L’Honduras decide di trasferire la sua ambasciata a Gerusalemme

Pubblicato il 22 settembre 2020 alle 6:31 in America centrale e Caraibi Israele

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L’Honduras ha annunciato che ha intenzione di trasferire la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, prima della fine dell’anno, mettendo fine alla sua politica di neutralità. La mossa, che arriva in un momento di grandi riavvicinamenti ufficiali in Medio Oriente, con diversi Paesi arabi che hanno ormai normalizzato le loro relazioni con Israele, rischia di innervosire ulteriormente i palestinesi.

“Ho appena parlato con il primo ministro Netanyahu per rafforzare la nostra alleanza strategica. Abbiamo deciso di organizzare l’apertura delle nostre ambasciate rispettivamente a Tegucigalpa e Gerusalemme”, ha scritto in un post su Twitter il presidente honduregno, Juan Orlando Hernandez. “Speriamo di fare questo passo storico prima della fine dell’anno, purché la pandemia lo consenta”, ha aggiunto.

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha confermato che l’intenzione di entrambi i Paesi è quella di aprire ed inaugurare le due ambasciate entro la fine del 2020. Israele attualmente non ha possiede un’ambasciata in Honduras, ma, ad agosto, ha aperto un ufficio diplomatico nel Paese dell’America centrale.

Diverse iniziative di Hernandez hanno segnato, da ormai un anno, una netta rottura con la tradizionale politica di neutralità del suo Paese nella questione del conflitto israelo-palestinese. Il presidente ha deciso di aprire un ufficio commerciale a Gerusalemme nel settembre 2019, come estensione dell’ambasciata honduregna a Tel Aviv. “L’Honduras riconosce Gerusalemme come capitale di Israele e siamo fiduciosi che questo riconoscimento sarà di grande benedizione e vantaggio reciproco”, ha dichiarato Hernandez il mese scorso.

L’Honduras possiede la seconda più grande popolazione di palestinesi in America Latina dopo il Cile. Solo due Paesi, Stati Uniti e Guatemala, hanno stabilito ambasciate a Gerusalemme.

La dichiarazione dell’Honduras fa seguito alle iniziative del presidente americano, Donald Trump, e del suo alleato israeliano Netanyahu, che questo mese hanno annunciato non solo la normalizzazione dei rapporti di Emirati Arabi Uniti e Bahrein con Israele ma anche la prossima apertura di due nuove ambasciate a Gerusalemme, quella del Kosovo e della Serbia.

Lo status di Gerusalemme è una delle questioni più spinose del decennale conflitto israelo-palestinese. Questi ultimi voglio che la parte Est della città, che comprende i luoghi santi della Città Vecchia e che fu catturata da Israele nella guerra del 1967, venga riconosciuta come capitale di un loro futuro Stato. Il governo israeliano, al contrario, considera tutta Gerusalemme come sua capitale, ma la rivendicazione non è riconosciuta dalla comunità internazionale.

Quasi tutte le missioni diplomatiche situate in Israele si trovano a Tel Aviv perché la maggior parte dei Paesi ha deciso di rimanere neutrale nella questione della città contesa, almeno fino a quando il suo status non sarà risolto tramite un accordo di pace israelo-palestinese. Tuttavia, nel dicembre 2017, Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e ha annunciato il trasferimento dell’ambasciata americana nella città santa.

Il 15 settembre, Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno firmato accordi con Israele, a Washington, per ristabilire i legami diplomatici con il governo israeliano. Gli accordi negoziati dagli Stati Uniti tra Israele e i Paesi del Golfo, in parte favoriti dalla comune avversione nei confronti dell’Iran, hanno fatto sentire i palestinesi ulteriormente isolati nella regione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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