Normalizzazione Israele- UAE: dalla diplomazia all’economia

Pubblicato il 22 settembre 2020 alle 12:33 in Emirati Arabi Uniti Israele

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Con la firma degli accordi che hanno normalizzato le relazioni di Israele con gli Emirati Arabi Uniti (UAE) e il Bahrein, Abu Dhabi e Tel Aviv hanno rafforzato le prospettive di cooperazione economica e commerciale, con il fine ultimo di aumentare il valore aggiunto e facilitare lo scambio di expertise.

Come riferito dal quotidiano al-Arab, a seguito della cerimonia del 15 settembre alla Casa Bianca, Israele e gli UAE hanno annunciato accordi in diversi settori, avviando una nuova fase di cooperazione economica e commerciale. In particolare, sono state esaminate intese riguardanti commercio, digitalizzazione e turismo, volte a facilitare lo scambio di merci e potenziare le attività di investimento nella regione mediorientale.

In tale quadro, il 21 settembre, la banca israeliana Leumi e la Dubai Ports World, una società di logistica multinazionale degli Emirati con sede a Dubai, hanno reso noto di aver siglato un memorandum di intesa volto ad aumentare gli scambi commerciali tra Israele ed i restanti Paesi mediorientali. In particolare, stando a quanto affermato da Leumi, definita uno dei maggiori istituti bancari israeliani, l’intesa include anche finanziamenti per lo sviluppo del settore portuale israeliano. La DP World ha invece parlato di “semplificazione dei requisiti di capitale circolante”, al fine di migliorare il flusso delle spedizioni e favorire soluzioni digitali per i servizi di logistica integrata, così da far fronte ad eventuali carenze nelle catene di approvvigionamento. Parallelamente, la DP World, di proprietà del governo, ha annunciato che collaborerà con un gruppo israeliano per partecipare alla gara inerente alla gestione di uno dei due porti principali in Israele.

Il gruppo emiratino “Al Habtoor” ha poi rivelato l’intenzione di aprire un ufficio di rappresentanza in Israele. Si tratta di una società che opera prevalentemente nei settori alberghiero, automobilistico, immobiliare, dell’istruzione e dell’editoria. L’ente israeliano con cui mira a stringere accordi è AMPA, attivo nel settore immobiliare, finanziario e industriale. A seguito di un meeting svoltosi il 20 settembre a Dubai, Khalaf Ahmad Al Habtoor, fondatore e presidente di Habtoor Group, e Shlomi Vogel, uno dei proprietari di AMPA, nonché suo presidente e amministratore delegato, hanno annunciato che le due parti hanno celebrato la firma dell’accordo di pace tra Emirati Arabi Uniti e Israele “con ciò che rappresenta una nuova tappa storica”.

Vogel, il quale possiede cantieri navali in Israele ed è il proprietario e direttore del gruppo Gold Bond, quotato alla Borsa di Tel Aviv, ha riferito che la pace tra Israele e UAE verrà ulteriormente rafforzata grazie ad una cooperazione di successo negli affari e nel commercio. Dal canto suo, Al-Habtoor ha sottolineato che i due Paesi hanno alcuni aspetti in comune, in quanto entrambi orientati al business e dipendenti dal talento e dall’ambizione umana più che dalle risorse naturali per costruire un’economia forte basata sull’innovazione. Al-Habtoor ha poi dichiarato: “Dall’annuncio della normalizzazione delle relazioni tra Emirati Arabi Uniti e Israele, abbiamo ricevuto un gran numero di richieste di cooperazione in diversi campi”, tra cui intelligenza artificiale, tecnologia, agricoltura e commercio. “Ci sono infinite possibilità e opportunità disponibili per entrambe le parti” ha aggiunto il rappresentante emiratino, sottolineando di volerne trarre vantaggio.

I nuovi legami di cooperazione tra Abu Dhabi e Tel Aviv hanno poi riguardato il turismo. Questi includerebbero anche il Bahrein, attraverso progetti e “pacchetti turistici” tripartiti. Il ministro del Turismo israeliano, Asaf Zamir, ha riferito di aver già discusso della situazione con le controparti emiratina e bahreinita. A tal proposito, è stato riferito che gli accordi riguardanti visti e autorizzazioni sono in “fase avanzata”.

Non da ultimo, la “Abu Dhabi Investment Office” ha dichiarato di voler aprire una rete di uffici di rappresentanza a livello internazionale, per supportare le aziende di tutto il mondo che cercano di stabilire ed espandere le proprie operazioni nell’Emirato di Abu Dhabi. Il primo di questi uffici potrebbe essere aperto proprio a Tel Aviv, così da facilitare la comunicazione tra le aziende e le istituzioni portatrici di innovazione per Abu Dhabi e Israele. Come riportato da al-Arab, la Abu Dhabi Investment Office ha avviato discussioni con “Invest in Israel”, con il Ministero dell’Economia e dell’Industria e altri organismi israeliani per sfruttare le opportunità di partnership e di investimento tra le aziende di entrambi i Paesi che operano perlopiù nei settori industriale, della tecnologia avanzata, anche in ambito agricolo, e della medicina.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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