Mediterraneo orientale: nasce un’organizzazione regionale per il mercato del gas

Pubblicato il 22 settembre 2020 alle 17:56 in Egitto Europa Medio Oriente

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Egitto, Cipro, Grecia, Israele, Italia, Giordania e Palestina hanno siglato, nella mattinata di martedì 22 settembre, la Carta dell’East Mediterranean Gas Forum (EMGF), un documento che istituisce ufficialmente, tra i Paesi firmatari, un’organizzazione internazionale regionale, con il suo quartier generale al Cairo. È quanto ha annunciato, in un comunicato stampa, il Ministero del Petrolio egiziano, specificando che la firma è avvenuta durante videoconferenza. La carta stabilisce una piattaforma regionale che riunisce produttori di gas, consumatori e Stati di transito al fine di promuovere un mercato sostenibile del gas. A rappresentare la Palestina c’era una delegazione dell’Autorità nazionale palestinese.

“L’EMGF costituisce un’iniziativa dell’Egitto molto importante, in quanto sfrutta al massimo le eccellenti relazioni e la cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo orientale, al fine di trovare modi per sviluppare nella miglior maniera possibile la ricchezza naturale della regione, e principalmente il gas naturale”, si legge nella dichiarazione. Il forum è stato istituito nel gennaio 2019 per “creare un mercato regionale del gas, ottimizzare lo sviluppo delle risorse, tagliare i costi delle infrastrutture, offrire prezzi competitivi e migliorare i legami commerciali”, ha chiarito il comunicato. Lo scopo del forum è quello di avere “un’organizzazione internazionale che rispetti i diritti dei membri relativamente alle risorse di gas naturale e petrolio, in conformità con i principi del diritto internazionale, e sostenga i loro sforzi a beneficio delle loro riserve e dell’uso delle infrastrutture”, recitava la dichiarazione redatta dall’East Mediterranean Gas Forum nel gennaio 2019.

Nell’ottobre 2018, Egitto, Grecia e Cipro avevano istituito l’EMGF per la prima volta, ma solo con la firma ufficiale di martedì 22 settembre, l’organismo è stato dichiarato organizzazione internazionale e ha accolto un gran numero di Paesi della regione, tutti affacciati sul Mediterraneo orientale. “Si tratta di un risvolto storico”, ha affermato il ministro del Petrolio egiziano, Tarek el Molla, durante l’evento in videoconferenza. “L’EMGF contribuirà a raggiungere la sicurezza e la stabilità nella regione”, ha aggiunto, sottolineando più volte lo slogan: “Energia per la pace e per lo sviluppo”.

Nell’ultimo incontro tenutosi prima della crisi del coronavirus, il 16 gennaio 2020, la Francia aveva presentato una richiesta ufficiale per aderire all’EMGF e anche gli Stati Uniti avevano espresso l’interesse ad entrare nell’organismo come “osservatori permanenti”. In tale occasione, i rappresentanti dei Paesi membri avevano firmato un accordo quadro per trasformare l’East Mediterranean Gas Forum in un’organizzazione internazionale regionale. 

La firma della carta arriva in un momento in cui la regione del Mediterraneo orientale si ritrova ad essere interessata da una nuova escalation delle tensioni tra Grecia e Turchia, con quest’ultima accusata di compiere trivellazioni “illegali” nelle aree che Atene considera poste sotto la sua giurisdizione. In più, Israele, Grecia e Cipro hanno raggiunto, nei mesi scorsi, un accordo per la creazione di un gasdotto nel Mediterraneo orientale, l’East Med, destinato a spedire gas in Europa, un progetto cui la Turchia si è fermamente opposta. L’intesa intergovernativa per la realizzazione di tale opera è stata firmata lo scorso 2 gennaio ad Atene tra il ministro greco dell’Ambiente e dell’Energia, Kostis Hadzidakis, e i propri omologhi di Cipro, Yiorgos Lakkotrypis, e di Israele, Yuval Steiniz. In tale occasione erano altresì presenti i primi ministri di Grecia e Israele, Kyriakos Mitsotakis e Benjamin Netanyahu, e il presidente cipriota, Nicos Anastasiades.

Nello specifico, il gasdotto Eastmed si estenderà per circa 1.900 chilometri sott’acqua, e costituirà un collegamento diretto tra Israele ed Europa. Secondo alcuni esperti, tale opera rappresenterà una fonte di energia alternativa per i Paesi europei, attualmente dipendenti in larga misura dalla Russia e dalla regione caucasica. Stando al progetto presentato, Eastmed partirà dalle riserve di gas naturale israeliane del bacino del Mar di Levante, presso il giacimento del Leviatano, per poi dirigersi verso Cipro, presso il Giacimento di Afrodite, verso Creta e infine in Grecia. Successivamente, da Atene il gas giungerà in Italia attraverso un altro gasdotto. Tale progetto, secondo le stime, ha un valore di circa 6 miliardi di euro e, nel giro di 7 anni, soddisferà il 10% del fabbisogno di gas naturale dell’Unione Europea. 

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di Redazione

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