede, il 22 maggio 2019, le forze armate del Qatar ed il Comando Centrale dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti avevano firmato un accordo sulle procedure operative standard per le forze della NATO presenti nel Paese. Non da ultimo, la base ospita un deposito di munizioni ed equipaggiamenti degli Stati Uniti, oltre ad aerei impiegati contro lo Stato Islamico e forze di altri membri della coalizione internazionale a guida statunitense anti-ISIS.

Nel corso del 2019, era stato dichiarato che, a seguito delle crescenti minacce, gli USA avrebbero ritirato le proprie forze da al-Udeid. Funzionari statunitensi hanno, però, negato tale “piano”, evidenziando il successo dell’operazione condotta dal comando centrale di al-Udeid dalla base aerea di Shaw, in North Carolina. Secondo una dichiarazione del comando centrale statunitense, la presenza della base di al-Udeid nella regione rappresenta una questione di valore, il che ha portato, nel 2018, a delineare un progetto di espansione, con l’obiettivo di costruire altresì caserme residenziali ed edifici di servizio per sostenere gli sforzi congiunti di sicurezza, e “migliorare la qualità della vita delle truppe”. 

Il Qatar viene considerato dagli Stati Uniti un partner eccellente. Per tale motivo, non è stata esclusa la possibilità che al-Udeid possa diventare una base permanente per Washington, nonché un impulso maggiore per rafforzare la cooperazione tra le parti in ambito militare ed il coordinamento delle operazioni delle proprie forze.  “L’Afghanistan, l’Iraq e la Siria sono tutti punti di accesso nella regione. Non esagero quando dico che l’80% del rifornimento aereo nella regione proviene da Al-Udeid”, aveva dichiarato, il 29 gennaio 2018, il ministro della Difesa qatarino, Khalid bin Mohammad Al-Attiyah.

In tale quadro, gli USA hanno di recente riferito di stare avviando le procedure per nominare il Qatar come “maggiore alleato fuori dalla NATO”, uno status che offre alle nazioni straniere vantaggi in settori come il commercio, la difesa e la cooperazione per la sicurezza. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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